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Miele, un patrimonio di biodiversità da salvare

Miele, un patrimonio di biodiversità da salvare

Il Maestro Andrea Bocelli, proprio come un comune mortale ha fatto piantare nel suo giardino una gran quantità di piante mellifere, quelle che aiutano api e impollinatori nella loro opera di mantenimento della biodiversità

20 maggio 2025 | 14:00 | C. S.

In questa pazza primavera che alterna giornate di caldo estivo a freddo e pioggia, in cui il cambiamento climatico condiziona la vita di tutti noi, capita sempre più spesso di camminare in giardini e parchi in cui il verde cittadino non è rasato a dovere. Capita anche di imbattersi in cartelli come quelli presenti al Giardino di  Boboli,  a Firenze,  in cui si giustifica l’incuria dei medesimo con motivazioni ben più nobili di quello che all’apparenza potrebbe sembrare una mancanza e non un’attenzione.

Capita poi di imbattersi nelle fioriture spontanee del prati a Sasso Pisano (PI), un tripudio e un inno alla biodiversità,  stese di verde a colori che nulla hanno da invidiare ai pascoli degli alpeggi.  Arroccato su uno sperone,  da cui lo sguardo spazia sulla Val di Cornia, meno famosa ma non meno intrigante della vicina  ‘Valle del Diavolo’ tanto cara a Dante per i paesaggi della sua Commedia, il borgo è uno degli esempi di come biodiversità e energie rinnovabili da sempre convivano. In questa zona, la geotermia sfrutta i soffioni naturali che  ‘sbucano’ dalla Terra sin dai tempi degli Etruschi, anche grazie a personaggi come Uberto Francesco Hoeffer e  Francesco (De) Larderel  che ne scoprirono i vantaggi sotto varie forme, e tutt’oggi produce energia pulita. 

Scendendo verso la Valdera poi, una strada grigia- nell’ultimo weekend di maggio- porterà i cicloamatori della Geogravel di Paolo Bettini lungo un percorso che da Pomarance giunge sino alle dolci colline di sulla del Teatro del Silenzio a Lajatico, un luogo magico con cui le api di Miele Fabbri vanno letteralmente a nozze.

E’ un turismo lento, quello a due ruote, che sempre più conduce in luoghi ove la biodiversità della flora  locale ci stupisce con i suoi colori e i suoi profumi e ci fa conoscere il mondo delle api e degli impollinatori che in aree geografiche come queste trovano ‘pane’ per le loro necessità sotto forma di nettare e polline, debitamente trasformato in nutrizione per le loro famiglie ma anche per il nostro benessere. Qui,  attenti apicoltori locali come Stefano Pugliesi  dell’azienda agricola Fabbri, producono miele e prodotti dell’alveare da quattro generazioni senza nulla togliere alle principali artefici, bensì prendendosene cura, tutelando al meglio la salute delle amiche api. 

Questo avviene sempre più anche grazie al  supporto di esperti e studiosi di rinomate università, a agricoltori attenti che evitano l’uso di pesticidi e favoriscono le coltivazioni biologiche perché la salute di questi insetti e il loro benessere è anche quello di tutta la specie umana. “Se le api scomparissero dalla Terra, per l’uomo non resterebbero che quattro anni di vita” è la celebre frase attribuita a Albert Einstein, purtroppo ancora molto  attuale, frase  che, in realtà, va fatta risalire al 1994,  quando gli apicoltori europei sfilarono per le strade di Bruxelles per manifestare alle Autorità comunitarie lo stato di disagio dell’apicoltura. In quell’occasione, in un volantino dell’Unione Nazionale degli Apicoltori Francesi, comparve per la prima volta la celebre frase.  

Vi sono poi apicoltori alle prime armi, come Marzio, Andrea, Fabio e Caterina che dopo il corso di avviamento all’apicoltura dell’anno scorso a Lajatico (PI), rapiti dalla passione per questo mondo, hanno “messo” tre o quattro cassette di api in giardino e si sono dedicati a queste amiche tanto particolari quanto speciali. E non lo fanno per il (sempre meno) miele che ne possono ricavare bensì per apportare un contributo alla vita sul pianeta. Ognuno di noi, famoso e non,  può fare qualcosa. Il Maestro Andrea Bocelli, proprio come un comune mortale ha fatto piantare nel suo giardino una gran quantità di piante mellifere, quelle che aiutano api e impollinatori nella loro opera di mantenimento della biodiversità. Chiunque può farlo dando un significativo contributo al pianeta. 

E infine ci sono gli alunni dell’Istituto S.Pertini a Lajatico i quali, in attesa dell’Annuale Convegno sull’Apicoltura come sempre organizzato da Comune di Lajatico e Miele fabbri nel borgo toscano,  il  prossimo 21 giugno, si sono cimentati in un “bee contest” appositamente studiato per loro da Miele Fabbri.  Hanno realizzato disegni e temi ispirandosi ai titoli:  “Le nostre amiche api, la loro sopravvivenza è la nostra” e  “Giornata Mondiale della api. La pratica delle buone abitudini (Che cosa possiamo fare, nel nostro piccolo, ogni giorno, per salvaguardare la biodiversità e le api)”.

Un’apposita commissione, ha valutato i lavori degli studenti e stilato una classifica dei vincitori.  I nomi dei primi tre classificati per ogni tipologia verranno pubblicati in occasione della Giornata Mondiale delle Api, il 20 maggio 2025,  sul sito www.mielefabbri.it. Gli studenti più meritevoli saranno premiati durante il Convegno: L’Apicoltura moderna e la valorizzazione del territorio Toscano: eccellenze a confronto” il 21 giugno 2025.

L’educazione alla salvaguardia della biodiversità e alla conoscenza degli impollinatori rappresenta un tassello fondamentale per il futuro della Terra per cui un doveroso ringraziamento da parte di Miele Fabbri va a questi piccoli apicoltori in erba nonché ai loro insegnanti per aver compreso e divulgato, a loro modo,  quanto sia fondamentale per il nostro avvenire fare ogni tentativo perché le diverse specie sopravvivano. I bambini sono il nostro futuro ed è a loro che dobbiamo lasciare il testimone affinché la vita sul nostro pianeta  abbia un seguito.

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