Italia
Olio Dop Monte Etna: Qualità del prodotto e valore del Territorio
Ottime premesse dalla fioritura per l'olivo siciliano e della Dop Monte Etna. Ora si riparta con un piano Olivicolo Regionale che affronti le criticità ed esalti le potenzialità esistenti
15 maggio 2025 | 13:00 | T N
Una campagna olivicola che si presenta dopo due anni di persistente siccità, con una buona fioritura in gran parte del territorio, che lascia presagire un ottimo raccolto se il clima sarà alleato degli agricoltori.
Una Regione che stenta a superare nei fatti le 32 mila tonnellate in un Paese che si colloca al 5° posto tra i maggiori produttori (-32%), collocandosi dopo la Spagna (+58%) che recupera il deficit produttivo, la Turchia (+62%), la Grecia (+61%) e la Tunisia (+57%) e precedendo di poco il portogallo che fa sentire il fiato sul collo.
"Siamo un Paese fortemente importatore e quindi anche una Regione – commenta Giosuè Catania presidente del Consorzio di Tutela), poiché importiamo più di quanto produciamo, con una copiosa frammentazione delle aziende ed un processo di ringiovanimento lento e faticoso che fa il paio con il 40% delle aziende che ha meno di 2 ettari ed un buon 30 % di oliveti a rischio abbandono per le difficoltà legate pure ad un eccesso di costi di produzione e lavorazioni, nonché potatura e raccolta sempre più complicata a causa di mancanza di operatori qualificati in paesaggi agrari difficili da lavorare."
In Sicilia sono presenti 159.000 ettari di oliveti di cui 5.000 ettari per olive da mensa per un totale di 22 milioni di piante. Il 20 % circa è coltivato in biologico. Le 139.000 aziende olivicole conducono una superficie media di Ha 1,14 – Come DOP siamo a 6 ed una IGP che collocano la Regione prima in Italia per produzioni certificate.
Diverse le potenzialità legate al grande patrimonio di biodiversità, alla modernità della filiera che negli anni ha reso di elevata qualità i prodotti di questa terra con un utilizzo di tecniche mirate ed un profilo sensoriale degli oli capaci di conquistare i consumatori di tutto il mondo.
La DOP Monte Etna guarda con fiducia il futuro e ne abbiamo conferma dai successi avuti nei tre momenti fieristici di Bari, Verona e Trieste svolti grazie al sostegno del PSR sottomisura 3.2
Oggi in un contesto economico profondamente cambiato e con la variabilità dei momenti climatici certamente da governare, con la ricerca e l’innovazione, diventa necessario mettere mano ad una strategia di programmazione a medio e lungo termine che affronti i limiti strutturali di un comparto olivicolo/oleario che va potenziato nell’aumento delle superfici, nel sostegno alla qualità, nel valore paesaggistico, nell’educazione al consumo e nel mercato.
Un Piano Olivicolo che individui le nuove frontiere dell’olivicoltura, affrontando le criticità esistenti e valorizzando le potenzialità in un contesto in cui cambiamenti climatici, ricerca, innovazione e intelligenza artificiale saranno i capisaldi di un modello nuovo che deve reggere la competizione di Paesi che investono moltissimo sul rilancio del comparto ed il nostro che fa fatica.
Un cambio di passo si rende utile ed urgente e la politica non può che disporre la dovuta attenzione e interventi finanziari sostenuti per garantire reddito e sviluppo della filiera.

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