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Olio di oliva del Vulcano: paesaggio, ambiente, territorio e sostenibilità

Olio di oliva del Vulcano: paesaggio, ambiente, territorio e sostenibilità

L'olio extravergine di oliva Dop Monte Etna non rappresenta solo un'economia capace di sostentare decine di famiglie ma anche la cultura di un luogo e la possibilità di preservare un paesaggio unico al mondo

19 aprile 2025 | 12:00 | T N

Non solo economia di mercato ma anche cura del paesaggio, ambiente, territorio e sostenibilità

"È il caso del Vulcano Etna alle cui pendici crescono Ulivi secolari, ove insistono Olivicoltori eroici che in condizioni proibitive coltivano, raccolgono e trasportano le olive per la produzione di un olio unico nel suo genere." Questo il racconto di Giosuè Catania presidente del Consorzio di Tutela della DOP Monte Etna –

Storia, cultura e tradizioni si fondono per affermare una identità che esprime un punto di forza del territorio riconosciuto come enorme bacino di biodiversità in cui assume una rilevanza la laboriosità degli agricoltori, la loro passione per la produzione di olio il cui costo non è assolutamente paragonabile a ciò che è il mercato.

Allora c’è qualcosa di più che spinge l’olivicoltore a rimanere nel territorio, che non è soltanto la produzione che di per sé è importante se si caratterizza il prodotto per le sue qualità e per la sua origine che ne fa un prodotto diverso come è la DOP Monte Etna.

E’ l’amore per il territorio, è la cura del paesaggio, è il voler rendere attrattivo il luogo naturale con le sue mille sfaccettature legate al clima e alla serenità che si acquista attorno ad un Vulcano meravigliosamente instabile.

Da questi luoghi passa il percorso oleoturistico ove il collante non può che essere l’olio DOP Monte Etna per mettere in rete il meglio delle attività economiche, la ristorazione innovativa che attui la carta degli oli, le produzioni tipiche e la formazione del personale nei luoghi di ricezione, il patrimonio artistico e culturale. 

Il tutto per far comprendere a chi ancora stenta a non prestare la dovuta attenzione, che l’olivicoltura è un bene da preservare ed un lascito millenario che va accudito e curato come bene dell’umanità

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