Italia
Bruciare i residui di potatura dell'olivo in Lombardia è possibile
La combustione del materiale risultante dalla potatura dell'olivo deve avvenire seguendo le buone pratiche di gestione e tramite piccoli cumuli di volume inferiore a 3 m steri/ettaro/giorno
19 marzo 2025 | 16:00 | C. S.
Gli olivicoltori lombardi che operano nei territori di produzione del 'Garda DOP' e dell'olio extravergine di oliva 'Laghi lombardi' nel 2025 potranno eliminare, mediante combustione, il materiale risultante dalla potatura degli olivi per contrastare la diffusione di organismi nocivi dell’olivo e tutelare la produzione dell’areale olivicolo lombardo. È quello che prevede un decreto della Regione Lombardia approvato nei giorni scorsi.
“Una misura fitosanitaria che i produttori ci chiedono da tempo e che riteniamo essenziale per tutelare una filiera di qualità immensa che da anni è in ginocchio a causa della cimice asiatica e di altri organismi nocivi che svernano nelle parti legnose degli olivi o sono comunque associati ai rami - hanno sottolineato gli assessori di Regione Lombardia Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste) e Giorgio Maione (Ambiente e Clima) - la combustione degli scarti da potatura è il metodo più efficace per contrastare la diffusione di questi insetti”.
La combustione del materiale risultante dalla potatura degli olivi deve avvenire seguendo le buone pratiche di gestione e tramite piccoli cumuli di volume inferiore a 3 m steri/ettaro/giorno. La deroga rimarrà in vigore per l’annualità 2025 e una eventuale proroga sarà valutata in relazione alla persistenza della presenza degli organismi nocivi dell’olivo nelle aree individuate.
“Gli olivicoltori lombardi - hanno evidenziato Beduschi e Maione - creano un valore straordinario ai territori dei laghi di Garda, Iseo e di Como e purtroppo si trovano spesso a dover affrontare senza gli strumenti adeguati emergenze legate alla proliferazione di insetti alieni. La produzione di olio è tutela dell’ambiente, è turismo, è cultura, è economia. Siamo al fianco delle aziende agricole”.
“Valuteremo con le associazioni di categoria e con i tecnici l’efficacia di questa misura fitosanitaria - hanno concluso - per capire se sarà necessario prevedere la proroga anche per il prossimo anno”. (
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