Italia

Olio d'oliva "clandestino" arrivato al porto di Ancora: bloccato dalla Guardia di Finanza

Olio d'oliva

L'olio d'oliva era privo di qualsivoglia documento commerciale di accompagnamento che ne dichiarasse la provenienza, oltre che delle certificazioni sanitarie previste dalla normativa per l'immissione in consumo

14 febbraio 2025 | 12:40 | C. S.

Nel porto di Ancona individuati e sequestrati circa 5.300 litri di olio di oliva e diversi quantitativi di prodotti alcolici, provenienti dall'Albania, e trasportati su alcuni veicoli per introdurli clandestinamente in commercio in Italia.

Lo hanno scoperto i funzionari dell'Ufficio delle Dogane di Ancona, unitamente ai militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale Ancona, nel corso dei quotidiani controlli effettuati sui traffici. 

L'olio d'oliva era privo di qualsivoglia documento commerciale di accompagnamento che ne dichiarasse la provenienza, oltre che delle certificazioni sanitarie previste dalla normativa per l'immissione in consumo.

Alle richieste degli operanti, i conducenti dei veicoli avevano risposto di non avere nulla da dichiarare: è stata loro contestata l'omissione della dichiarazione doganale in qualità di detentori della merce. I prodotti rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro amministrativo per contrabbando, per il tentativo di introdurre in Italia le merci sottraendole al pagamento dei diritti di confine e dell'accisa gravante sui prodotti alcolici.

L'operazione, svolta in collaborazione tra l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Guardia di Finanza, "testimonia ancora una volta l'efficacia delle azioni congiunte volte a reprimere le condotte illecite, nonché l'impegno e l'attenzione quotidiana finalizzata a tutelare la sicurezza e la salute pubblica, con particolare riferimento alla salubrità dei prodotti ed al rispetto della legalità". 

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