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L’imprenditoria femminile in olivicoltura e la sostenibilità

L’imprenditoria femminile in olivicoltura e la sostenibilità

Le imprenditrici olivicole mostrano di perseguire la sostenibilità prevalentemente attraverso il recupero e la valorizzazione delle cultivar autoctone e la conservazione della biodiversità

13 gennaio 2025 | 10:00 | T N

L'Italia è uno dei maggiori produttori di olio d'oliva.

L'Italia è il secondo/quinto produttore mondiale, a seconda delle annate, e il secondo Paese per esportazioni.

La distribuzione territoriale mostra che le aree a più alta vocazione olivicola sono concentrate nel Sud Italia.

Per numero di aziende agricole la Calabria si colloca al terzo posto tra le regioni italiane, ed è la seconda regione in Italia per produzione di olio (anche biologico) dopo la Puglia.

La presenza di imprese a conduzione femminile nell'industria dell'olio d'oliva è significativa: all'interno del settore, le imprese a conduzione femminile sono circa il 30% del totale e raggiungono il 41% in Calabria.

Le imprese del settore oleario, così come tutte le imprese, sono chiamate a raggiungere obiettivi di sviluppo sostenibile. Tenendo conto di ciò, ricercatori calabresi hanno indagato, da un lato, quali innovazioni potrebbero consentire alle aziende olivicole e ai frantoi di essere più sostenibili. Dall'altro lato, la ricerca si propone, attraverso l'analisi di alcuni casi aziendali, di indagare la propensione delle imprese femminili a fare innovazione orientata alla sostenibilità.

La sostenibilità per le imprenditrici olivicole calabresi

I risultati mostrano, da un lato, l'attenzione delle imprenditrici verso pratiche di coltivazione e produzione sostenibili; dall'altro, evidenziano come l'ecosostenibilità e il rispetto della biodiversità rappresentino fattori in grado di conferire al prodotto olio extravergine di oliva un'elevata qualità, riconosciuta a livello mondiale.

Tuttavia, le aziende studiate mostrano di perseguire la sostenibilità prevalentemente attraverso il recupero e la valorizzazione delle cultivar autoctone e la conservazione della biodiversità. Sono comunque auspicabili altri grandi investimenti in innovazioni orientate alla sostenibilità, investimenti difficilmente realizzabili dalle singole imprese ma possibili se fatti in cooperazione.

Emerge che il networking è estremamente importante per far crescere e creare una cultura d'impresa in grado di innovare. È necessario accompagnare e sostenere le imprese olivicole e olearie nella realizzazione di investimenti per aumentare la loro sostenibilità, anche promuovendo la cooperazione tra le imprese.

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