Italia
Dalle ciliegie all'olio extravergine di oliva: Ramoscello d'Oro 2024
Tra le molteplici attività cui l’associazione Città delle Ciliege ha dato avvio per evidenziare le particolarità storiche, culturali, folkloristiche ed economiche dei nostri territori, c’è il concorso Ciliegie d’Italia, giunto alla XXV edizione, e il più giovane concorso oleario nazionale Ramoscello d’Oro che, da poco conclusosi, quest’anno ha visto trionfare Americo Quattrociocchi
03 maggio 2024 | C. S.
Cosa unisce ciliegie e olio? Un binomio certamente insolito e apparentemente poco consono a livello sia gastronomico che culturale, eppure un filo unisce questi due frutti protagonisti della cucina e tradizione italiana. Proprio per valorizzare questi aspetti, nel 2003 è nata l’associazione Città delle Ciliegie, fondata dall’allora sindaco di Celleno Carlo Conticchio, attuale direttore, e patrocinata dalle amministrazioni regionali e provinciali dei 72 comuni associati nonché dalle relative camere di commercio. Tra le molteplici attività cui l’associazione ha dato avvio per evidenziare le particolarità storiche, culturali, folkloristiche ed economiche dei nostri territori, c’è il concorso Ciliegie d’Italia, giunto alla XXV edizione, e il più giovane concorso oleario nazionale Ramoscello d’Oro che, da poco conclusosi, quest’anno ha visto trionfare Americo Quattrociocchi insieme a diversi produttori che hanno sottoposto i frutti del loro know-how e impegno al panel test.
Guidato nelle sedute di assaggio dalla capopanel Maria Paola Consolini, Ramoscello d’Oro ha registrato numerosi partecipanti – aziende agricole, frantoi, cooperative e organizzazioni di produttori - nelle categorie oli extravergini d’oliva; dop e igp; biologici; monovarietali ed infine, essendo sempre più rilevante l’aspetto della comunicazione di prodotto, un premio per la migliore confezione ed etichetta emergente secondo criteri di marketing e sostenibilità. I vincitori si sono poi riuniti per la cerimonia di premiazione nelle sale dell’Itas G. Garibaldi di Roma, alla presenza del dirigente scolastico Andrea Pontarelli. Tra i promotori del concorso, l’istituto agrario fondato nel 1872 vanta una proprietà agricola di oltre 70 ettari e un proprio frantoio oleario per le olive delle oltre mille piante aziendali e per insegnare agli studenti il mestiere di frantoiano. Il frantoio, da poco rinnovato, è stato inoltre oggetto di una visita e il funzionamento illustrato dal direttore dell’azienda agraria Attilio Ferraiuolo.
Accademica dell’olivo e dell’olio, presidente della sezione Olivicoltura di Confagricoltura Trapani e già membro dei panel nei più autorevoli concorsi oleari d’Italia ed Europa, la panel leader Maria Paola Consolini si è dichiarata impressionata del numero e della qualità dei campioni pervenuti: “A questa quarta edizione hanno partecipato circa 200 etichette e nel conteggio delle schede ho riscontrato elevata qualità con scarto minimi. La giuria si è comportata professionalmente con giudizi meritati. Un premio di tutto rispetto, soprattutto per il fatto che gli oli sono stati assaggiati e distinti da tutti”.
“Ciò che rende il concorso nazionale oleario Ramoscello d’Oro unico nel contesto delle competizioni su prodotti enogastronomici è il fatto che ospita soltanto aziende che operano in prima persona nell’intera filiera olivicolo-olearia mettendo in luce la sapienza degli imprenditori agricoli medio-piccoli”, commenta Carlo Conticchio, direttore di Città delle Ciliegie nonché ideatore e coordinatore del concorso Ramoscello d’Oro. Sapienza che si traduce nello “scegliere le varietà acclimatate al territorio di appartenenza, coltivarle al fine della loro conservazione e costante produzione, raccoglierle alla giusta maturazione, con metodi non invasivi; e ancora, tecnica frantoiana all’avanguardia, corretta conservazione dell’olio, scelta della confezione più adatta alla commercializzazione, vendita nei canali giusti e remunerativi. Tutto ciò rende le nostre aziende agricole uniche al mondo”. Un sapere e saper fare che hanno consentito un’alta qualità in una annata per tutti difficile, che pure ha generato degli oli encomiabili: “Non esistono altri territori al mondo dove si applicano con tale dedizione tutti gli accorgimenti e tutta la competenza al fine dell’ottenimento del top di gamma; per tale ragione la partecipazione al concorso rappresenta di per sé l’attestato che conferma l’eccellenza della propria produzione olearia per ogni azienda partecipante”.
Gli oli che invece si sono guadagnati il podio per il packaging dimostrano la crescente attenzione per un veicolo importante di comunicazione: lo si vede nei prodotti quali quello dell’azienda siracusana Villa Teresina, che ha presentato l’Olei Flos, un’edizione limitata dall’elegante bottiglia; l’oliera artistica in maiolica della lucana Tenute Giardino Santo Stefano, che si è distinta per il vassoietto utile proprio a “pucciare”, ossia intingere il pane; il kit con la selezione dei 12 tra oli e condimenti all’evo dell’Oleificio Francesco Costa di Bronte, kit nel quale inoltre si trova la carta degli oli per abbinarli al meglio: premio questo assegnato dall’Andmi - Associazione dei direttori di mercati all’ingrosso.
A fronte di iniziative come questa, dove si evidenzia la capacità artigianale delle aziende italiane, la creatività non solo in campo dei produttori, il binomio ciliegie – olio che inizialmente poteva risultare non adatto, ecco che si consolida, grazie a un’associazione che ha guardato oltre la cerasicoltura volendo unire il rosso delle ciliegie al verde delle olive e dei riflessi dell’olio, i più tipici (tri)colori italiani.
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