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GIANFRANCO VISSANI MIGLIOR COMUNICATORE DELLA CULTURA DELL'OLIO? IL PREMIO GRINZANE CAVOUR CI FA CAPIRE LA PERSISTENTE IGNORANZA IN TEMA DI OLIO DI OLIVA

E' un errore imperdonabile, cui ha contribuito la stessa Regione Liguria, attraverso l'assessore alla cultura Fabio Morchio, complice il gruppo di lavoro del Premio Grinzane Cavour, e, addirittura, il nutrizionista Giorgio Calabrese

20 novembre 2007 | Luigi Caricato

Gli organizzatori del Premio Grinzane Cavour saranno pure soddisfatti, ma intanto l'assegnazione del premio, quale miglior comunicatore della cultura dell'olio, a un soggetto alquanto discutibile come Gianfranco Vissani ritengo sia alquanto deludente, se non addirittura mortificante.

E' un errore imperdonabile, cui ha contribuito la stessa Regione Liguria, attraverso l'assessore alla cultura Fabio Morchio (ma a quale cultura si fa riferimento?).

I nomi dei componenti la giuria? Giuseppe Conte (scrittore), Giorgio Calabrese (nutrizionista e dietologo), Fabio Morchio (Assessore alla Cultura, Sport e Spettacolo Regione Liguria), Giuliano Soria (Presidente del Premio Grinzane Cavour)! Sono loro i responsabili di una scelta così scriteriata.

Non si dimentichi il fatto che Vissani in più occasioni ha puntualmente consigliato l'utilizzo in frittura dell'olio di soia, o di altri oli da seme, piuttosto che l'olio extra vergine di oliva, sostenendo addirittura l'indadeguatezza degli oli ricavati dall'oliva nel sopportare le alte temperature. Ma non si è fermato qui, perché sul fronte delle inesattezze relative agli oli di oliva, Vissani si è rivelato sicuramente un grande maestro.

Questa dolente nota, dunque, solo per dire, con tutta franchezza, quanto sia difficile lavorare in Italia, in situazioni che hanno in sé del grottesco. Ma non si può scendere così in basso. C'è un limite all'indecenza. Una scelta così folle e assurda è inammissibile. E' un po' come assegnare il premio Pulitzer al fotografo Fabrizio Corona, o il premio Nobel per la letteratura a Francesco Totti per i suoi libri di barzellette. E ciò lo sostengo solo a mo' di esempio, senza alcuna offesa per ciascuno di coloro che ho citato. Peché in fondo ognuno incarna il proprio ruolo. Tuttavia, a parte tale precisazione, occorre anche dire che quando si rende necessaria una distinzione è sempre bene farla, senza reticenze, anche se si va contro il potere dominante.

Nulla di personale, perché in fondo Gianfranco Vissani ha il pubblico che si merita. Il pubblico, dunque, è tutto suo e se lo può gestire come meglio crede, ma le invasioni di campo no, non si possono accettare.
Non è accettabile che si offendano quanti all'olio hanno dedicato e dedicano la propria vita, con grande onestà intellettuale e indubbia professionalità.

Sulla questione olio di oliva e Vissani ero già intervenuto a suo tempo su Teatro Naturale, nel maggio 2005, da cui appunto il seguente link all'articolo: link esterno

Mi chiedo pertanto il motivo per cui la Regione Liguria sponsorizzi iniziative simili. Sarebbe a questo punto utile contestare l'assegnazione del premio nel corso della di sabato 24 novembre presso i Magazzini dell'ex Deposito Franco di Imperia. L'incontro è previsto per le ore 12.

Sarei molto contento se il mondo dell'olio reagisse a questo atto di sconsideratezza, dimostrando in tal modo di possedere una propria autonomia e maturità, al punto da reagire con fermezza quando occorre.

Queste amare considerazioni sarebbe opportuno farle circolare, così da rendere partecipi e consapevoli di come vada oggi il mondo sul fronte della comunicazione. Tutto viene banalizzato, tanto che chi gestisce certi poteri, approfitta di simili occasioni per consacrare le figure più inadatte e inopportune.

Si può capire un premio a Vissani per i meriti (se li ha per davvero) in qualità di chef, ma non si può assolutamente concepire un premio che non meriterebbe in alcun modo.

Non si può andare avanti così, non si può assistere allo scempio della cultura materiale, ridotta a barzelletta. Si resituiscano i mertiti a coloro che sono dentro ai sacrifici e alle fatiche quotidiane e che all'olio ricavato dalle olive ci credono fermamente e non lo dileggiano.

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