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L'olio extra vergine di oliva di Coratina è un Prodotto Agroalimentare Tradizionale

L'olio extra vergine di oliva di Coratina è un Prodotto Agroalimentare Tradizionale

L'olio extra vergine di oliva di Coratina legato a fattori come la tradizione, il territorio, le materie prime e le tecniche di produzione. Le ragioni che lo hanno portato a diventare un Prodotto Agroalimentare Tradizionale

12 gennaio 2024 | T N

L’inserimento dell’olio extravergine di oliva cultivar Coratina nei PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) nella sezione Grassi (Burro, Margarina, Oli) con determinazione del Dirigente Sezione Competitività delle filiere agroalimentari del 15 dicembre 2023 n. 553 “aggiornamento dell’Elenco regionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali - anno 2023”, segna un grande traguardo raggiunto.

L’iter si concluderà a breve quando il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste pubblicherà l’aggiornamento dell’elenco nazionale prodotti agroalimentari tradizionali. 

Ma cosa sono i PAT? I Prodotti (PAT) sono stati istituiti ai sensi dell’ art. 8, comma 1 del D.lgs n.173 del 1998, il quale sancisce l’importanza della valorizzazione del patrimonio gastronomico ed introduce la nozione di prodotto tradizionale quale tipologia di prodotto destinato alla dieta e strettamente condizionato da fattori come la tradizione, il territorio, le materie prime e le tecniche di produzione. I Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) rappresentano uno dei biglietti da visita dell'agricoltura italiana di qualità. Con il termine “prodotti tradizionali” s'intendono quei prodotti agroalimentari le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultino consolidate nel tempo, omogenee per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali, protratte nel tempo, per un periodo di almeno 25 anni. Anche l'olio extravergine cultivar Coratina è stato inserito nei PAT.

L'olio extra vergine di oliva di Coratina è un Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT)

"Sono orgogliosa per tutto il nostro territorio delle provincie Bari e  Barletta Andria Trani perché l’olio extravergine di oliva Coratina non è soltanto l’alimento principe della nostra dieta “mediterranea” ma rappresenta la nostra identità, la nostra cultura, il nostro senso di appartenenza a questo meraviglioso territorio che ci invidiano in tutto il mondo - ha dichiarato Antonia Sinesi, consigliera comunale del comune di Canosa di Puglia, che ha coordinato i lavori per l'inscrizione al PAT dell'olio di Coratina - Il nostro lavoro di ricerca bibliografica, il reperimento di documenti storici e l’attenta analisi di testi scritti per documentare la storia della cultivar coratina, richiesta dalla regione Puglia per il riconoscimento  PAT, è il risultato di anni di ricerca anche per via dei miei percorsi di studi  sia in tecnologie alimentari, in nutrizione umana che in igiene orale. Infatti l’olio extravergine di oliva Coratina ha tantissimi effetti salutari e nutraceutici che dovrebbero essere maggiormente conosciuti e valorizzati. Pensiamo al suo contenuto in polifenoli. Il regolamento UE 432/2012 consente di certificare quale prodotto “naturalmente nutraceutio” gli oli extravergine di oliva avente un contenuto di polifenoli superiore a 250 mg/kg, la nostra cultivar Coratina ne ha mediamente dai 650 ai 700 mg/Kg, una vera bomba di salute e pensiamo anche che in America la Food and Drug Administration (FDA), il severo ente governativo che vigila sulla regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, che sono distribuiti sul suolo americano, ha rivisitato la definizione di olio extravergine d’oliva da alimento salutare a medicinale, fondamentale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, deficit cognitivi tipici dell’anziano, oltre che nel ridurre il rischio del diabete mellito di tipo II. L’inserimento del nostro olio nei PAT, scrive un altro capitolo nella nostra amata terra, un riconoscimento portato avanti dalla nostra amministrazione di Canosa di Puglia con il sindaco Dott. Vito  Malcangio a beneficio di tutto il comparto territoriale delle provincie Bari e Barletta Andria Trani. Un lavoro svolto per il bene di tutta la comunità, con l’auspicio che questo riconoscimento sia un punto di partenza per una collaborazione sinergica tra tutti i comuni interessati."

Grande orgoglio da parte del Presidente Unapol Tommaso Loiodice, coratino doc, che afferma: “l’entrata del nostro preziosissimo olio extravergine d’oliva coratina nei PAT, i Prodotti Agroalimentari Tradizionali è un riconoscimento dovuto ad un prodotto che ha saputo distinguersi nel vasto panorama delle cultivar italiane. Questo vuol dire che negli anni, anche grazie a un lavoro incessante di promozione e divulgazione, l’Evo di coratina si è ritagliato un posto d’onore sulle tavole dei palati più esigenti e delle cucine blasonate dei grandi chef internazionali. Un lavoro corale, che rende merito a tutta la filiera: contadini, cooperative, frantoiani, produttori, associazioni, organizzazioni di prodotto e istituzioni. Un traguardo ambizioso finalmente raggiunto, che pone il nostro olio extravergine di coratina tra i prodotti agroalimentari pugliesi d’élite”.

Questo riconoscimento ci impone, in una annata olivicola positiva come quella ancora in corso, di non abbassare la guardia ma di continuare e incentivare il lavoro di valorizzazione e promozione della cultivar Coratina, rimarcando il concetto che per il consumatore l’acquisto di un olio extravergine di qualità, specialmente se da cultivar “Coratina” rappresenta un investimento e non un costo perché fa bene alla salute.

La Coratina è una cultivar diffusa e coltivata in tutto l’agro del Nord Barese e questo deve rappresentare un ulteriore valore aggiunto perché la rende ambasciatrice di un ampio territorio la cui storia si lega orgogliosamente a Federico II. L’olio extravergine di Coratina si caratterizza per il suo gusto inconfondibile, con un livello medio/intenso di fruttato, amaro e piccante, con sentore prevalente di mandorla fresca e leggere sensazioni di erba/foglia e carciofo. La storia di questa varietà ha origini antiche, viene menzionata per la prima volta con il nome di “uliva a racimolo” (o a racioppe, dal dialettale ‘grappolo’) dal medico e agronomo Giovanni Presta nel suo testo Memoria intorno ai sessantadue saggi diversi di olio, presentati alla maestà di Ferdinando IV, re delle Due Sicilie. Fu poi il Prof. Girolamo Caruso, a fine ‘800, a collocare definitivamente questa varietà nel comune di Corato, dal quale poi vedrà una rapida diffusione tra le provincie di Bari, BAT e di Foggia.

“Un primato – conclude Loiodice – che deve farci capire come il lavoro di squadra sia necessario per aprire nuove prospettive di crescita, anche e soprattutto in termini di conquista di nuovi mercati nazionali e internazionali. Solo così  il duro lavoro dei nostri agricoltori potrà essere ripagato il giusto, e si potrà riconoscere in maniera duratura il giusto valore ad un prodotto d’eccellenza tra i più rappresentativi del nostro mondo contadino”. 

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