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L'agricoltura alla sfida dei crediti di carbonio

L'agricoltura alla sfida dei crediti di carbonio

Tre le prospettive emergenti per l'agricoltura, c'è sicuramente il tema dei crediti di carbonio, uno strumento introdotto per affrontare il cambiamento climatico

30 maggio 2023 | C. S.

“I crediti di carbonio e il futuro dell'agricoltura" è il tema al centro dell'incontro organizzato dalla Fondazione Edmund Mach durante la prima giornata del Festival dell'Economia di Trento.

Moderati da Silvia Marzialetti, giornalista di Radiocor, che ha evidenziato come la grande sfida del nostro tempo sia quella di garantire sicurezza alimentare in un contesto geopolitico estremamente complicato, in presenza di variabili imponderabili come il climate change e sotto l’imperativo categorico della sostenibilità, il prof. Bruno Basso, professore alla Michigan State University ed esperto mondiale di agricoltura digitale, Alessandro Dalpiaz, direttore dell'Associazione Produttori Ortofrutticoli del Trentino e il prof. Mario Pezzotti, dirigente del Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Mach, si sono confrontati sulle sfide e sugli sviluppi possibili dell’agricoltura di oggi e della ricerca in questo ambito nella direzione di una maggiore sostenibilità. L’Unione Europea si è posta l’obiettivo di assenza totale di gas con effetto negativo sul clima, la cosiddetta neutralità climatica, entro il 2050 (riduzione del 55 per cento entro il 2030). La Strategia Farm to Fork prevede, tra le varie misure, l’impegno sul fronte del carbon farming per valorizzare il contributo positivo dell'agricoltura.
Bruno Basso ha spiegato che i crediti di carbonio, unità di misura utilizzate per quantificare e scambiare le riduzioni delle emissioni di gas serra o le rimozioni di tali gas dall'atmosfera, coprono un ruolo sempre più importante nel contesto agricolo perché l'agricoltura è al contempo vittima e causa delle emissioni in atmosfera. I crediti rappresentano, dunque, una nuova opportunità per gli agricoltori.

“L’agricoltura è un sistema complesso e dinamico; un ponte in bilico tra la tecnologia più evoluta e l’ambiente naturale arrivato ormai quasi al limite della possibilità di assorbire e neutralizzare le esternalità dei processi produttivi, che può contribuire alla riduzione delle emissioni di carbonio nell'atmosfera attraverso pratiche agricole sostenibili - ha affermato Bruno Basso - Bisogna ridurre drasticamente le emissioni e puntare ad un approccio di sistema, che in America è già realtà”.

In Usa, Canada, Australia le filiere agricole orientate alla neutralità carbonica stanno già premiando le produzioni che dimostrino significative riduzioni di emissioni gas serra. Al tempo stesso l' Agricoltura digitale gioca un ruolo fondamentale per il futuro dell’agricoltura: la robotica, l'intelligenza artificiale, l'analisi dei dati e i sensori, possono aiutare a migliorare l'efficienza dell'uso delle risorse e la produttività delle colture, riducendo l'uso di acqua, fertilizzanti e pesticidi. Inoltre un ulteriore grande contributo per il futuro dell’agricoltura viene dallo sviluppo di colture resistenti a malattie e condizioni ambientali estreme.

Alessandro Dalpiaz ha spiegato che Assomela più di 10 anni fa ha ottenuto una dichiarazione ambientale di prodotto delle mele per aprire la finestra su questi temi importanti legati all’ambiente e alla sostenibilità. “Il mondo produttivo è inconsapevolmente pronto e applica già le buone pratiche per produrre un 'agricoltura sostenibile. Quella dei crediti di carbonio è una creatura interessante, ma giovane, e bisogna aiutarla a crescere, declinandola nella pratica quotidiana e senza dimenticare i risvolti economici” ha detto Dalpiaz che in merito al credito monetizzato ha invitato a prestare attenzione a non creare false aspettative per il mondo agricolo.

Al momento il carbon farming presenta alcune criticità da risolvere: l’onere finanziario connesso ai costi di gestione e l’incertezza circa le opportunità di guadagno, l’affidabilità delle norme che disciplinano i mercati del carbonio ma anche l’assenza, i costi elevati e la complessità dei sistemi di monitoraggio, comunicazione e verifica.

Mario Pezzotti, dirigente del Centro Ricerca e Innovazione, ha parlato di come transizione ecologica e cambiamenti climatici si possano declinare per progettare le piante del futuro. “Il punto centrale- ha detto - è che l’agricoltura è un sistema complesso, che include tutto ciò che circonda, anche le azioni umane. Dovremmo fare un percorso di ricerca profondo e di integrazione tra le varie competenze: in sintesi, dobbiamo descrivere la complessità e quindi comprenderla per essere pronti a guardare ad un'agricoltura senza eccessivi impatti. La scienza deve aiutare a trovare quella conoscenza che poi i decisori politici devono applicare e realizzare. L'agricoltura di oggi non è più possibile e non c’è più tempo: dobbiamo decidere”.

Per fronteggiare queste sfide, dunque, l'agricoltura richiede un approccio di sistema per meglio quantificare le relazioni complesse tra suolo, clima, genetica e pratiche agronomiche.

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