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Tuttofood e Cibus si dividono il mondo fieristico italiano

Tuttofood e Cibus si dividono il mondo fieristico italiano

A Tuttofood la rappresentanza del mondo agroalimentare mentre Cibus dovrebbe rimanere a presidio delle Dop e Igp. Parma coordinerà le fiere

07 marzo 2023 | C. S.

È un accordo storico quello che è in dirittura d'arrivo tra Fiera di Parma e Fiere di Milano. Il Consiglio provinciale di Parma, infatti, ha dato questa mattina il via libera all’intesa, con l’astensione del gruppo Insieme per la Provincia di Parma. In base all'accordo, Fiera di Milano diventa socia di Fiere di Parma e quest’ultima diventa proprietaria del marchio Tuttofood, esposizione che continuerà a svolgersi a Milano. Il progetto vede una complementarietà tra Cibus e Tuttofood. A fine pomeriggio è arrivato anche l'ok da parte del Consiglio Comunale di Parma per l'alleanza dei due poli fieristici. Si tratta di un patto tra Comune, Provincia e Regione, a cui ora aderisce anche la Camera di Commercio, che vincola i soci pubblici ad assumere decisioni congiunte sulla Fiera, anche dopo l’ingresso di Fiere di Milano. Cibus resta a Parma, come salone dei prodotti Dop e Igp e marchio dell'agroalimentare riconosciuto a livello mondiale. 

In particolare sono stati approvati l’aumento di capitale riservato a Fiere di Milano e il nuovo accordo di sindacato tra azionisti pubblici di Fiere di Parma illustrato dal presidente della Provincia Andrea Massari.

Dal punto di vista economico l'accordo è importante visto che da 15 milioni di fatturato di 13 anni fa, all'inizio del nuovo ciclo della gestione condivisa tra soci pubblici e privati, con l'intesa il fatturato di Fiere di Parma potrebbe arrivare a quasi 60 milioni di Euro nel 2026, facendo un ulteriore balzo in avanti dagli attuali 40 milioni e mantenendo l'attuale livello di ebitda di oltre il 20% con il conseguente aumento del valore della società.

Fiera Milano diventerà azionista di Fiere di Parma con una quota di minoranza qualificata entrando nel patto fra soci privati con Credit Agricole e Unione Parmense degli Industriali. I vertici di Fiere Parma hanno spiegato che "alla base dell'operazione c'è un chiaro disegno industriale che specializza due manifestazioni nell'interesse di Parma, e quindi del sistema Fieristico Regionale, ma anche del Paese, perché ambisce, grazie all'azione combinata con Tuttofood, a portare in Italia ad esporre le aziende estere che attualmente prediligono altre piazze in Europa e nel mondo e quindi diventare sempre più attrattivi per i grandi buyers internazionali". 

I soci attuali riducono la propria partecipazione in Fiere di Parma del 18,5% e i soci pubblici non esprimono più la maggioranza, ma scendono al 45,84%. Sono state però inserite misure statutarie a tutela del territorio: i soci pubblici potranno incidere sulle scelte, in particolare quelle relative a Cibus. Tra l’altro esprimeranno il presidente del cda, in cui saranno presenti 5 consiglieri di nomina privata e 4 di nomina pubblica.

Per le operazioni più importanti occorrerà una maggioranza qualificata di 6 consiglieri del cda, come anche per le assemblee straordinarie dei soci. Inoltre Comune e Provincia, che hanno ciascuna più del 15% delle azioni, mantengono singolarmente il diritto di veto in assemblea straordinaria dei soci. In base alla nuova intesa, comunque Cibus non si sposta da Parma; non si possono deliberare operazioni straordinarie e nuovi assetti azionari se non si ha l'85% delle azioni. 

In pratica, la Fiera Ducale coordinerà le due principali fiere agroalimentari, Cibus e Tuttofood, che si svolgono in Italia rimarcando il posizionamento specifico e il livello di internazionalizzazione di entrambe: secondo l'intesa, Cibus consoliderà e svilupperà il ruolo di "bandiera del made in Italy alimentare" con un focus sulle eccellenze, sui territori e sui prodotti Dop e Igp che da 10 anni stanno guidando le nostre esportazioni. Tuttofood, dal canto suo verrà proiettato in uno scenario competitivo globale assimilabile alle manifestazioni delle grandi capitali europee.

"Il perimetro in cui si colloca questa operazione va nella direzione di una sempre più evidente internazionalizzazione che devono avere le Fiere -spiega Vincenzo Colla, assessore allo Sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione e relazioni internazionali-. L'accordo evita i rischi di una competizione tra Cibus e Tuttofood, perché gli interlocutori più grandi non sono qui, sono a Colonia e Parigi. È con loro che si apre una nuova sfida. Qui nasce un grande soggetto di governance industriale e di capacità di tenere relazioni internazionali".

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