Italia
Le prospettive per l'olivicoltura nel Nord Italia
Un focus sull’andamento dei principali fitofagi e patogeni, su come ottimizzare gli interventi fitosanitari, sulle corrette pratiche agronomiche
08 febbraio 2023 | C. S.
Il 2022, nel centro-nord Italia, si conferma un’annata che ha visto un aumento della produzione di olio rispetto al 2021, all'opposto nel sud Italia si è verificato un netto calo della produzione. La produzione nazionale complessiva di olio nel 2022 ha visto una riduzione del 37% circa, attestandosi sulle 208.000 tonnellate. In Trentino la produzione di olive è stata elevata e si attesta sulle 2.975 tonnellate; anche la produzione di olio è stata cospicua con 456 tonnellate e una resa media del 15,3%, più elevata rispetto al 2020 (12,7%).
Per il comparto olivicolo provinciale è stata un'annata caratterizzata da una prolungata siccità nei primi mesi dell’anno e da un’estate molto calda e asciutta, che però non ha compromesso la produzione in quanto quasi tutta l’area olivicola è dotata di una moderna e capillare rete di distribuzione dell’acqua irrigua. Fortunatamente il gran caldo ha frenato lo sviluppo della mosca olearia che in primavera era iniziato in modo molto aggressivo. Un’attenta strategia di gestione dell’insetto ha permesso poi di contenere, senza particolari problemi, questa avversità che ha trovato il suo massimo sviluppo proprio nel periodo della raccolta.
L'alternanza sotto la lente di FEM
In questi ultimi anni si sono manifestate delle alternanze molto importanti, con picchi di elevate e basse produzioni, non conosciute in passato. La FEM sta studiando questo fenomeno per capire le cause e per poterle contrastare con delle pratiche agronomiche adeguate. Dai primi dati ottenuti dalla sperimentazione di campo si evidenzia come la potatura gioca sicuramente un ruolo importante nel garantire degli accrescimenti annui in grado di garantire la produzione l’anno successivo (Stefano Pedò – FEM).
Contro la mosca olearia risulta efficace la cattura massale
Nell’Alto Garda trentino la mosca olearia ha trovato le condizioni climatiche ideali e rappresenta uno degli insetti più temuti dall’olivicoltore in quanto sviluppandosi all’interno delle olive può determinare ingenti danni alla produzione e riduzione della qualità dell’olio.
Si è osservato che gli evidenti cambiamenti climatici degli ultimi anni, con l’aumento della frequenza di inverni miti e poco piovosi, favoriscono lo svernamento di popolazioni elevate della mosca dell’olivo. Per questo motivo può risultare strategico attuare una cattura massale della mosca olearia su vaste superfici. Infatti, gli olivicoltori seguendo le indicazioni tecniche di FEM, con l'adozione di questi dispositivi su ampie superfici dal 2020, come prima esperienza in Italia, confermano che la strategia della cattura massale deve essere adottata già dai mesi primaverili (Michele Morten – FEM).
Contro le tignole rodiscorza asportazione e distruzione dei rami colpiti
Il tema delle tignole rodiscorza che ha interessato tutto il nord d’Italia è stato illustrato dall’Università di Verona. La presenza di tali specie è conosciuta da tempo ma solo recentemente (2018) ne è stata osservata l’associazione con l’olivo. Le larve di questi lepidotteri hanno la capacità di nutrirsi del legno vivo creando delle ferite che possono portare al disseccamento con seguente morte di intere branche o rami. La lotta si basa attualmente sull’asportazione e distruzione dei rami colpiti. Data la difficoltà di individuare i danni causati dalla larva e l’inefficacia del controllo chimico, sono in fase di sperimentazione l’utilizzo di sistemi di Attract and kill (Federico Marangoni, Nicola Mori – Università di Verona).
Occhio di pavone, dai danni alla difesa
L'occhio di pavone (Cicloconio) è la più importante malattia fungina dell’olivo. I danni che può manifestare si evidenziano con la caduta precoce delle foglie infette che porta a una riduzione della funzione vegetativa della pianta, con conseguente riduzione della differenziazione delle gemme a fiore e calo della produzione dell’anno successivo.
La caduta delle foglie può compromettere non solo il raccolto dell'anno con un danno che può arrivare anche alla perdita dell’80% della produzione, ma anche, in caso di gravi infestazioni su varietà sensibili (ad esempio la Bianchera), la completa defogliazione che può pregiudicare la vita stessa della pianta. Al fine del contenimento di questa patologia è importante considerare la scelta del terreno d’impianto, la scelta varietale, i corretti sesti di impianto, la gestione della chioma (potature, concimazioni) e la corretta modalità di distribuzione dei prodotti fitosanitari (Gianluca Gori, ERSA - Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale del Friuli Venezia Giulia - Marko Devetak - Istituto Agrario e Forestale di Nova Gorica).
Potrebbero interessarti
Italia
Additivi e aromi alimentari: sicura la filiera agroalimentare italiana
Dei 1.657 campioni esaminati per la presenza di additivi, solo 11 sono risultati non conformi, pari allo 0,7% del totale. Le irregolarità si concentrano principalmente nel settore ittico e delle carni
30 aprile 2026 | 10:00
Italia
Cerimonia di consegna dei premi della XXXI edizione di BIOL
Illustrati i principali dati sul settore della produzione biologica dell’extravergine nel mondo e la crescita che l’iniziativa ha registrato nel tempo, di pari passo con la crescita della produzione biologica
30 aprile 2026 | 09:30
Italia
Più valore a scaffale: l’ortofrutta cerca nuove alleanze
La Grande Bellezza Italiana sviluppa collaborazioni con industria e Gdo per ampliare le occasioni di consumo. A Macfrut la presentazione di progetti concreti come la pizza al Radicchio di Verona Igp
29 aprile 2026 | 11:00
Italia
Giacomo Tachis rivive nel progetto della figlia Ilaria: commozione e successo per la masterclass che celebra il maestro
Grande partecipazione ed emozione per “10 anni dopo Tachis”: enologi e sommelier uniti nel segno di un’eredità che continua a parlare al futuro del vino italiano
27 aprile 2026 | 17:00
Italia
Costa d'Oro e Assoprol ancora insieme per l'olio di oliva Dop Umbria
Continuità, evoluzione e visione condivisa: nasce una nuova fase per l’olio umbro tra qualità certificata e collaborazione di filiera. Il protocollo d’intesa avrà validità per il 2026, con prospettive di sviluppo negli anni successivi
27 aprile 2026 | 14:00
Italia
Il Primitivo di Manduria rafforza la tutela della denominazione e disciplina l’utilizzo nei prodotti trasformati
Regole chiare, tutela del consumatore e nuove opportunità di sviluppo. Approvati anche bilancio 2025, attività svolte e preventivo 2026, con un quadro finanziario solido e in crescita
27 aprile 2026 | 11:00