Italia

La festa per la 23° Guida Agli Extravergini di Slow Food

La festa per la 23° Guida Agli Extravergini di Slow Food

La guida segnala attività fondamentali per la salvaguardia della nostra Madre Terra. Il premio speciale, dedicato alla memoria di Diego Soracco, è stato assegnato all’idea e all’azione di Nicola Solinas, titolare dell’azienda Masoni Becciu

06 maggio 2022 | Marco Antonucci

E’ stata una grande festa. Nell’incommensurabile bellezza di Palazzo Vecchio a Firenze, sabato 30 aprile è stata presentata la Guida agli Extravergini 2022 di Slow Food e sono stati consegnati i classici riconoscimenti. La nostra emozione di collaboratori della guida era palpabile: non tanto perché siamo arrivati alla 23esima edizione - nessuna può vantare tanta longevità - quanto per il fatto che potevamo dopo due anni festeggiare nuovamente la bellezza dell’olivicoltura italiana con i suoi protagonisti e cioè i produttori che, appena saputo dell’evento, hanno immediatamente prenotato esaurendo in poco tempo i posti del capiente salone.

La giornata si è aperta con il saluto della vicesindaca di Firenze Alessia Bettini, la quale ha dimostrato di conoscere la guida come ne fosse una collaboratrice, descrivendola quale strumento fondamentale per orientarsi e per scoprire bellezze ed eccellenze del nostro Paese attraverso le storie dei produttori, rimarcando che sostenibilità, amore per il cibo, sana e corretta alimentazione, sono i temi centrali del nostro futuro e sono i valori che guidano da sempre Slow Food. L’assessore comunale al bilancio Federico Gianassi ha poi rilanciato evidenziando quanto la filiera dell’olio sia straordinariamente bella e portatrice di eccellenza, mentre Giovanni Sordi, direttore di Ente Terre Regionali Toscane, ha ricordato che quando si parla di Slow Food si parla di sostenibilità, biodiversità e qualità, temi egregiamente rappresentati dai produttori della Guida.

Di seguito la presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini, ha sottolineato quanto la guida si sia imposta all’attenzione del pubblico e degli olivicoltori diventando uno strumento indispensabile di relazione e di diffusione del buono, pulito e giusto, rimarcando la sua funzione di volano per visitare quelle realtà che fanno parte di un settore strategico per il Made in Italy e che ci portano a contatto con la natura, a scoprire borghi bellissimi della nostra penisola, incontrare comunità produttive straordinarie.

La guida infatti propone un quadro dell’Italia olivicola ricco di particolari, raccontando 750 tra frantoi, aziende agricole e oleifici, 236 dei quali offrono ristorazione e 344 possibilità di alloggio, per un totale di 1.180 oli selezionati tra gli oltre 1.500 assaggiati, di cui metà sono certificati biologici (536 per l’esattezza).

E anno dopo anno l’aderenza allo spirito di Slow Food mostrato da tutte queste realtà è in costante aumento: gli olivicoltori che hanno aderito al “Presidio Nazionale dell'Olio Extravergine Italiano” (progetto che promuove il valore ambientale, paesaggistico, salutistico ed economico dell’olio, che tutela oliveti antichi, cultivar autoctone e bandisce prodotti di sintesi) sono passati da 126 a 164 oli prodotti; le “Chiocciole” segnalate sono 35 (aziende che si distinguono per il modo in cui interpretano i valori produttivi organolettici, territoriali e ambientali in sintonia con la filosofia Slow Food); gli extravergini che si sono distinti per particolari pregi dal punto di vista organolettico e perché ben rispecchiano il territorio (Grande Olio) sono 72 e 107 sono stati i riconoscimenti di “Grande Olio Slow” (grandi oli emozionanti, autoctoni e prodotti con pratiche agronomiche sostenibili).

Ma la guida non è solo questo: Francesca Baldereschi, curatrice della guida, nonché nostra confidente e calmieratrice (15 referenti regionali e oltre 100 collaboratori non sono così semplici da gestire), nel suo intervento breve ma incisivo ha rimarcato il problema del clima che sta diventando una costante negativa di questi ultimi anni, molto più pericolosa e indecifrabile di altre: se fino a qualche anno fa era una preoccupazione per i contadini, oggi è un’emergenza perché i fenomeni atmosferici anomali e violenti stanno vanificando in pochi anni l’evoluzione e l’acclimatamento millenario delle centinaia di varietà dell’olivo nel Mediterraneo. Non a caso le avversità meteorologiche anche quest’anno non hanno colpito a macchia di leopardo come avveniva un tempo, ma hanno caratterizzato tutta la penisola con grande siccità in estate e forte instabilità primaverile, con le gelate soprattutto al nord che hanno ridotto la produzione ai minimi termini. Per questo motivo la guida segnala e riconosce anche attività che sono fondamentali per la salvaguardia della nostra Madre Terra: quest’anno il premio speciale, in collaborazione con il Ricrea - Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio, dedicato alla memoria di Diego Soracco, è stato assegnato all’idea e all’azione di Nicola Solinas, titolare dell’azienda Masoni Becciu e produttore del Presidio il quale, per aiutare gli olivicoltori colpiti dal disastro degli incendi che nella scorsa estate in Sardegna ha distrutto buona parte del patrimonio olivicolo del Montiferru, si è dato subito da fare, sostenuto da tutta la rete di Slow Olive e dalla Guida, per una raccolta fondi e ha attivato i vivaisti della zona per donare olivi alle persone danneggiate.

E sono state assegnate tre menzioni speciali, grazie alla collaborazione con BioDea: all’olio Diodoros, frutto del progetto di recupero nel Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, gestito dall’azienda Val Paradiso (olivi secolari di una varietà minore, la Piricuddara); all’olio monovarietale Rosciola dell’azienda Oro delle Donne di Marino (RM) quale esempio di attenzione alla biodiversità che ogni territorio può esprimere con le proprie cultivar; all’olio Lavra, monovarietale Cellina di Nardò dell’azienda Caliandro, frutto della lotta quotidiana contro la Xylella qui combattuta con metodi naturali.

E proprio BioDea ha tenuto durante la premiazione un seminario che ha posto l’accento sull’importanza di un’olivicoltura/agricoltura senza chimica, presentando il Distillato di Legno BioDea (utile a migliorare la vita della pianta e utilizzabile in tutte le colture) e il Biochar (carbone vegetale) attraverso i quali si può perseguire anche un virtuoso processo di economia circolare. Stefano Loppi, professore di botanica ambientale dell’Università di Siena, e Stefania Tegli, professoressa di patologia vegetale all’Università di Firenze, ne hanno brevemente tratteggiato tutti gli aspetti chimico/fisici, documentandone gli usi pratici.
Infine la consegna degli attestati. Nonostante le prenotazioni fossero esaurite, molti produttori sono comunque venuti a Firenze per la presentazione e per la premiazione, dimostrando quella gioia e quella voglia di condivisione del mondo di Slow Food. La sala si è riempita delle persone che avevano prenotato, (la partecipazione era gratuita e libera ma vincolata per numero a problemi di sicurezza e di Covid) mentre le altre hanno aspettato all’esterno. Grazie ad un’organizzazione molto attiva e attenta, al termine dei lavori la consegna degli attestati è stata organizzata regione per regione, consentendo a tutti i presenti (dentro e fuori) di ritirare il riconoscimento, grazie anche a una splendida giornata di sole.

E’ stata davvero una grande festa.

Potrebbero interessarti

Italia

La vendemmia del Primitivo di Manduria: meno uve ma qualità elevata

Si chiude la vendemmia del Primitivo di Manduria con una flessione produttiva intorno al 20%, ma con uve sane, integre e caratterizzate da elevate gradazioni. Il Consorzio punta ora a trasformare la crescita commerciale della denominazione in maggiore valore per tutta la filiera

24 settembre 2026 | 10:00

Italia

Marchio biologico italiano, il bio Made in Italy ha ora il suo simbolo

Tre foglie verde, bianca e rossa accompagneranno il logo biologico europeo per identificare i prodotti ottenuti da materie prime agricole italiane. Il nuovo marchio è volontario e operativo dal 15 settembre. Intanto il mercato cresce: nel 2025 i consumi bio raggiungono 4,4 miliardi di euro

23 settembre 2026 | 15:40

Italia

Il boom delle capsule del caffè: le macchine tech presenti in una famiglia su due

Capsule, cialde e macchine sempre più tecnologiche ridisegnano il rito quotidiano del caffè. Mentre il macinato tradizionale perde oltre 13 punti di quota dal 2022, Neo si inserisce nello scenario che Paolo Ongari descrive come fatto di “rituali che resistono e tecnologie che si rinnovano”

23 settembre 2026 | 10:00

Italia

I primi 35 anni degli Olivicoltori del Sebino Bergamasco

Un convegno con brindisi e assaggio di oli: l’Associazione Olivicoltori del Sebino Bergamasco ha celebrato i 35 anni di attività, raccontando attraverso i suoi associati come era, come è e come potrebbe essere l’olivicoltura della bergamasca

22 settembre 2026 | 10:30 | Marco Antonucci

Italia

Italia sempre più dipendente dall’estero per i cereali: import in aumento nei volumi, ma cala la spesa

Nel primo semestre 2026 le importazioni di cereali, semi oleosi e farine proteiche crescono dell’1,3% nelle quantità, mentre il valore scende del 5,9%. A pesare sono soprattutto gli acquisti di grano tenero e duro. In calo anche l’export, con l’eccezione di pasta, farine e mangimi

21 settembre 2026 | 12:00

Italia

Bonificare gli scaffali dei supermercati dall'olio deodorato, l'extravergine italiano muore

Il governo promette soldi per i frantoi e ulteriori interventi se il prezzo delle olive non sarà adeguato mentre intende abbassare i tempi di registrazione al Sian da 6 a 2 giorni. La Grande Distribuzione un tema ricorrente: troppe truffe e poca promozione per l'olio italiano 

21 settembre 2026 | 10:36 | Giosetta Ciuffa