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LA RICERCA E’ FONDAMENTALE PER MIGLIORARE ANCHE I PRODOTTI ALIMENTARI TRADIZIONALI

Resi noti a Parigi i primi risultati sulle nuove tecnologie per migliorare gli standard qualitativi e di sicurezza dei cibi tradizionali. Prosciutti con minor contenuto di sale, latte con minor contenuto di lattosio, packaging innovativi per la conservazione degli alimenti, ecco i frutti del progetto Truefood

09 giugno 2007 | T N

Sono stati diffusi a Parigi, in occasione della Seconda Assemblea Generale di Truefood-Traditional United Europe Food, i primi risultati sulle nuove tecnologie per migliorare gli standard qualitativi e di sicurezza dei prodotti alimentari tradizionali.

Truefood è un progetto finanziato dalla Comunità europea che coinvolge le industrie alimentari di 20 paesi dell’Ue. È promosso dal consorzio Spes Geie, un Gruppo Europeo di Interesse Economico che riunisce 12 Federazioni europee dell’Industria alimentare coordinate da Federalimentare (Federazione Italiana dell’Industria Alimentare) con l’obiettivo di aumentare la competitività dell’Industria alimentare europea, primo settore produttivo in Europa con 850 mld di fatturato, fortemente caratterizzata dalla prevalenza di piccole e media imprese (oltre il 98% del tessuto produttivo, 2/3 del fatturato).

Nella fase iniziale il progetto ha cercato di identificare percezioni e aspettative dei consumatori europei riguardo gli alimenti tradizionali e le innovazioni da introdurre nei sistemi produttivi. È emerso il profilo di un consumatore legato ai cibi tradizionali, ma che dimostra di apprezzare sempre più prodotti in grado di offrire anche caratteristiche innovative mantenendo, contemporaneamente, altissimi standard nella sicurezza, nella qualità, come anche nelle caratteristiche sensoriali.

E proprio partendo dalle richieste del consumatore è stata avviata la seconda parte del progetto finalizzata allo sviluppo di nuove tecnologie e prodotti. Ecco i primi risultati delle attività di ricerca degli otto gruppi di lavoro di Truefood:
- miglioramento delle qualità nutrizionali dei prodotti tradizionali (per esempio del latte, intervenendo sulla dieta degli animali e sulle modalità di mungitura, o del prosciutto, attraverso una riduzione del contenuto di sale che non pregiudichi la conservazione del prodotto per avere prodotti sempre più in linea con le aspettative dei consumatori);
- innovazioni per il miglioramento della sicurezza microbiologica dei prodotti tradizionali, (per esempio attraverso innovazioni nei processi di stagionatura);
- elaborazione di packaging innovativi e di nuovi sistemi di gestione della sicurezza (metodi diagnostici, haccp, ecc.) per aumentare il controllo dei rischi da contaminazione.
- nuove tecniche di coltivazione per un miglioramento nella crescita di cavoli, cavolfiori, rape e lattuga, prodotti ad elevato contenuto di antiossidanti e vitamine;
- studio degli impatti sociali, ambientali, umani ed economici dell’innovazione e degli effetti positivi sul patrimonio culturale e sul rafforzamento delle radici territoriali.
- miglioramento nel marketing e nell’organizzazione della catena di distribuzione.

Risultati importanti, che devono essere seguiti da un’attività di formazione-informazione delle aziende alimentari perché non può esistere innovazione senza trasferimento tecnologico alle aziende.
“Le piccole media imprese alimentari – dichiara Daniele Rossi, Direttore di Federalimentare e coordinatore del progetto – spesso mancano delle strutture o dei capitali necessari per innovare i sistemi di qualità e sicurezza. Per questo è fondamentale il trasferimento delle conoscenze e delle tecnologie sviluppate alle industrie del settore, affinché possano innovare i loro prodotti, soddisfare le richieste del consumatore europeo – tra i più esigenti al mondo – e diventare competitive in un mercato sempre più globalizzato. Truefood sta lavorando per creare nuovi canali di trasferimento delle conoscenze scientifiche e tecnologiche”

Fonte: Federalimentare

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