Italia
Via libera al decreto attuativo su oleoturismo
Ora spetta alla Regioni di accelerare il più possibile sull'applicazione. Con l'oleoturismo si dà voce ai territori e si dà valore a una tradizione che in Italia, al pari di quella del vino, vanta un patrimonio unico e inestimabile
04 novembre 2021 | C. S.
“È grande la soddisfazione per l'accordo raggiunto oggi in Conferenza Stato Regioni sul decreto attuativo per le attività oleoturistiche. Finalmente nel nostro Paese sarà possibile proporre questa peculiare offerta turistica che non solo è varia come vario è il territorio italiano, ma racchiude e soddisfa sensibilità e richieste sempre più crescenti e ben definite da parte dei turisti". Lo afferma il senatore Dario Stefàno, Presidente della Commissione Politiche dell'Unione europea a Palazzo Madama, padre della norma introduttiva contenuta nella Legge di Bilancio 2020.
“Spero – prosegue Stefàno - che le Regioni, espressesi anche questa volta all’unanimità in sede di Conferenza Stato Regioni, vorranno accelerare il più possibile sull’applicazione di questa norma, attraverso una presa d’atto di una disposizione dal profilo nazionale utile a rendere omogenei gli standard dell’offerta”.
"Con l'oleoturismo - commenta - si mette a valore una tradizione che in Italia, al pari di quella del vino, vanta un patrimonio inestimabile, fatto di tradizione storica e ricca di autoctonie. Il turismo dell'olio, peraltro, porta con sé quei caratteri, ormai imprescindibili, di un’offerta turistica esperienziale, articolata e allo stesso tempo rispettosa dell'ambiente. Dopo aver dato, con la legge sull'enoturismo, la cornice normativa per "camminare le vigne", come amava dire Veronelli, oggi sono altrettanto felice di poter affermare che potremo finalmente "camminare gli olivi”.
“Con l’auspicio - conlcude Stefàno - che questa nuova opportunità per tutto il Paese, lo sia doppiamente per la mia terra, il Salento, dove la Xylella ha desertificato un pezzo importante del patrimonio olivicolo. L’augurio che faccio oggi, in questa giornata così significativa, è che questo nuovo strumento di irrobustimento della catena di valore che la coltivazione dell'ulivo racchiude, potrà essere utile per riguadagnare quella straordinaria normalità che per millenni è stata la presenza e la identità paesaggistica, culturale e produttiva dell'ulivo nel Tacco d'Italia".
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