Italia
Una nuova emoji per celebrare i vini rosati nel mondo informatico
Il Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino ha presentato a Unicode Consortium, ente californiano per le regole della scrittura informatica, la possibilità di inserire l'emoticon dedicata al vino rosa
01 giugno 2021 | C. S.
Una emoji dedicata al vino rosa per per "porre fine all'emarginazione del rosé". E' quanto richiesto dal Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino che ha presentato a Unicode Consortium, ente californiano che sovrintende alle regole della scrittura informatica, la possibilità di inserire l'emoticon dedicata al vino rosa tra quelle disponibili sui dispositivi di tutto il mondo. Un'opportunità- spiega una nota- che consentirebbe di "comunicare rapidamente sui social media il piacere di bere un bicchiere di vino rosa", ma al momento "reso difficile dall'assenza di un'icona del rosé sugli smartphone e sui pc".
L'emoji proposta (Pink Wine) è creata dallo studio veronese Paffi per il Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino e raffigura due calici di vino rosa nell'atto di brindare, coronati da un piccolo cuore, rosa anch'esso. A supporto della candidatura, oltre alla richiesta inoltrata a Unicode Consortium, è prevista una raccolta firme che partirà il 21 giugno durante #oggirosa, la giornata nazionale dedicata ai rosati italiani. La petizione continuerà in seguito sia online, attraverso un'apposita campagna social, sia durante le serate di 100 Note in Rosa, la rassegna musicale estiva. "Se scriviamo di vino agli amici su WhatsApp, su Instagram, su Facebook - afferma Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio del Chiaretto e del Bardolino - possiamo usare le raffigurazioni di un calice di rosso, di due flûte o di una bottiglia di spumante, ma manca la rappresentazione del vino rosa. Si tratta di un retaggio di quella emarginazione che il mondo del rosé ha patito per decenni e che continua a sussistere nonostante il vino rosa sia da qualche anno il vero nuovo grande fenomeno di tendenza a livello mondiale. È ora di mettere fine a questa carenza comunicazionale".
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