Italia
Nuove opportunità e servizi per gli olivicoltori umbri
Assoprol Umbria opera nella Regione da 43 anni. Lotta intelligente alla mosca, corretta irrigazione e attenzione alle caratteristiche organolettiche gli assi portanti degli ultimi anni di lavoro, senza dimenticare il recupero degli oliveti abbandonati
12 marzo 2021 | T N
L'Umbria è una piccola regione olivicola nazionale, con una produzione limitata a poche migliaia di tonnellate all'anno, da 4 a 8, a seconda delle annate. Nonostante la produzione sia solo una piccola frazione di quella nazionale, l'extra vergine umbro è famoso nel mondo. Una tradizione lunga secoli, come testimonia la Fascia olivata Assisi Spoleto, 40 chilometri di territorio ricompresi Sistemi del Patrimonio agricolo di rilevanza mondiale della FAO.
La storia di Assoprol Umbria è un po' più breve: 43 anni, ma non meno significativa, raccogliendo sotto il proprio ombrello 1500 olivicoltori, ovvero coloro che hanno prestato braccia e mente alla preservazione di un patrimonio produttivo, paesaggistico e culturale unico. Fin dal 1978 ha tra le sue mission principali quella di migliorare la qualità dell’olio extravergine umbro.
Lo ha fatto portando avanti progetti che hanno certamente aiutato a rendere ancor più riconoscibile l'olio umbro nel mondo e a trasportarlo nel nuovo millennio.
Grandi passi negli ultimi tre anni, come dare rilevanza e importanza al panel test, strumento fondamentale di tutela e valorizzazione dell'olio. Proprio per dare dignità e valore al lavoro degli assaggiatori, è stato da poco inaugurato un laboratorio di analisi sensoriale dell’olio vergine ed extravergine d’oliva, in occasione del ventennio della costituzione del Panel ufficiale di Assaggio di Assoprol Umbria. La struttura è a disposizione di tutti i soci dell’OP, olivicoltori e frantoiani, i quali possono rivolgervisi in qualunque momento della campagna olearia per ottenere l’analisi organolettica del proprio olio, a seguito di assaggio professionale, con l’ausilio delle più moderne strumentazioni in circolazione.
La sfida è passare dalla chiacchiere da bar sulle percentuali di resa al frantoio ai certificati d'analisi della valutazione organolettica, per attestare, oltre ogni ragionevole dubbio, la bontà dell'olio umbro.
Grandi passi e piccoli segnali, come quelli di aver recuperato 50 ettari di oliveti abbandonati per un totale di 8000 olivi oppure aver realizzato tre impianti intensivi di due ettari ciascuno utilizzati per svolgere attività dimostrative e sperimentali, volte a migliorare la qualità della materia prima, come prove di concimazione, inerbimento, potatura e raccolta.

Si tratta di attività che segnano una testimonianza, che vogliono dire: si può fare!
Le attività agronomiche più importanti però si sono incentrate su due assi fondamentali: l'utilizzo dell'irrigazione per incrementare la produttività e la lotta alla mosca su basi tecnico-scientifiche più moderne per salvaguardare il prodotto.
Nel contrasto a Bactrocera oleae è stato sviluppato un innovativo Sistema di Supporto alle Decisioni (DSS), ovvero una piattaforma web d’avanguardia che consente di monitorare la presenza dell’insetto nelle aree controllate e permette di individuare anticipatamente eventuali dinamiche di sviluppo localizzate oppure, particolari focolai di infestazione da tenere sotto controllo. L’utilizzo del DSS, grazie ad un monitoraggio preventivo dell’infestazione, limita trattamenti con prodotti fitosanitari di sintesi, permette di ridurre la pressione ambientale esercitata dal comparto olivicolo e incentiva pertanto strategie di difesa ecocompatibili con le attuali Direttive comunitarie.
Infine, considerando il sempre più necessario bisogno di razionalizzare l'utilizzo dell'acqua ma anche quello di massimare l’efficienza in olivicoltura, ci si è posti come obiettivo quello di realizzare degli impianti di irrigazione innovativi a carattere dimostrativo. I benefici derivanti dalla presenza di un impianto irriguo nell’oliveto sono molteplici e vanno dalla riduzione del fenomeno dell’alternanza produttiva, all’aumento delle produzioni, all’incremento dello sviluppo vegetativo, all’infittimento dei sesti d’impianto contribuendo inoltre ad esaltare i profili sensoriali dell’olio. Presso tre campi prova opportunamente selezionati è stata installata sensoristica evoluta atta a rilevare l’umidità del suolo e le condizioni ambientali di riferimento, così da formulare, attraverso uno specifico software, un appropriato consiglio irriguo a seconda dello stato vegetativo della pianta. Ciò al fine di apportare miglioramenti nelle performance produttive della coltura, nonché nella sostenibilità ambientale della produzione agricola stessa.
E già si guarda ai prossimi anni, per nuove sfide e rinverdire l'olivicoltura umbra con nuove tradizioni degli anni 2000.

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