Italia

INIZIA L’ATTIVITA’ DI REPRESSIONE VERSO I RISTORANTI CHE SERVONO OLIO EXTRA VERGINE IN AMPOLLE ANONIME

Solo il 18% dei ristoranti controllati sono stati pizzicati a utilizzare contenitori etichettati non conformemente alla normativa vigente, ovvero così come previsto dalla legge 81/2006. Un dato sorprendente, in positivo, se non fosse che… fatta la legge trovato l’inganno

17 febbraio 2007 | T N

Nel corso dell'ultima settimana di gennaio, i funzionari dell'Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari (ex Ispettorato Repressione Frodi) hanno ispezionato, nell'ambito di ciascuna regione italiana, 319 ristoranti ubicati nei principali centri urbani, scoprendo che 57 di essi, il 18% del totale, continua a offrire alla propria clientela olio sfuso in contenitori anonimi.

La legge 81/2006 (art 4 quater) impone, invece, agli esercizi pubblici di ristorazione di offrire al consumo olio di oliva in contenitori etichettati conformemente alla normativa vigente, con lo scopo di garantire all'utente l'esatta rispondenza dell'origine e della qualità del prodotto che sta consumando e di tutte le indicazioni richiamate sull'etichetta della bottiglia di olio di oliva proposta.

"Il rispetto della norma legislativa in argomento - ha dichiarato il ministro Paolo De Castro, nel prendere atto dei risultati dell'attività di controllo svolta dell'Ispettorato - concorre a garantire i consumatori e a tutelare gli operatori e le loro produzioni da pericolose contraffazioni e sofisticazioni. In questo contesto, l'azione specifica condotta dai funzionari dell'Ispettorato evidenzia la necessità di mantenere alta l'azione di controllo lungo tutta la filiera produttiva del settore oleario, sino alla distribuzione del prodotto al consumatore finale, proprio per garantire e tutelare, a qualsiasi livello, la qualità e la corretta presentazione di un prodotto così importante, vanto del patrimonio agroalimentare di molte regioni italiane".

Auspichiamo certamente un rinnovato interesse e un’attiva attenzione da parte delle autorità sulla tutela dell’olio, solo che dubitiamo fortemente che i controlli dell'Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari portino a migliorare la cultura oliandola nel nostro Paese, tanto più che per sfuggire alle multe previste dalla legge 81/2006 non occorre neanche troppa fantasia, come ha scoperto, evidentemente, già la maggioranza dei ristoratori.
E’ infatti sufficiente rabboccare le bottiglie d’olio fornite dal produttore o con l’olio comprato in lattina dallo stesso olivicoltore (ipotesi migliore) oppure addirittura con olio di diversa provenienza, magari neanche extra vergine d’oliva.
Fatta la legge, trovato l’inganno.

Lo abbiamo detto e ripetuto più volte, la 81/2006 non deve essere lo strumento di una bieca e strumentale repressione ma uno stimolo ai ristoratori per trattare con riguardo l’extra vergine d’oliva, preziosa spremuta di olive.
Teatro Naturale, fin dal 2005, dopo aver usato toni volutamente risoluti e provocatori, iniziò una campagna di sensibilizzazione che doveva accompagnare il percorso legislativo, trovando con i ristoratori soluzioni condivise, tali che non fossero vissute in maniera traumatica.
Tale approccio culturale non è invece stato condiviso, all’epoca, da legislatore che invece propese per una visione autoritaria.
Oggi occorre quindi uno sforzo in più, che la nostra testata certamente compirà, per avvicinare il mondo produttivo e quello della ristorazione, passo che, ne siamo sicuri, porterà benefici a entrambi.

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