Italia

I voucher per l'agricoltura potrebbero tornare

Dopo l'abolizione con il governo Gentiloni e la sostituzione con lo strumento "Presto", di fatto poco utilizzato nel comparto primario, ora il Ministro Centinaio ne promette la reintroduzione ma con coperture assicurative e contributi ai fini pensionistici 

29 giugno 2018 | T N

Il Ministro all'agricoltura Gian Marco Centinaio promette la reintroduzione dei voucher, sostituiti dal governo Gentiloni con lo strumento "Presto" che però limitava la possibilità di utilizzo alle sole aziende agricole con meno di cinque dipendenti e limitatamente a giovani studenti con meno di venticinque anni, pensionati e disoccupati.

Per i Presto del settore agricolo, a differenza degli altri settori, il compenso minimo orario è pari a quanto stabilito dal CCNL stipulato dalle Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale (CCNL per gli operai agricoli e florovivaisti), vale a dire:
– area 1: € 7,57 (specializzati e specializzati super)
– area 2: € 6,94 (qualificati e qualificati super)
– area 3: € 6,52 (comuni).
Sono invece identiche agli altri settori le aliquote relative ai contributi Inps (33%) e ai premi Inail (3,5%) nonché il costo aggiuntivo per oneri di gestione (1%).

Ma questo sistema, che ha ridotto fortemente l'utilizzo del lavoro interinale in agricoltura, potrebbe essere rivisto.

"Bene ha fatto Salvini a toccare il tema dei voucher. Al ministero abbiamo studiato e siamo pronti a reintrodurli perché utili per combattere il lavoro in nero e rendere più efficaci i controlli - ha annunciato il Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio - Il datore di lavoro potrà beneficiare di prestazioni lavorative in piena legalità e con coperture assicurative in caso di incidenti mentre il lavoratore riceverà non solo un compenso esente da tasse ma potrà accumulare i contributi per i trattamenti pensionistici".

"Bisogna tutelare il settore in nome della trasparenza - ha concluso il Ministro - e lottare contro tutte quelle forme di schiavismo e di sfruttamento della manodopera che potrebbero derivare dalla mancanza totale di regole".

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