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A CAPO DELL’UNAPROL UN ALTRO UOMO DELLA COLDIRETTI, E’ MASSIMO GARGANO

Nicola Ruggiero si è dimesso, lasciando così, dopo dieci anni, la guida dello storico consorzio di produttori olivicoli. Il nuovo Presidente delinea già la strada “il mercato premia la qualità, i prodotti a denominazione d'origine protetta spuntano prezzi doppi rispetto al 100% italiano”

27 maggio 2006 | T N

Massimo Gargano, 48 anni, componente della giunta nazionale Coldiretti, è il nuovo presidente di Unaprol. Imprenditore agricolo ad indirizzo viticolo ed olivicolo, Gargano è laureato in scienze agrarie e ha un master in economia del sistema agroalimentare. Il nuovo presidente di Unaprol ha maturato esperienze nei settori della pubblica amministrazione e ricoperto incarichi di consigliere di amministrazione in aziende pubbliche e private, consorzi, enti previdenziali e organismi sindacali. Già presidente dell'associazione produttori olivicoli di Roma e componente del comitato esecutivo di Unaprol, dal 2004 ricopre l'incarico di presidente e del gruppo consultivo olive e prodotti derivati della Commissione Europea a Bruxelles.
Sarà coadiuvato nell'incarico dal vicepresidente Onofrio Spagnoletti Zeuli, dirigente di Confagricoltura.

Nicola Ruggiero lascia
Alla vigilia della trentaduesima assemblea dell’Unaprol, recentemente trasformatasi in società consortile a responsabilità limitata, Ruggiero lascia.
“Il limite dei mandati – afferma Ruggiero - è un valore al quale tutti coloro che svolgono ruoli di rappresentanza dovrebbero ispirarsi per garantire innovazione, nuovo entusiasmo e rigenerazioni continue.”
Dopo dieci anni e tre mandati da presidente, un tempo molto lungo, abbiamo assistito a un cambiamento, a un rinnovo.
Finalmente, non aggiungiamo altro.

Una strada tracciata, la qualità
Da una indagine Unaprol dell’ottobre 2005 condotta su dati Iri-Infoscan, risulta che un litro di olio Dop viene scambiato mediamente a 8,36 euro il litro, contro i 3,89 euro dell’extravergine di base.

”Ciò sta a significare – afferma il neo presidente Gargano – che il mercato premia la qualità e che i prodotti a denominazione di origine protetta spuntano prezzi doppi rispetto al prodotto 100% italiano”.

La segmentazione dei consumi cresce e fa leva su temi legati soprattutto all’origine e al gusto.
Il mercato dell’extravergine confezionato supera i 650 milioni di euro, per un quantitativo di oltre 166 milioni di litri, e registra un tasso di crescita medio del 4,4% all’anno.
Per quanto riguarda le vendite all’estero, dallo scenario economico Unaprol risulta che nel 2005 le esportazioni totali di olio d’oliva hanno superato le 365.000 tonnellate, di cui oltre 214.000 riguardavano la sola categoria degli oli vergini.
La domanda di olio d’oliva targato made in Italy continua a indicare sensibili margini di crescita negli Usa, in Canada e Germania, mentre per la prima volta si affaccia tra i nuovi Paesi consumatori la Cina, dove le importazioni di olio nel 2005 hanno fatto registrare un aumento del 137,24% rispetto all’anno precedente.

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