Italia
I social network cambiano il nostro rapporto col cibo
La semplificazione dei messaggi e dei concetti, la riduzione a cibo "buono" e "cattivo", sono un pericolo per un consumatore sempre più smarrito che, alla fine, si affida solo a estetica e relazione nelle decisioni e nella scelta
08 giugno 2018 | C. S.
La relazione col cibo degli italiani dipende anche fortemente dai social network, come emerge da una ricerca dell'Associazione nazionale dietisti e dell'Università di Messina.
I social network dovrebbero servire a raccontare meglio e di più il cibo e il nostro rapporto con esso e invece generano maggiori incertezze e dubbi, oltre a errate convinzioni.
E' sbagliata l’idea che mangiar sano equivalga a sacrificare il gusto e il piacere della buona tavola, e che quindi seguire uno stile alimentare salutare sia un obiettivo difficile da raggiungere.
L’orientamento a una dietetica del sì/no che induce a classificare gli alimenti in “buoni” o “cattivi”, ritenendo che siano i singoli nutrienti ad avere effetti diretti sulla salute (ad es. uova = colesterolo) è un’altra delle credenze più radicate tra gli italiani in tema di alimentazione.
A farla da padrona spunta invece un orientamento dietista per slogan che spinge a prediligere gli alimenti nelle loro alternative “senza” (senza grassi, senza zuccheri, ecc.) e “con” (con fibre, con l’aggiunta di vitamine, ecc.), nel tentativo di assecondare l’ossessione del cibo sano (healthy food).
Conseguenza diretta di queste false credenze è lo scollamento tra mangiar sano e credere di mangiar sano. Basti pensare alle varianti “senza olio di palma”, ormai disponibili per numerosissimi prodotti da forno che, rispetto ai loro analoghi convenzionali, hanno un profilo nutrizionale praticamente sovrapponibile, con il risultato però che la dicitura “senza” può indurre chi li acquista ad un sovra-consumo, proprio in virtù del cosiddetto “alone salutare” che li circonda.
Questi nuovi paradigmi, diffusi dai mass media e amplificati dalla Rete, rappresentano i veri antagonisti della corretta informazione ed educazione dei cittadini, per i quali aumenta vertiginosamente il livello di confusione nell’era dell’informazione “a portata di click”.
I social hanno cambiato la relazione con il cibo, dal modo in cui condividiamo le esperienze conviviali alle strategie di scelta dei ristoranti in cui viverle. L’iperproduzione di discorsi sul cibo trova nel web uno spazio elettivo. In particolare, il rapporto tra cibo e social network è basato su due elementi, estetica e relazione: è al tempo stesso qualcosa da esporre (prodotti, ricette), ma anche un collante per la comunicazione e la relazione. I social media rafforzano il senso di comunità attorno ai temi dell’alimentazione che hanno conquistato con successo il pubblico televisivo (viralizzazione degli hashtag lanciati in TV).
Se da un lato gli utenti sono sempre più interessati alla rappresentazione del cibo, essi appaiono smarriti dinanzi alla grande mole di informazioni, non sempre verificate.
E sempre dalla Rete emerge una preoccupante ossessione per la qualità del cibo e la forma fisica. Abitudini sane che possono però trasformarsi in disturbi dell’alimentazione quando si esasperano la ricerca continua del cibo perfetto o dell’allenamento frenetico. A dimostrazione del fatto che l’abbondanza di informazioni e l’infittirsi dei discorsi sull’alimentazione non si traducono automaticamente in outcome di salute, ma rischiano piuttosto di creare fenomeni di falso empowerment.
Potrebbero interessarti
Italia
Montiferru: ecco le eccellenze olearie nazionali premiate in Sardegna
Considerato uno dei più autorevoli concorsi oleari italiani, il Premio Montiferru rappresenta da oltre trent’anni un punto di riferimento per la valorizzazione della qualità olearia nazionale e internazionale. Tra i vincitori di questa edizione figurano aziende provenienti da Sardegna, Puglia, Toscana, Campania, Sicilia e Basilicata
25 maggio 2026 | 18:00
Italia
100 milioni per acquisto fertilizzanti e gasolio agricolo contro caro prezzi
Via libera del Consiglio dei ministri a un decreto per sostenere il settore primario. Previsti crediti d’imposta del 30% sui fertilizzanti e del 20% sul gasolio agricolo per gli acquisti effettuati tra marzo e maggio
25 maggio 2026 | 10:00
Italia
Riunione al Masaf per analisi del mercato olivicolo oleario
Il 28 maggio riunito il tavolo olivicolo al Ministero. Verranno presentati i dati su produzione, importazioni, esportazioni, analisi dei consumi nel mercato interno ed esterno
23 maggio 2026 | 10:00
Italia
Rese più basse per i vigneti del Brunello di Montalcino
Per la prossima vendemmia, per il primo ettaro la quantità massima di uva rivendicabile sarà di un massimo di 80 quintali, restando invariata rispetto al disciplinare di produzione. A partire dal secondo ettaro, potranno essere rivendicati un massimo di 70 quintali/ha
23 maggio 2026 | 09:00
Italia
Il talento delle donne per l’olio extravergine di oliva
Presentata la selezione di oli a disposizione delle cuoche professioniste che concorreranno alla sesta edizione del concorso nazionale “Extra Cuoca 2026”. Gli oli provengono da alcune delle migliori produzioni italiane
21 maggio 2026 | 10:00
Italia
La campagna dei cereali italiani 2025/2026 parte con segnali positivi
Buone prospettive produttive nonostante il calo delle superfici. Qualità giudicata molto buona per grano duro, tenero e orzo. L’annata resta complessa per via delle tensioni geopolitiche internazionali e delle ricadute sui mercati agricoli
18 maggio 2026 | 09:00