Italia
Per l'Unione europea Xylella è già arrivata a Monopoli
Votata dal Comitato di protezione delle piante europeo l'estensione della zona cuscinetto venti chilometri più a nord dell'attuale, arrivando alle porte di Monopoli. Ora l'area sotto sorveglianza è a un passo da zona più produttiva d'Italia. Esposto del Cno
25 maggio 2018 | T N
Ormai Xylella fastidiosa è alle porte di Monopoli, secondo il parere degli esperti del Comitato di protezione delle piante europeo.
In un'accesa riunione, il Comitato, con il voto contrario dell'Italia e l'astensione della Spagna, ha votato l'estenzione dell'area cuscinetto venti chilometri più a nord dell'attuale, arrivando così alle porte di Monopoli.
L'Italia, in tale sede, aveva richiesto che il voto slittasse di una settimana in attesa dell'audizione della Regione Puglia e dei nuovi dati che presenterà.
In particolare molti esperti dell'Unione europea non si fidano dell'Italia, votando l'estensione in un'area dove non ci sono prove che Xylella si sia insediata. E' questa la ragione per cui la Spagna si è astenuta.
Intanto il Cno ha presentato una denuncia presso la Procura di Bari contro chi ha permesso al batterio della Xylella di dilagare in Puglia. Indagini ed accertamenti di natura penale contro chi divulga notizie false ed infondate tali da turbare l’ordine pubblico e la sicurezza (art. 656 Codice Penale), e contro chi con il proprio comportamento, anche colposo e omissivo, è responsabile della diffusione di malattie contro le piante di ulivo (art.500 codice Penale).
Nel mirino del Cno tutti coloro che hanno ceduto alle lusinghe di fantasiose ricostruzioni e che, attraverso ricorsi al Tar contro le eradicazioni o ordinanze comunali farlocche contro il Decreto Martina, continuano ad alimentare la peste degli ulivi pugliesi.
“Non si può più scherzare sulla pelle di centinaia di migliaia di famiglie che vivono grazie a questo straordinario patrimonio olivicolo - ha sottolineato Sicolo - Abbiamo il dovere di difendere in ogni sede il futuro della nostra terra contro questi speculatori e contro chi non è capace di distinguere la verità dalle fake news. Non chiediamo una caccia all’uomo della Magistratura, ma pretendiamo giustizia, perché i responsabili di queste crociate, nate senza alcuna valenza scientifica e basate su credenze e complotti immaginari, che purtroppo hanno fatto presa su tanti, devono smetterla una volta per tutte di fomentare timori e creare false speranze. È solo il primo passo di questa operazione verità - ha concluso il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori -. Mi appello al buon senso e alla responsabilità delle istituzioni regionali e nazionali, a partire dall’ormai prossimo Governo, affinché vengano definitivamente accantonate queste chiacchiere e si proceda alla vera, lunga e ormai difficilissima battaglia contro il batterio che rischia di distruggere la nostra storia, la nostra economia ed il nostro futuro”.
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