Italia
Tensione in Puglia tra furti di olive e una campagna che stenta a decollare
Dopo la fretta di inizio campagna olearia, ora la situazione si sta normalizzando, anche se non mancano occasioni di tensione e inneschi di possibili pericolose speculazioni in un momento molto difficile per la filiera italiana
30 ottobre 2017 | T N
Dopo una partenza sprint della campagna olearia, aperta già alla fine di settembre, la situazione in Puglia si sta normalizzando. Le rese particolarmente basse e la situazione tranquilla dal punto di vista fitosanitario, con la mosca delle olive che non ha fatto capolino neanche tardivamente, hanno indotto gli olivicoltori a un momento di pausa, stoppando o rallentando la raccolta.
Pochi infatti anche gli acquisti di olive nelle primissime fasi, con la maggior parte degli operatori che stanno organizzandosi per acquisti più scaglionati e ragionati, senza farsi prendere da paure o fibrillazioni. Questo andamento sta stabilizzando le quotazioni, impedendo fluttuazioni che potrebbero nuocere all'intera filiera. E' infatti evidente che le fluttuazioni degli anni passati hanno favorito soprattutto speculazioni di breve periodo, con poche ricadute, però, sul tessuto produttivo regionale.
E' così che le associazioni pensano a medio-lungo termine, anche per il prezzo dell'olio: “credo si andrà verso i 5.5/6 euro al litro, in base alla tipologia del prodotto - afferma Tommaso Loiodice, presidente di Unapol - In generale prevedo un mercato leggermente più basso rispetto all’anno scorso ma sono fiducioso che il prezzo terrà. Più che altro, spero in una campagna olivicola in cui l’intera filiera possa reggere”.
Di fronte a un mercato più stabile e organizzato quali sono i potenziali rischi? Ce li spiega Gennaro Sicolo, presidente del CNO: “L’olio va messo nei depositi, tracciato e venduto in dieci mesi e non in due, altrimenti il prezzo crolla. Spesso all’origine del problema ci sono proprio i frantoiani, in quanto vendono subito il proprio olio per poter pagare le olive, pensando solo al guadagno della singola partita e non al bene di tutto il comparto. Occorre una visione globale, bisogna riunirsi e far funzionare consorzi e cooperative come succede nel Nord Italia”.
Purtoppo non vi è solo il problema delle speculazioni di breve termine, ma anche della criminalità, più o meno organizzata. “si sono già verificati i primi furti non solo di olive, ma anche di mezzi agricoli. Sono gesti vigliacchi - attacca Sicolo - perché non si tratta solo del valore del prodotto, ma di un anno di lavoro che svanisce in un attimo. Il problema si può risolvere solo se si blocca la ricettazione: per questo abbiamo chiesto al Prefetto di poter magari far pagare le olive conferite con bonifici bancari e di segnalare i nomi di coloro che invece vogliono i contanti”.
In attesa dell'entrata nel pieno della campagna, come al solito previsto per i primi giorni di novembre, non mancano speranze e paure nella Puglia olivicola.
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