Italia

Il Comitato Dop Taggiasca gioca a scaricabarile con il Ministero delle politiche agricole

Presentato il progetto per la nuova denominazione d'origine Taggiasca, ben sapendo che il nome di una varietà coltivata non può divenire una denominazione d'origine. E allora? “Il Ministero indichi la via da seguire” ha affermato il Presidente Roberto De Andreis

09 marzo 2017 | T N

E' stata presentata ufficialmente al Ministero delle politiche agricole, e per conoscenza alla Regione Liguria, la richiesta per l'avvio dell'iter di riconoscimento di una Dop Taggiasca.

Ad annunciarlo il Presidente del Comitato promotore della Taggiasca Dop Roberto De Andreis.

L'atto formale, che prevede quindi l'invio di un dossier al Ministero, tra cui una bozza di disciplinare di produzione, è stato compiuto nonostante la piena consapevolezza, da parte del Comitato Dop Taggiasca, della vulnerabilità della richiesta. Infatti una Dop non può possedere il nome di una varietà coltivata.

Nel caso specifico la Taggiasca è una varietà di oliva e quindi non potrebbe divenire il nome della denominazione d'origine.

Non è un caso che il Comitato Dop Taggiasca propose di cambiare il nome della varietà in Giuggiolina, proposta di modifica del nome che fece infuriare molti produttori che si riunirono in un Comitato Salva Taggiasca.

Mesi di conflittualità, fino alla decisione di presentare, da parte del Comitato Dop Taggiasca, la documentazione, scaricando la responsabilità di districare la matassa sul Ministero delle politiche agricole.

A confermarlo lo stesso Presidente del Comitato Taggiasca Dop Roberto De Andreis in un'intervista per ImperiaTv: “noi ci siamo limitati a chiedere la Dop della Taggiasca, quello che sarà il percorso lo dovremo studiare insieme al Ministero e il Ministero ci dovrà dire cosa fare, se andare eventualmente modificare il termine Taggiasca che attualmente è a uso comune di tutti quanti oppure no.”

Difficile però che il Ministero si assuma la responsabilità di decisioni che dovrebbero competere esclusivamente al territorio. Più volte il Ministero, nel corso di percorsi autorizzativi di nuove Dop/Igp, ha demandato proprio al territorio e alle autorità locali di risolvere le conflittualità interne, per arrivare a una soluzione condivisa.

Oggi, secondo i dati forniti dai due Comitati, quello della Taggiasca Dop può contare su 1250 adesioni, contro le 750 di quelle del Comitato Salva Taggiasca.

Scontro sui numeri dell'olivicoltura del territorio. Secondo il Comitato Salva Taggiasca gli ettari di Taggisca coltivati sono circa 6000, contro i 2500 indicati da De Andreis nel corso dell'intervista a ImperiaTv. “Poi circa 6000/7000 ettari sono quelli di Taggiasca non in produzione ma sempre patrimonio del territorio.” afferma il Comitato Salva Taggiasca.

Decisamente ottimistiche poi le previsioni del Presidente De Andreis di poter arrivare alla Dop nel giro di due anni, considerando che il percorso di altre Dop/Igp olivicolo-olearie, con minori contestazioni e divisioni sul territorio, è stato variabile dai sette fino ai dieci anni.

Dopo lo stallo dei mesi precedenti, con articoli di stampa e accuse incrociate di non voler tutelare il territorio, dopo audizioni presso il Consiglio regionale e riunioni presso gli uffici dell'Assessorato agricoltura della Regione Liguria, il Comitato Dop Taggiasca ha deciso di forzare la mano.

Con la presentazione ufficiale della documentazione per la costituzione della Dop Taggiasca, il Comitato promotore ha chiesto alle istituzioni di schierarsi. In particolare De Andresi ha dichiaro che c'è un aspetto politico, auspicando che la Regione “si esprima anche a livello politico”, volendo spostare quindi sempre più il dibattito dal territorio alle sedi istituzionali.

Potrebbero interessarti

Italia

Fiocco Verde per San Romualdo, l’olio biologico nel cuore dell’Umbria

A Monte Castello di Vibio, nel Perugino, un’azienda agricola di circa 300 ettari valorizza l’olivicoltura umbra attraverso la produzione di olio extravergine biologico e Dop

10 ottobre 2026 | 17:00

Italia

Blitz in un’azienda calabrese di prodotti a base di olive: sequestrati 1.672 chili di alimenti

Controlli dei carabinieri forestali insieme ai nuclei per la tutela agroalimentare, all’Ispettorato del lavoro e all’Asp: riscontrate irregolarità igienico-sanitarie, problemi di tracciabilità ed etichettatura e violazioni ambientali. Sotto sequestro anche l’opificio e il sistema di scarico delle acque reflue

10 ottobre 2026 | 12:26

Italia

Vigneti e viticoltori rispondono insieme alla sfida climatica

Ecco le testimonianze di 20 aziende vitivinicole, da nord a sud Italia, raccolte alla luce delle prime uve arrivate in cantina. Adattamento, sensibilità e precisione sostengono la qualità in un’annata calda e precoce

10 ottobre 2026 | 10:00

Italia

Fiocco Verde per Archibusacci, dal 1888 l’olio della Tuscia

A Canino, nel Viterbese, una storia familiare lunga oltre 130 anni lega olivicoltura, frantoio e valorizzazione dell’olio DOP Canino

09 ottobre 2026 | 18:00

Italia

Con il DAO maggiori garanzie per tracciabilità e qualità olivicola italiana

C'è la necessità inderogabile di accrescere le garanzie a tutela degli imprenditori onesti che operano nel rispetto delle regole e nell’assoluta trasparenza

09 ottobre 2026 | 11:45

Italia

Maxi furto nella cantina Antinori: rubate 30mila bottiglie di pregio per 5 milioni di euro

Colpo record nella storia delle cantine italiane. La banda ha disattivato allarmi e telecamere, poi ha caricato Solaia, Tignanello e Guado al Tasso su due camion

09 ottobre 2026 | 09:15