Italia

ALLARME TERRORISMO IN ITALIA, IL RAPPORTO DEL CESIS RIFERISCE DI RISCHI ATTENTATI

La relazione dei Servizi di sicurezza evidenzia un'alta percezione di rischio nel nostroPaese nel periodo tra le Olimpiadi e le elezioni politiche del 9 aprile. Si teme la minaccia nucleare

17 febbraio 2006 | T N

I nostri servizi segreti lanciano dunque l'allarme. Il rischio attentati in Italia riempie di inquietudine le giornate nel periodo che va dalle olimpiadi invernali di Torino alle elezioni politiche del 9 aprile. Questa notizia in verità era stata già comunicata e tutti l'avevano in qualche modo assorbita, ora però a riportarla in luce è la relazione semestrale dei Servizi di sicurezza al Parlamento, redatta dal Cesis.

Il Cesis - per quanti lo ignorano - è presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri, o comunque da un'autorità governativa delegata, e risulta composto dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, dal Direttore Generale della Pubblica Sicurezza – Capo della Polizia, dal Segretario Generale del Ministero degli affari esteri, dai Comandanti Generali dell'Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, dai Direttori del SISMI e del SISDE, dal Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Segretario Generale del CESIS.

Ebbene, il Cesis intravede addirittura una minaccia nuclerae. L'attenzione del Sismi in particolare fa riferimento a una sigla che che ha svolto il servizio militare conosce bene: Nbcr.

Nbcr è l'acronimo di una minaccia nucleare, biologica, chimica e radiologica. Un bel problema, serissimo, rispetto ad altre armi convenzionali. Ciò che emerge dalla relazione semestrale al Parlamento dei servizi segreti, e che preoccupa non poco, sono gli "episodi di traffico illecito di materiale radioattivo, verificatisi in Europa".

Eventuali attacchi con ordigni radiologici metterebbero inatnto uno stato di ansia collettivo superiore alle eventuali perdite di vite umane. La Relazione riferisce addirittura di "devastanti effetti psicologici".

Oltre a questi rischi, il Cesis mette in evidenza un altro aspetto inquietante, relativo a una forma insurrezionale interna al nostro stesso Paese. Si legge in particolare di gruppi inclini a far "germogliare il seme dell'insurrezione" già a partire dalla lotta alle infrastrutture e alla mobilitazione anti Tav.

Sempre secondo il Ceis, le proteste della popolazione della Val di Susa sono da ritenere "funzionali, per la trasversalità e le caratteristiche di massa allo sviluppo di forme di ribellismo sociale".

C'è poco dunque da star tranquilli, è il caso di rilflettere sulle ragioni di una lotta che vede coinvolti anche gli stessi italiani. Meditare per capire non cambia certo lo stato della realtà, ma può senza dubbio farci comprendere chi si nasconde dietro a tali gruppi e chi ne alimenta ideologicamente la voglia distruttiva e asociale.

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