Italia

33 mila bottiglie di falso olio extra vergine Dop bloccate in Sicilia

L'operazione agostana dell'ufficio Dogane di Palermo, in collaborazione della Guardia di Finanza, ha portato a bloccare una truffa che avrebbe nuociuto all'immagine dell'Italia oliandola in Canada

02 settembre 2014 | T N

Nell’ ambito dell’attività di contrasto alle frodi extratributarie, gli addetti dell’Ufficio delle Dogane di Palermo hanno scoperto, con la collaborazione dei militari della Guardia di Finanza, una partita di 25mila bottiglie di olio extravergine recanti il falso simbolo europeo per prodotti Dop (Denominazione di origine protetta) e altre 7.990 bottiglie con etichettatura “Valle del Belice Dop” contraffatta.

La merce, rinvenuta in un container in partenza per il Canada, è stata sequestrata su ordine dell’Autorità giudiziaria e l’operatore responsabile dell’illecito è stato denunciato per tentata frode in commercio e contraffazione di prodotti tutelati con indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari. Sul caso sono in corso le indagini delle autorità.

Gli autori della falsificazione non fanno parte del Consorzio di tutela dell’olio della Valle del Belice.

Di per sè, per i numeri in gioco, non si tratta di un sequestro eclatante. Si tratterebbe di un fatto di cronaca di poco conto rispetto alle 8000 tonnellate sequestrate nell'operazione Arbequino, alle 300 tonnellate dell'operazione Fuente e alle 400 tonnellate della Aliud pro olio.

Il fatto fraudolento siciliano è di un ordine di grandezza inferiore: circa 30 tonnellate.

Perchè allora parlarne? Per la destinazione del container: il Canada. Qualche settimana fa già segnalammo, grazie a un nostro lettore, dei prezzi pazzi per l'olio extra vergine d'oliva proprio nel Paese nordamericano (Ora vogliamo anche in Italia l'olio extra vergine d'oliva a 1,99 euro al litro!).

La coincidenza temporale è certamente un caso, un po' meno la destinazione. Il Canada, come gli Usa, la Russia, la Cina e il Giappone non aderiscono al Coi (Consiglio oleicolo internazionale). Hanno proprie leggi, quando le hanno, a proposito di extra vergine d'oliva e certamente controlli molto più blandi dei nostri. Le Dop non sono riconosciute nè protette. Un Far West oleicolo molto interessante. Sono territori vergini per le truffe, recuperando quei margini di profitto che sono preclusi in mercati più maturi e attenti.

Vero è che la quantità è una qualità in sè, quindi la truffa siciliana non dovrebbe destare molto clamore, ma dovrebbe essere un campanello d'allarme per gli operatori del settore, perchè facciano pressioni affinchè i controlli alle frontiere, non solo in ingresso ma anche in uscita, si facciano più stringenti.

Simili truffe possono rappresentare un danno d'immagine incalcolabile, a beneficio dei nostri competitor internazionali e anche di un'industria olearia nascente proprio nei nuovi paesi consumatori.

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