Italia

Scompare una colonna del giornalismo enogastronomico italiano: Stefano Bonilli

04 agosto 2014 | T N

Pochi ricordano che Il Gambero Rosso ha iniziato a muovere i primi passi come supplemento di otto pagine all'interno del quotidiano Il Manifesto.

Il debutto fu il 16 dicembre del 1986. Il direttore e fondatore era Stefano Bonilli, giornalista del quotidiano dal 1971 al 1982, poi redattore della trasmissione televisiva Di tasca nostra; diretta da Tito Cortese, in onda su Rai 2.

Stefano Bonilli ci ha lasciato ieri, all'età di 67 anni, per un infarto.

Proprio il Gambero Rosso fu determinante per la nascita di ARCI gola, poi Slow Food. E' dalle fucine di questo progetto editoriale che Carlin Petrini muove i primi passi, collaborando, insieme a Daniele Cernilli, per la prima guida ai Vini d'Italia.

Bonilli dirige il Gambero Rosso per 22 anni, fino al 2008.

Dopo qualche screzio, esce e decide di decicarsi sempre più al web. Il suo blog, Papero Giallo, è stato certamente uno dei diari in rete più seguiti dell'enogastronomia nazionale.

Così lo ricorda Stefano Polacchi, oggi caporedattore del Gambero Rosso: "Nel 2000, dopo l'era Veltroni e con la prima chiusura de l'Unità, avevo deciso di cambiare lavoro. Non ne potevo più di agenzie di stampa, di cronache dai Palazzi, di inseguimenti con la tv... Nel 2000, con Bonilli al Gambero Rosso, ho ritrovato il senso di un giornalismo militante, fatto di storie e di passioni da raccontare, da far conoscere. Come scrive Luciano Pignataro nel suo saluto a Stefano, era la politica chesi intersecava con il privato, direi con il quotidiano. Poi, una serie di scelte e asperità, hanno diviso il percorso del Gambero Rosso e di Bonilli. Io sono ancora lì... cercando di interpretare il mio lavoro come quel primo giorno in cui ritrovai un giornalismo capace di raccontare le storie degli uomini. E sono storie di passione e di impegno che ormai la politica - quella dei Palazzi e delle prime pagine - guarda da lontano e con paura... Ciao Ste', grazie..."

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