Italia
Le trattative sulla Pac italiana riservano ancora qualche novità e qualche scintilla
Invariati i budget stabiliti con l'accordo di fine maggio ma rispetto alla bozza iniziale viene eliminato il limite dei 7000 euro all'anno per essere considerato agricoltore attivo. Scoppia anche il caso di un fantomatico “comitato tecnico scientifico” ma la polemica dura lo spazio di un mattino
06 giugno 2014 | T N
Alla fine la tanto temuta stretta sui limiti e paletti per essere definito agricoltore attivo non c'è stata.
“Per l’agricoltore attivo abbiamo eliminato il vincolo dei settemila euro così che tutti possano rientrare” ha infatti dichiarato ad Agricolae l'assessore pugliese Fabrizio Nardoni.
Nelle riunione del Comitato tecnico permanente di coordinamento in materia di agricoltura, tra il Ministero dell'agricoltura e gli assessorati regionali, tenutosi giovedì 4 giugno a Roma, è stato sostanzialmente ratificato l'accordo raggiunto il 27 maggio scorso.
Qualche modifica, allargando la platea dei percettori di contributi, per l'agricoltore attivo.
Confermate le esclusioni in aggiunta alle persone fisiche o giuridiche, o alle associazioni di persone fisiche o giuridiche di cui articolo 9, paragrafo 2, del Regolamento UE 1307/2013, previste nella bozza. Non verranno quindi concessi pagamenti diretti a:
- persone fisiche o giuridiche che svolgono attività di intermediazione creditizia (banche e finanziarie);
- persone fisiche o giuridiche che svolgono attività di intermediazione commerciale;
- società per azioni, cooperative e mutue assicurazioni che svolgono attività di assicurazione e/o di riassicurazione;
- Pubblica Amministrazione, fatta eccezione per gli enti che effettuano formazione o sperimentazione in campo agricolo
Sarà invece considerato agricoltore attivo chi dimostra di possedere uno dei seguenti requisiti:
- iscrizione all’INPS come coltivatori diretti, imprenditori agricoli professionali, coloni e mezzadri;
Partita IVA attiva in campo agricolo
Alla chiusura dell'accordo, che verrà ratificato il 12 giugno in sede di Conferenza Stato Regioni, non è mancato un tocco di giallo.
Nel “caos” delle frenetiche riunioni tra Mipaaf e assessori regionali all’Agricoltura si rischia di perdere di vista gli interessi reali della maggioranza dei produttori italiani, in relazione alla Pac. La questione degli aiuti accoppiati limitati all’11 per cento del plafond è ormai nota, ma il silenzio assordante su temi fondamentali come il piano irriguo, la biodiversità zootecnica e la gestione dei rischi in agricoltura, ci preoccupano veramente. Così la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta l’odierna riunione sulla Pac che ha visto coinvolti dirigenti del Mipaaf e assessori regionali all’Agricoltura e dalla quale emergono, a mezzo stampa, solo parziali informazioni su temi di particolare rilevanza per il settore.
Tra l’altro -continua la Cia- a latere di riunioni e contro riunioni sulla Pac, sembrerebbe certa la costituzione di un “Comitato scientifico” che dovrebbe occuparsi del fondamentale tema della gestione del rischi in agricoltura, composto da dirigenti ministeriali e da una serie di personalità rappresentative degli interessi di una sola organizzazione agricola. In considerazione del fatto -conclude la Cia- che alcune decisioni assunte in merito alla Pac non stanno prendendo nella dovuta considerazione le istanze delle diverse agricolture nazionali, temiamo l’impostazione sul modello del “pensiero unico”, che volentieri vorremmo scongiurare per il bene di tutta l’agricoltura italiana e di chi da essa trae il proprio reddito.
Il Ministero, a stretto giro di posta, smentisce però il presidente della Cia Scanavino: “in merito a notizie di stampa relative alla nascita di un “comitato scientifico” di gestione delle crisi, oggi presso il Ministero si è svolta una riunione organizzata dall’Università di Perugia in materia di gestione delle crisi a cui nessun rappresentante ministeriale ha aderito, i cui lavori non rappresentano posizioni del Ministero e che non riguardava i temi Pac in discussione oggi in sede di Conferenza Stato Regioni.”
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