Italia
Caccia alla presidenza dell'Associazione Italiana Sommelier
Una poltrona per quattro: Emanuele Conte, Antonello Maietta, Romeo Mancini e Alessandro Scorsone. Partita la campagna elettorale con dure critiche alla dirigenza uscente rea di essere stata divisiva, dittatoriale, riducendo l'Ais “a mero strumento per perseguire i loro fini”
06 giugno 2014 | T N
La tornata elettorale del 23 giugno prossimo, per il rinnovo del consiglio nazionale e delle cariche dell'Ais nazionale per molti doveva essere solo una formalità, meglio se con un candidato unico, il presidente uscente Antonello Maietta.
Così non sarà, con sorpresa dei più. In effetti già da diversi mesi emergeva sotterranea una certa scontentezza per come era stata gestita la separazione con Bibenda e Franco Maria Ricci ma anche per i modi con cui l'Ais veniva gestita.
Un'insofferenza che, però, non sembrava voler sfociare in una vera contesa elettorale per non dividere ulteriormente l'associazione.
E invece l'Ais si troverà il 23 giugno prossimo a scegliere tra quattro candidati alla presidenza: Emanuele Conte, Antonello Maietta, Romeo Mancini e Alessandro Scorsone.
Significativo il fatto che i tre contendenti del presidente uscente provengano dal centro sud dell'Italia, regioni dove più si è fatta sentire la diatriba e successiva separazione con Bibenda.
Quella che potrebbe uscire da questa tornata elettorale può essere insomma un'Ais ancora più spaccata, quanto non lo era mai stata prima.
Questo anche perchè i toni della campagna elettorale non paiono certo pacati in base a quanto sta accadendo in questi primi giorni, come ci racconta Vinoway.
Particolarmente duro Emanuele Conte che ha voluto aprire la sua lettera agli associati con un significativo: “elezioni bulgare? No grazie.” Le accuse alla dirigenza uscente sono particolarmente veementi: “Ne è bastato uno di papa re (ed è finita qui?), il suo regno è durato oltre modo a lungo proprio perché persone che adesso … si vantano (di cosa?) sono state a lui sodali anzi ne lodavano le gesta e l’operato, insomma bene si sono adattate all’ombra del papa re al fine di avere favori, visibilità, carriera. Ne hanno fatto di carriera eccome!!!Ma alle spalle e a danno di chi?
Ma alle nostre spalle ! Alle spalle dell’A.I.S. riducendola a mero strumento per perseguire i loro fini, prevaricando tutti e tutto, creando con il tempo e con metodologia un clima di asservimento, di sudditanza, di monopolio, lo stesso che aveva caratterizzato la loro ascesa al potere all’ombra del papa re da cui avevano appreso metodi e di cui erano stati fedeli ed ossequiosi discepoli. Hanno ridotto l’organo di democrazia interna dell’A.I.S. a mero e formale atto liturgico, hanno svuotato il consiglio nazionale di tutte le sue prerogative di tutela dei soci , della salvaguardia delle territorialità, di indirizzo politico dell’associazione e di controllo della stessa.”
Più morbido nei toni, ma non nei contenuti, Alessandro Scorsone: “Onestamente, fino a non molto tempo fa, questa era una decisione che non mi aveva minimamente sfiorato. E allora perché questa scelta? Per tanti motivi, in verità, il principale dei quali risiede in una sorta di “fastidio” per quello che avrebbe potuto e dovuto essere il nostro movimento e non è stato, per le tante occasioni perdute a causa di beghe interne, frutto della miopia di pochi che hanno finito per danneggiare tutti…” E ancora “Altri hanno scelto questo momento, fondamentale per l’associazione, per dare sfogo ad antichi rancori, per portare avanti piccole vendette personali. Io preferisco rivolgermi a te per prendere in seria considerazione la mia candidatura per diventare il Presidente di tutti, disposto anche a dialogare con le altre Associazioni che operano nel nostro settore. So che hai la mia stessa voglia di voltare pagina, di affrontare un percorso comune con entusiasmo, in una logica di trasparenza e sinergia, lontana mille miglia dalla politica di interessi personali e lotte di potere che ha contraddistinto gli ultimi anni dell’Ais.”
Non c'è che dire, sarà una bella campagna elettorale.
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