Italia

Esempi positivi di unità olivicola: nasce il Distretto dell'olio d'oliva d'Abruzzo

Al di là delle appartenenze occorre riconoscere obiettivi comuni e strategie di valorizzazioni affini per creare i presupposti per un percorso comune. E' accaduto grazie alla tenacia di Silvano Ferri

03 aprile 2014 | T N

Non basta dire unità. Occorre poi muoversi concretamente per creare presupposti e strumenti che possano valorizzare le eccellenze regionali.
E' accaduto in Abruzzo dove è nato il Distretto agroalimentare dell'olio d'oliva che riunisce frantoi, aziende olivicole, consorzi, associazioni e centri di ricerca. Una sinergia non fine a se stessa ma votata alla promozione, forse persino alla celebrazione, dell'extra vergine abruzzese, vincitore di molti premi e riconoscimenti negli ultimi anni.

Ma quali sono gli obiettivi del neonato Distretto?

Per soddisfare in maniera sempre più adeguata le esigenze dei consumatori nazionali ed internazionali nonché della grande distribuzione organizzata e per fronteggiare la sempre più accesa concorrenza, la vision del Distretto è promuovere una costante innovazione del sistema produttivo locale.

In termini operativi, tale vision si traduce nel definire una strategia di sviluppo atta ad orientare gli operatori esistenti e potenziali verso l'introduzione di nuovi processi tecnologici, di nuovi prodotti e di nuovi modi di fare in maniera tale da sostenere un costante miglioramento della qualità dei prodotti e un progressivo contenimento dei costi di produzione.

Sulla scorta della analisi SWOT del comparto agro-alimentare territoriale, così come dettagliata nella scheda tecnica allegata, la vision del Distretto può essere dettagliata in una serie di obiettivi specifici che riguardano:

Valorizzazione degli uliveti tradizionalmente legati al territorio;
Miglioramento dell’organizzazione e della redditività delle imprese;
Miglioramento del grado di meccanizzazione delle imprese agricole;
Investimenti per l’ammodernamento delle strutture e delle tecnologie aziendali con il fine di ridurre i costi di produzione e di migliorare le performance ambientali;
Incremento delle iniziative volte a sviluppare l’associazionismo fra i produttori;
Stimolo dell’adesione ai disciplinari per le produzioni certificate DOP e Biologico;
Stimolo dell’incremento della produzione di olio di oliva con certificazioni di ridotto impatto ambientale;
Favorire iniziative di qualificazione professionale degli operatori;
Favorire iniziative per migliorare gli standard qualitativi delle produzioni;
Favorire iniziative per la valorizzazione commerciale;
Migliorare la notorietà dei marchi DOP e Biologico esistenti;
Sviluppo di strategie rivolte alla creazione di un’immagine e di una identità territoriale;
Favorire la diversificazione produttiva;
Sviluppare la penetrazione in nuovi mercati;
Favorire le innovazioni tecnologiche di processo e di prodotto;
Stimolare iniziative di valorizzazione commerciale delle produzioni;
Partecipazione a programmi di marketing territoriale;
Favorire l’incremento dei flussi del turismo oleogastronomico in Abruzzo.

Il 51% del consiglio di amministrazione del Distretto è espressione del mondo produttivo, il 49% è costituito da associazioni di categoria ed enti locali.

A volere fortemente la nascita del Distretto è certamente stato Silvano Ferri, presidente del Consorzio di tutela dell'extravergine Aprutino Pescarese, il quale ha dichiarato a Jolanda Ferrara (Il Centro) “Finalmente le tre dop potranno fare sistema con strategie e azioni comuni volte alla promozione, comunicazione, valorizzazione e commercializzazione, sempre rispettando le caratteristiche organolettiche e sensoriali delle cultivar e dei territori di provenienza. Auspichiamo grande coinvolgimento e comunità di intenti per accrescere il valore commerciale del nostro meraviglioso olio, in modo da assicurare economia, reddito e nuova occupazione per lo sviluppo dell'intero comparto. Fondamentale la presenza della Camera di Commercio in quanto ente certificatore delle aziende inserite nei sistemi di controllo qualità, espresso dalla dop e simili. La presenza delle università ha pure valenza strategica, in quanto offre la possibilità di legare scientificamente l'olio al discorso salute, paesaggio, economia, geografia, diritto agrario e internazionale, lingue straniere. L'Abruzzo è la quinta regione produttrice di olio e i prossimi sette anni saranno determinanti per il futuro dell'agricoltura regionale e nazionale con la nuova Pac e il nuovo Psr 2014-2020.”

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