Italia
Perché il ministro Catania tace su un grave atto intimidatorio?
Non per spirito di polemica, ma per puro amore della verità, sento l’urgenza di manifestare sorpresa e imbarazzo per l’atteggiamento assunto dal capo del dicastero agricolo. E così, mentre Laura La Torre, il direttore generale per il riconoscimento degli organismi di controllo e certificazione, è stata vittima di un episodio inquietante, Mario Catania si è ben guardato dall’esprimere solidarietà. Non solo: la notizia dell’esplosione è passata sotto silenzio o, ancor peggio, minimizzata
23 febbraio 2013 | Luigi Caricato
Eccomi qui, care lettrici e cari lettori di Teatro Naturale. Non scrivevo da mesi ormai, e questa mia firma consideratela comunque un’eccezione alla regola ferrea che mi sono dato, decidendo di non scrivere più sul giornale cui ho dato per anni tutto me stesso, sin dal momento in cui ho deciso di fondare Teatro Naturale nello spirito dell’indipendenza e della libertà di espressione che da sempre mi caratterizza. La decisione di non firmare più articoli è una regola che mi sono imposto e a cui, credetemi, terrò fede, fino a quando non cambierà qualcosa all’interno della casa editrice che ne è espressione. Quindi, sia ben chiaro, non aspettatevi altri miei scritti.
Ho voluto però riportare questa mia breve nota, solo perché ho avvertito l’urgenza di manifestare il mio totale disappunto verso un ministro per le Politiche agricole, Mario Catania, impegnato con tutto se stesso nella corsa a un seggio in Parlamento, ma del tutto insensibile a ciò che accade all’interno delle strutture pulsanti del suo dicastero, a cominciare dall’Icqrf, l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari.
I fatti sono noti, visto che la scorsa settimana è stata data notizia proprio su Teatro Naturale, seppure non riportando i dettagli precisi di quanto è accaduto. La notizia dunque è trapelata, certo, ma nel modo sbagliato, sminuendo l'entità di quanto accaduto, facendo passare per incidente ciò che è invece un atto intimidatorio vero e proprio. Così, visto che nessuno ha pensato bene di manifestare non dico indignazione, ma quanto meno solidarietà alla dottoressa Laura La Torre, attuale direttore generale per il riconoscimento degli organismi di controllo e certificazione, lo faccio io, contribuendo così a fare un po’ di chiarezza, esprimendo nel contempo sorpresa e imbarazzo per l’atteggiamento di totale indifferenza assunto dal capo del dicastero agricolo Mario Catania.
L’episodio si è verificato per l’esattezza lo scorso 14 febbraio in via Quintino Sella, presso la sede degli uffici dell'Icqrf, l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, proprio nella stanza della dottoressa La Torre. L’ordigno, seppur rudimentale, è stato collocato in una valigetta posta al di sotto di uno dei mobili della stanza. L’esplosione ha dato inevitabilmente luogo ad alcune fiamme, ma soprattutto a una gran quantità di fumo. Sono intervenute direttamente sul luogo le forze dell’ordine e gli artificieri, mettendo in sicurezza i locali, ma una nota di apprezzamento spetta sicuramente al personale presente in segreteria al momento dello scoppio, che ha evitato il peggio, visto il mal funzionamento del sistema anti incendio.
L’episodio, a detta dei protagonisti che hanno vissuto sulla propria pelle la brutta esperienza, è “inquietante”, tant’è che sono ancora in corso le indagini delle forze dell’ordine per cercare di far chiarezza su come sia potuto capitare, proprio all’interno di un edificio istuzionale. Ciò che è certo, è che non si è trattato di “incidente”, come qualcuno, per non dar peso alla vicenda, ha pensato bene di liquidare. La questione è seria. Non è d’altra parte da sottovalutare un gesto così eclatante, di chiara intimidazione verso una figura che da anni incontra tra l’altro segnali di chiara ostilità, con azioni di mobbing incomprensibili anche in ragione della grande professionalità della dottoressa La Torre.
Il congegno non conteneva esplosivo e non aveva potenzialità lesive, ma appare evidente che sia stato collocato con l’evidente finalità di intimidire. Vedremo gli sviluppi, per ora ha sortito intanto l’effetto di una denuncia contro anonimi da parte della dottoressa La Torre. Ciò che stupisce, in particolare, è che i giornali non ne abbiano dato notizia nonostante la drammaticità dell'episodio passato in sordina.
Sorprende soprattutto il silenzio e la maleducazione di Mario Catania, il ministro alle Politiche Agricole in carica. Silenzio incomprensibile, visto che l'Icqrf è espressione tra l'altro del "suo" Ministero. Maleducazione, anche perché di fronte a un episodio così inquietante non ha saputo esprimere alcun segno di solidarietà, tanto più che la destinataria dell'atto intimidatorio è una donna, Laura La Torre, figura oltretutto tra le più ammirate in campo agroalimentare, capace di esprimere come pochi passione, dedizione e competenza.
Perché questo silenzio? Perché non c’è stato nemmeno il gesto, quanto meno privato, di una telefonata di solidarietà? Non sarebbe forse il caso che il ministro Catania trovi il tempo di spendere una parola sull’accaduto? Repetita iuvant: perché questo assordante silenzio?

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Accedi o RegistratiRaffaele Giannone
27 febbraio 2013 ore 17:44Esprimo stupore e solidarietà alla dott. La Torre e mi auguro che ciò non influenzi la sua attività di funzionaria al servizio della collettività.
Esprimo sconcerto e non minore solidarietà al dott. Caricato per la sua malcelata "difficoltà" nei confronti dell'editore di Teatro Naturale che pure continua a citarlo come Direttore, oltre che lungimirante fondatore.
Non sapendo altro posso solo augurarmi che tutto si chiarisca per il bene della testata e del pregevole servizio finora svolto.
Da persona fin troppo schietta e verace mi permetto solo di ricordare che, essendone stato io stesso oggetto di rimprovero, chi di vis polemica colpisce..... di vis polemica...perisce.
Raffaele Giannone, olivicoltore molisano
Gianni Lezzi
25 febbraio 2013 ore 20:47Ho avuto la possibilità di conoscere la d.ssa Laura LA TORRE e buona parte dei suoi collaboratori: raro esempio del buon lavoro di squadra, sicuramente saputo impostare dalle origini e ben retto nel tempo. Sono oltremodo sconcertato per quanto accaduto ed appreso solo questa sera, grazie a TeatroNaturale e, soprattutto, a Luigi Caricato. Esprimo anch'io, nel mio piccolo, la più ampia solidarietà nei confronti della persona, della donna, della lavoratrice professionista e dell'insegnante brillante che ho conosciuto nei vari corsi da me seguiti. Possa a Lei giungere anche un mio caloroso abbraccio. GianniLezzi
Angela Crescenzi
28 febbraio 2013 ore 14:41Innanzitutto SOLIDARIETA' alla dottoressa Laura La Torre perché nessuno, uomo o donna, deve esser lasciato solo di fronte ad un atto intimidatorio tanto grave, se poi questo atto avviene sul luogo di lavoro men che meno. SOLIDARIETA' anche a tutti i suoi collaboratori che in quel luogo si recano per adempiere al proprio compito e non è ammissibile che il clima di lavoro sia addirittura di paura per l'incolumità personale. E che dire poi del fatto che è avvenuto all'interno di un palazzo delle istituzioni?, luogo dove si recano ogni giorno persone che necessitano di stabilire contatti e rapporti con chi vi lavora?
Ho già espresso personalmente alla dottoressa La Torre, che conosco e stimo da anni, la mia solidarietà anche per i suoi collaboratori, anche loro persone competenti che apprezzo sinceramente, ma credo sia importante anche cogliere l'occasione data da Caricato, che ringrazio, per prendere pubblica posizione rispetto ad un fatto che reputo gravissimo e sono veramente indignata che in questo Paese la cultura della legalità sia lasciata sulle spalle di pochi e sia sempre sotto minaccia.