Italia
Tutelata la salute dei consumatori italiani. A rischio “solo” il portafoglio
Una politica dei controlli scrupolosa e accurata permette all'Italia di essere leader europeo della sicurezza alimentare: solo l'1% di alimenti non conformi. Peggio va per frodi e contraffazioni, le irregolarità salgono al 10%. 64 le notizie di reato nel settore olii e grassi, che hanno riguardato principalmente l'extra vergine d'oliva
07 luglio 2012 | Alberto Grimelli
I dati del Ministero della Salute, relativi ai risultati del piano nazionale integrato dei controlli, vede per il nostro Paese risultati lusinghieri. La salute dei consumatori italiani sarebbe ben tutelata, un po' meno il loro portafoglio. Poche le irregolarità riscontrate in tema di sicurezza alimentare ma un prodotto su dieci sarebbe frutto di frode e contraffazione.
Il rapporto, disposto dal Regolamento CE n. 882/2004, descrive il sistema Italia dei controlli ufficiali in materia di alimenti, mangimi, sanità e benessere animale e sanità delle piante che ha visto coinvolte diverse autorità, centrali e periferiche.
In tema di sicurezza alimentare l'autorità competente è il servizio sanitario nazionale che ha eseguito 117.185 analisi su campioni di alimenti, lungo tutta la filiera, riscontrando una percentuale di non conformità dell’1%. Ancor più bassa questa percentuale se ci riferiamo ai temuti pesticidi. Nell'ambito del piano nazionale residui, su 49.072 campioni analizzati, la percentuale di non conformità è stata dello 0,3%.
L'Italia è leader europea in tema di sicurezza alimentare, dato testimoniato anche dal numero di notifiche trasmesse al Rassf (Sistema rapido di allerta per alimenti e mangimi della commissione europea). Sono state 3721 nel 2011. Di queste solo il 16% ha riguardato prodotti in commercio, mentre nella maggior parte dei casi (48%) si è trattato di respingimenti ai confini. Il 4% delle notifiche sono state attivate a seguito di lamentele di consumatori; il 7% a seguito di risultati sfavorevoli ottenuti in autocontrollo dalle ditte; il 2% sono collegate a intossicazioni alimentari.
Se l'Italia è il paese dove si mangia il cibo più sicuro, brutte notizie vengono sul fronte delle frodi e contraffazioni, ovvero i controlli eseguiti sulla qualità merceologica. In questo caso l'ente di vigilanza è il Ministero delle Politiche agricole. La percentuale di campioni irregolari sale al 10%. Le irregolarità più frequentemente accertate sono di natura amministrativa, in ragione della pressoché totale depenalizzazione degli illeciti in materia agroalimentare. Non sono mancate però le notizie di reato, più frequentemente riscontrate nel settore lattiero-caseario, seguito da quello degli oli e grassi e quindi il vitivinicolo.
Questi prodotti contraffatti non fanno male alla salute ma il consumatore rischia di pagare un prezzo elevato per una merce di scadente qualità. Niente mal di pancia, solo un portafoglio più leggero del dovuto.
Olii e grassi
Le irregolarità principali violazioni di carattere amministrativo hanno riguardato: l’etichettatura dei prodotti per designazione non conforme o ingannevole circa l’origine e per omissione di indicazioni obbligatorie; l’utilizzo di informazioni sull’origine o di indicazioni facoltative in difformità alle prescrizioni imposte dalla normativa nazionale e comunitaria; la somministrazione di olio di oliva alla ristorazione in contenitori non conformi o etichettati in maniera irregolare; la mancata o irregolare tenuta dei registri di carico e scarico; l’assenza della prevista rintracciabilità relativamente olio extravergine di oliva a denominazione registrata; la commercializzazione di oli che, all’esame organolettico sono risultati non rispondenti alla categoria merceologica dichiarata.
Le irregolarità di carattere penale hanno riguardato principalmente frodi per miscelazione di olio dichiarato extra vergine con oli di semi o con oli di oliva di qualità inferiore o imputabili a oli dichiarati extra vergini e risultati non commestibili al panel test.
Vitivinicolo
Sono state riscontrate numerose violazioni, di carattere amministrativo/documentale, inerenti alla tenuta dei registri di cantina, ai documenti di accompagnamento e alle dichiarazioni di raccolta, produzione e giacenza, la detenzione di quantitativi di vini prodotti vitivinicoli non giustificati dalla documentazione ufficiale di cantina.
Altre tipologie di violazioni riscontrate sono state quelle concernenti il sistema di designazione e presentazione delle varie tipologie di vini, la non corretta etichettatura, la produzione e commercializzazione di vini DOP e IGP designati con la qualificazione di novello (in violazione alla disposizioni che regolano l’utilizzo di tale dizione), la usurpazione, imitazione o evocazione di una denominazione protetta.
Nel corso dell’attività di controllo, le irregolarità di carattere penale riscontrate in questo settore, sono dovute a frodi in commercio e, talora, a falsità documentali relative all’origine.
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