Italia
Un vino sostenibile bandiera dell'Italia
I primi risultati del progetto nazionale pilota per la misura della performance di sostenibilità della filiera vite-vino, a partire dal calcolo delle impronte dell’acqua e del carbonio
31 marzo 2012 | Graziano Alderighi
Il Ministero dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare ha avviato nel luglio 2011, un progetto nazionale pilota per la misura della performance di sostenibilità della filiera vite-vino, a partire dal calcolo delle impronte dell'acqua e del carbonio con la partecipazione di alcune grandi aziende vitivinicole italiane (F.lli Gancia & Co, Masi Agricola, Marchesi Antinori, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Castello Montevibiano Vecchio, Planeta, Tasca d'Almerita e Venica&Venica), Università e enti di ricerca (Agroinnova, Centro di Competenza dell'Università di Torino, Centro di Ricerca Opera per l'agricoltura sostenibile dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Centro di Ricerca sulle Biomasse dell'Università degli Studi di Perugia).
In realtà, una buona parte delle aziende viticole italiane, a partire dalla fine degli anni Ottanta con i Piani di difesa integrata, ha già adottato in vigneto strategie di produzione sostenibili. Inoltre, i produttori italiani che hanno contribuito a far crescere il vino come prodotto simbolo del “made in Italy” nel mondo, proprio sulla spinta della richiesta dei mercati internazionali, hanno già avviato iniziative concrete per migliorare le performance ambientali delle cantine e dei sistemi di commercializzazione.
E' stata quindi condotta un’analisi per valutare quanto sia già fatto nella direzione della sostenibilità nella normale gestione e quali siano invece le criticità su cui sarà possibile intervenire per migliorare l’insieme delle attività aziendali.
Le aziende coinvolte nell’analisi preliminare mostrano un atteggiamento responsabile e consapevole nella gestione della propria attività, ma dallo studio dettagliato dei primi risultati ottenuti è possibile proporre strategie e misure capaci di migliorare ulteriormente la loro sostenibilità.
Da questa prima indagine si evince che le aziende vitivinicole dedicano molte attenzioni alle risorse idriche, anche se spesso mancano piani organici e strategie definite di intervento. Emerge quindi la necessità di mettere a punto delle Linee Guida e di sviluppare un indicatore per il calcolo della Water Footprint in ambito viti-vinicolo, che permetta di valutare i consumi diretti ed indiretti di acqua nell’intera filiera, oltre a prendere in considerazione l’inquinamento dei corpi idrici dovuto sia a pratiche di campo che di cantina.
Dai risultati inoltre è possibile vedere buoni margini di miglioramento per quanto riguarda la gestione delle risorse energetiche, delle lavorazioni del suolo, dell’impiego ed dell’applicazione di fertilizzanti e dell’uso di mezzi agricoli. A queste pratiche è strettamente correlata l’emissione in atmosfera di gas ad effetto serra i cui impatti negativi sul clima sono noti. Proporre una strategia rivolta a migliorare la gestione delle sopracitate operazioni aziendali è uno dei principali obiettivi del progetto. La strategia peròdeve partire da una misura reale dello stato attuale, pertanto, in questo contesto, si inserisce lo sviluppo di un calcolatore per il Carbon Footprint nell’intera filiera vitivinicola.
Gli aspetti economici e sociali sono parte integrante del programma di sostenibilità proposto, in accordo alle più comuni definizioni di sviluppo sostenibile. Dall’analisi dei dati ottenuti, emerge che le aziende stanno iniziando ad affrontare il problema della gestione sostenibile, ma non dispongono di strumenti adatti per individuare le criticità e per misurare il loro livello di sostenibilità. Le misure prese per la comunicazione delle scelte gestionali indirizzate all’incremento della sostenibilità non sono sempre sufficienti ed opportunamente inserite in un contesto di formazione/informazione verso tutti gli stakeholders coinvolti. Per misurare l’attitudine delle aziende nella gestione delle risorse sociali, e quindi non solo degli operatori e lavoratori, ma anche dei residenti, degli astanti e nella capacità di creare e condividere valore sul territorio in cui opera a beneficio di tutti anche nel lungo periodo verrà selezionato e/o sviluppato un idoneo indicatore.
I dati relativi alla gestione sostenibile del vigneto e delle diverse risorse coinvolte mostrano che le aziende stanno iniziando ad affrontare il problema, ma spesso non sono in grado di individuare le criticità e di misurare il loro livello di sostenibilità. Il progetto dovrà perciò, prima di tutto, fornire le linee guida per una corretta gestione di tutte le risorse utilizzate nel processo produttivo e poi, mettere a punto un indicatore in grado di misurare l’impatto ambientale del vigneto.
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