Italia
Chi tocca gli organismi geneticamente modificati muore
Anche solo sfiorare il tema degli ogm nel nostro paese è pericoloso e rischia di rivelarsi un boomerang. Si accendono roventi polemiche. Al centro del mirino stavolta c'è il ministro Clini che però ha le sue colpe
17 marzo 2012 | T N
Le parole del ministro dell'ambiente Clini hanno suscitato proteste arrabbiate e dure prese di posizione.
A dire il vero, il ministro ce l'ha messa proprio tutta per attirarsi le critiche dei denigratori e dell'amplissimo mondo antitransgenico.
Accostare agli odiati ogm prodotti come il riso Carnaroli, il pomodoro San Marzano, il basilico ligure, la vite Nero D'Avola, la cipolla rossa di Tropea, il broccolo romanesco è oggettivamente azzardato.
Sebbene il ministro conosca le differenze che intercorro sono tra le varie tecniche di ingegneria genetica, la possibilità di venire male interpretato sono tanto elevate che, anche solo per ragioni di opportunità, certi accostamenti andrebbero evitati.
Anche il collega all'agricoltura Catania ha dovuto bacchettare Clini, un atto dovuto e non molto convinto.
In effetti è da tempo che anche in via XX settembre, si respira aria di cauta apertura agli ogm, anche se nel settore no food. E' quindi lecito sospettare che Catania e Clini, entrambi alti funzionari in ministeri attigui per competenze, abbiano giocato di sponda.
Clini apre, Catania chiude la porta ma non completamente: no agli ogm, sì alla ricerca.
In effetti il fronte comunitario degli ostili al transgenico si sta sgretolando. Spagna, Svezia e Ungheria hanno chiesto che l'Europa esamini la questione ogm, autorizzandone la coltivazione a livello continentale ma lasciando libertà agli Stati membri di proibirla all'interno dei propri confini.
Non stupisce allora la levata di scudi contro il ministro Clini che ha dichiarato di vedere dei vantaggi nell'utilizzo di ogm.
“Evidentemente il Ministro Clini – ha commentato il presidente della Coldiretti Sergio Marini - non ha trovato sufficienti problemi per l’Italia nel suo Ministero dell’Ambiente e sta pensando di aggiungerne dei nuovi. Le dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini al Corriere della Sera a favore degli Ogm – continua Marini - sono l’ultimo caso di sottovalutazione e disattenzione nei confronti del valore del Made in Italy che hanno portato in piazza Coldiretti con l’alleanza di consumatori ed ambientalisti che condividono la battaglia per una Italia libera da Ogm, da Federconsumatori a Adusbef fino a Codacons, da Legambiente a Slowfood fino all’Aiab e molti altri insieme a centinaia di comuni e le Regioni che all’unanimità hanno piu’ volte chiesto al Governo di esercitare la clausola di salvaguardia per vietare precauzionalmente la coltivazione degli ogm in Italia.”
“Il ministro dell’Ambiente Clini è partito con il piede sbagliato sugli Ogm. Non condividiamo alcune delle tesi esposte e siamo fermamente convinti che gli organismi geneticamente modificati non servono alla nostra agricoltura diversificata e saldamente legata alla storia, alla cultura, alle tradizioni delle variegate realtà rurali. La nostra contrarietà non è ideologica. Siamo, infatti, convinti che in Italia ed in Europa è possibile produrre colture proteiche libere da biotech, con beneficio per l’ambiente, per la salute, nonché per migliorare il reddito degli agricoltori e degli allevatori”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi.
Meno categorico il presidente di Confagricoltura Mario Guidi: “Sugli organismi geneticamente modificati è in corso uno scontro fondamentalista, di religione, mentre serve un approccio laico. E’ una materia che dovrebbe essere affidata ai ricercatori, che chiede rigore scientifico e non emotività. Gli Ogm sono diventati la Tav del settore agroindustriale, la guerra a tutti i costi. Mi piacerebbe che in questa materia si potesse effettuare un confronto pacato”.
L'Italia può permettersi di ignorare il tema ogm e buttarlo nel dimenticatoio? Può essere considerato un capitolo chiuso su cui non ritornare mai più?
Può un ministro avviare un dibattito, senza che vengano tirati fuori sondaggi, magari anche un po' datati, atti a zittirlo sulla base di un orientamento dell'opinione pubblica?
L'approccio alla questione, da parte di Clini, è stato tutt'altro che politico. L'apertura è stata troppo diretta, quasi sfacciata, ed è soprattutto questo che non gli è stato perdonato.
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