Italia

Distillati: altolà dell'Ue alla Francia

Assodistil aveva denunciato da tempo la pratica illegale adottata dai francesi. Plauso alle contestazioni di Bruxelles sull’impiego illegittimo di sottoprodotti della vinificazione per produrre distillati

03 marzo 2012 | Silvia Cerioli

Un grande risultato, raggiunto anche grazie all’impegno congiunto delle istituzioni italiane. Così AssoDistil, l’Associazione Nazionale del settore, commenta le ultime decisioni della Commissione Europea sulla pratica francese di impiegare scolature di sottoprodotti della vinificazione per produrre, in maniera illegittima, acquavite da vino.

L’Associazione già da tempo aveva denunciato la pratica fraudolenta, impegnandosi poi a bloccare questo comportamento fraudolento, con l’aiuto delle istituzioni e della CEDIVI, La Confederazione europea delle distillerie vinicole.

E’ una vittoria importante – ha osservato Antonio Emaldi, presidente di AssoDistil - non soltanto per noi italiani, ma per tutti i distillatori europei, che rispettano le regole e cercano, ogni giorno, di offrire un prodotto autentico e di qualità”. La Commissione ha intimato alla Francia di adeguarsi entro due mesi, interrompendo la violazione contestata, pena il deferimento alla Corte di Giustizia.

In pratica, le autorità francesi hanno autorizzato la produzione di acquavite da vino tramite l’impiego di sottoprodotti della vinificazione, in particolare le fecce, su base sperimentale, ma per ingenti quantitativi e, soprattutto, senza indicare in etichetta, come imposto dai regolamenti UE, la derivazione da vinaccia” e/o “da feccia”. In questo modo, distillati ottenuti da scolature o altri sottoprodotti venivano spacciati come se fossero ottenuti dalla distillazione da vino. Una frode macroscopica a danno dei consumatori e degli stessi produttori, non soltanto in Italia, ma in tutta Europa: l’acquavite così prodotta costa molto meno rispetto all’autentico distillato da vino.

La procedura di contestazione, sottolinea il leader di AssoDistil, “rappresenta un provvedimento necessario per ripristinare condizioni di mercato eque ed una leale concorrenza tra Stati membri ed operatori del comparto. Non a caso, di questi comportamenti illegittimi, i prodotti nostrani, ottenuti quindi da vino autentico, come pure quelli di altri importanti Paesi distillatori, hanno molto sofferto in termini di volumi e fatturato”.

Nell’esprimere la soddisfazione della categoria, il presidente Emaldi ringrazia chi ha sostenuto l’Italia in questa battaglia: “In questi anni, oltre alla CEDIVI, abbiamo avuto il sostegno del presidente della Commissione Agricoltura della UE, Paolo De Castro, e di Mario Catania, prima da dirigente del ministero, poi da ministro. Di questo li ringraziamo e ci auguriamo di averli ancora al nostro fianco in altre battaglie”.

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