Italia
Si alza un grido: abbassare il limite degli alchilesteri
Dopo che il metodo era stato visto come fumo negli occhi ora si discute nel merito del limite. Scomparso il livello dei 10 mg/kg, si pensa a un più realistico 30 mg/kg
17 dicembre 2011 | C S
La Cia Puglia chiede che l'olio extravergine ''venga veramente tutelato, e propone l'abbassamento del parametro degli alchilesteri da 75 milligrammi al chilogrammo a 30, in modo da non consentire le miscele fraudolente con olio lampante, che ancora viene utilizzato sul mercato''. La Cia Puglia, a tal fine, lancia una petizione sul territorio affinchè l'Unione Europea riduca immediatamente a 30 milligrammi al chilogrammo il parametro degli alchilesteri, per garantire la qualità dell'extravergine e impedire le miscele fraudolente. ''L'assessore Regionale alle Risorse Agroalimentari Dario Stefano, su nostra richiesta - conclude Barile - ha convocato un tavolo per affrontare questa situazione, che sta seriamente compromettendo il futuro di migliaia di aziende olivicole pugliesi, già sul lastrico per la crisi economica che, ormai, da anni sta caratterizzando il settore. L'olivicoltura in Puglia, infatti, interessa 360 mila ettari, con l'impiego di 9 milioni di giornate lavorative ed una Produzione lorda vendibile di quasi 300 milioni di euro''.
A raccogliere l'appello anche il parlamento.
“Il governo si impegni per la tutela dell’olio extravergine d’oliva, eccellenza del nostro Paese, contro la frode degli oli ‘deodorati’”. Lo chiede il sen. Franco Bruno di Alleanza per l’Italia annunciando una interrogazione parlamentare al ministro dell’Agricoltura.
“La lotta contro l’olio extravergine d’oliva taroccato deve essere ancora più stringente. A questo proposito chiediamo al governo italiano di ascoltare le richieste che provengono dai tanti produttori onesti di extravergine d’oliva danneggiati dalla concorrenza sleale degli oli ‘deodorati’. E quindi se non sia il caso di farsi promotore presso l’Unione Europea di un abbassamento degli alchil esteri la cui soglia attuale è di 75mg/kg. La presenza di tali sostanze e' infatti indicatrice di scarsa qualita' del prodotto. L’Italia potrebbe inoltre chiedere che il comparto dell’olicoltura venga inserito tra le colture da includere nel regime accoppiato nella nuova Pac”.
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