Italia

Riapre l’osteria simbolo di Verona

Grazie a una cordata veronese si riparte con l'abbinata riso e vino. Accanto al locale sarà predisposto un laboratorio culinario dove gli chef lavoreranno paste fresche e pasticceria

12 marzo 2011 | T N

Riapre l’osteria simbolo di Verona e forse d’Italia. La Bottega del vino, la cui chiusura nell’agosto 2010 era stata definita “una sciagura da evitare” dal ministro dell’Agricoltura Galan, ritorna agli antichi fasti grazie a una cordata tutta veronese formata dalle 12 Famiglie dell’Amarone d’Arte e dalla Riseria Ferron. Lo storico locale di Scudo di Francia riparte da riso e vino, i due ingredienti chiave di una bottega che negli anni ha fatto del risotto all’Amarone il piatto simbolo, accompagnato da una cantina unica di cui ancora nessuno è riuscito a stimarne il valore. “Per noi questa operazione è al 90 per cento culturale – ha detto il presidente dell’antica Bottega del Vino srl, Franco Allegrini – un tuffo nella veronesità ma anche per certi versi in uno degli epicentri enologici del mondo: un locale glocal per eccellenza, dove i ‘goti’ dell’aperitivo si mescolano con le etichette di Chateau Mouton Rothschild disegnate da Mirò e Picasso. Ci prendiamo la responsabilità di mantenere l’incanto che si è creato nel rapporto della Bottega con Verona e il resto del mondo”.

Si riaccende quindi la tradizione di quel tempio scaligero del vino che dal 1860 è crocevia dell’intellighenzia veronese e di personaggi illustri come il presidente Pertini, la regina d’Olanda, scrittori, artisti e viaggiatori gourmet. ‘La botega’ – così è chiamata affettuosamente dai veronesi – accanto ai 14mila vini provenienti da 5 continenti e ai 120 vini quotidianamente in mescita, tornerà a servire, oltre al classico risotto all’amarone e ai suoi piatti forti (pastissada de caval, brasato all’amarone, bigoli all’anatra, pasta e fasoi) anche nuove proposte gastronomiche. Con un plus: accanto al locale sarà predisposto un laboratorio culinario dove gli chef lavoreranno paste fresche e pasticceria. Tra le curiosità di un locale rimasto identico da oltre 150 anni e con lo stesso ‘custode’ da 5 lustri - Severino Barzan – un Acinatico di Bertani del 1928, anno in cui a poche centinaia di metri andava in scena per la prima volta all’Arena di Verona il Rigoletto di Giuseppe Verdi. Una bottega mitteleuropea che ha visto brindare più di 5 milioni di persone e dove accanto agli habitué fanno tappa fissa americani, francesi e giapponesi di ritorno dal balcone di Giulietta.

La nuova proprietà (60% Famiglie dell'Amarone d'Arte, 40% Riseria Ferron) manterrà intatte le peculiarità e l’assortimento enologico del locale.

La gestione della Bottega del Vino è affidata a Stefano Sganzerla.

L'associazione "Le Famiglie dell'Amarone d'Arte" - nata con lo scopo di difendere l'eccellenza del prodotto simbolo della Valpolicella - riunisce 12 storiche famiglie della Valpolicella: Allegrini, Begali, Brigaldara, Masi, Musella, Nicolis, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant'Antonio, Tommasi, Venturini, Zenato. La Riseria Ferron è un'azienda artigianale che da cinque generazioni conserva ancora la tradizione della lavorazione del riso nella Pila Vecia del 1650, la più antica d'Italia funzionante e produttiva a tutt'oggi.

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