Italia

E' legge l'etichettatura d'origine obbligatoria, in attesa di Bruxelles

Dopo l'agevole e rapida approvazione da parte del parlamento italiano ora si apre il confronto con l'Unione europea che già bocciò la 204/2004 ma ora i presupposti parrebbero diversi

22 gennaio 2011 | T N

Una normativa che premia il diritto dei produttori a veder riconosciuta la qualità dei loro prodotti e quello dei consumatori a essere pienamente informati. Questa, secondo il ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan, una delle caratteristiche principali del disegno di legge sull’etichettatura dei prodotti alimentari, approvato in via definitiva dalla commissione Agricoltura di Montecitorio che lo ha esaminato in sede legislativa.
Il Ministro ha voluto sottolineare come il voto favorevole sia arrivato all’unanimità (caso più unico che raro in questa legislatura) e si è poi detto pronto a sostenere la battaglia per far passare il testo in sede comunitaria. Il rischio, infatti, è che l’Europa bocci l’iniziativa italiana, in contrasto con la direttiva etichettatura 2000/13/CE che prevede l’indicazione dell’origine solo a titolo volontario per la generalità dei prodotti, mentre per altri l’informazione è già obbligatoria.

Dopo Galan è intervenuto il presidente della commissione Agricoltura di Montecitorio Paolo Russo (Pdl-Campania). Quest’ultimo, dopo aver ricordato come anche per la legge sull’etichettatura obbligatoria dell’olio d’oliva c’erano stati gli iniziali scetticismi di Bruxelles, poi agevolmente superati, ha tenuto a precisare che, in base a un ordine del giorno approvato dal gruppo di lavoro, le prime filiere interessate dal provvedimento, per le quali verranno emanati specifici decreti interministeriali da parte del ministero dello Sviluppo economico e di quello delle Politiche agricole, saranno quella suinicola e quella lattiero-casearia.

Il presidente della commissione Agricoltura del Senato, Paolo Scarpa Bonazza Buora (Pdl-Veneto), da parte sua, ha invece elogiato la grande cooperazione tra tutti i gruppi parlamentari che ha caratterizzato l’iter del disegno di legge e poi si è detto fiducioso in merito alla questione comunitaria. Il provvedimento italiano, ha infatti detto Bonazza Buora, arriva con due anni d’anticipo su quella che è la direzione intrapresa dall’Ue e, invece di preoccuparci, bisognerebbe essere contenti, per una volta, di essere arrivati primi.

La relatrice del testo a Montecitorio, Viviana Beccalossi (Pdl-Lombardia), ha spiegato che la scelta delle due filiere che faranno da battistrada è stata dettata dal fatto che l’Italia è ai primi posti per la produzione di salumi e formaggi. Di questa scelta, ha continuato la Beccalossi, non possono che essere soddisfatti i produttori di alimenti Dop, e ne trarrà altrettanto vantaggio il comparto del latte crudo.

Come dichiarato da Galan al termine della conferenza, i primi decreti attuativi partiranno già dalla prossima settimana.

L’ex Ministro delle Politiche agricole, e attuale presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro ha sottolineato come sia necessario “affidarsi all’Europa, l’unico soggetto politico in grado di disciplinare in materia di etichettatura”. “Proprio ieri, nel mio intervento in Aula a Strasburgo sul tema della sicurezza alimentare e sull’allarme diossina – ha dichiarato De Castro – ho sottolineato al commissario per la Salute John Dalli che, nonostante il profondo impegno dell’Europa sul fronte della sicurezza alimentare, sono necessari ulteriori sforzi in tema di trasparenza e controlli per evitare altri casi di contaminazione”.

Il percorso della legge sull'etichettatura d'origine è iniziato nel marzo 2009.

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