Gastronomia

L’ineguagliabile bontà del caffè espresso

Tutto quanto serve sapere su una bevanda che ha portato l’Italia al centro dell’attenzione mondiale. Tante le variabili che determinano la qualità. Il punto di forza dell’espresso sta tutto nell’elevata pressione esercitata dall’acqua, pronta ad agire nello spazio di circa trenta secondi

22 maggio 2010 | Luigi Caricato



Il piacere del caffè all’assaggio è fuori questione. Il grande successo di una bevanda così largamente diffusa in ogni parte del mondo è il segno evidente di una bontà che cattura gente di ogni provenienza e identità, anche per via delle molteplici forme con cui si presenta al consumatore.

Il caffè lo si può bere e gustare in differenti modi
Ad alcuni piace berlo “alla turca”, seguendo una lunga procedura secondo la quale l’infuso dovrà essere portato a ebollizione per tre volte consecutive prima di essere servito.
E’ il noto metodo della macerazione, che pur comprendendo altre possibili varianti, prevede in ogni caso tempi più o meno lunghi di realizzazione.
L’altro metodo è quello della percolazione, che consiste nel far fluire dell’acqua bollente attraverso il caffè opportunamente macinato. Si distinguono tra gli altri il sistema “alla napoletana”; quindi quello ottenuto con la “moka”, il più diffuso in ambito familiare; e, infine, abbiamo ciò che invece rappresenta la più recente e senz’altro esclusiva novità, ovvero la rivoluzionaria macchina dell’espresso, un’idea che ha permesso di esportare nel mondo l’impareggiabile arte italiana di fare il caffè ai massimi livelli qualitativi. I tempi si riducono di molto. Anzi, maggiore è la pressione esercitata sull’acqua, minore è il tempo impiegato per ricavare la bevanda.

Il caffè espresso
Con la macchina espresso l’estrazione è più rapida. L’attesa si riduce per l’esattezza a circa trenta secondi. I risultati sul prodotto finale, in termini di gusto e di qualità generale, sono piuttosto evidenti. Da qui il meritato successo conseguito in ogni angolo del mondo.
E’ sufficiente accostarsi con la dovuta attenzione al prodotto finale che si ottiene per percepire in tutta la sua evidenza le molteplici anime espressive dei vari caffè disponibili sul mercato.

Le differenze tra i caffè
Le differenze non nascono solo dai diversi sistemi e metodi di estrazione. Sono anche la conseguenza di determinate specie di piante (l’arabica e la robusta le più diffuse); oppure, all’interno delle varie specie, occorre anche considerare l’influenza delle varietà più caratterizzanti.
Non esiste pertanto un solo tipo di caffè, ma tanti e differenti l’uno dall’altro. Variano in funzione dei criteri agronomici adottati in campo, per esempio, oppure in ragione delle metodiche di raccolta adottate.
Lo stesso profilo sensoriale di un caffè muta anche in base al tipo di lavorazione subita dai chicchi verdi, oltre che dai modi di conservazione e dalla successiva fase di tostatura e confezionamento.

Le variabili in gioco
La definizione di qualità del prodotto finale da destinare al consumatore è l’espressione di scelte aziendali che non possono certo essere sottovalutate.
Nel metro di giudizio intervengono molteplici fattori, anche perché la qualità è sempre un concetto da intendersi in divenire. Lo sa bene chi ne ha fatto un valore fondamentale su cui fare perno esclusivo per la fortuna commerciale della propria azienda. Se le procedure di preparazione del caffè hanno inciso piuttosto sensibilmente sulla diffusione dei consumi in aree geografiche un tempo estranee al prodotto, con l’avvento dell’espresso ha avuto invece inizio una autentica rivoluzione dei consumi, sempre nell’ottica della qualità.
Non si tratta tuttavia di una qualità indistinta; è anzi ben definita e direttamente fruibile in ogni angolo dell’universo mondo, senza più incontrare resistenze culturali. Il caffè espresso implica pertanto il conseguimento di un livello qualitativo talmente elevato da considerarsi a tutti gli effetti ineguagliabile rispetto ad altri metodi.

Un concentrato di gusti e aromi
La forza vincente e caratterizzante di un caffè espresso sta tutta in ciò che si va ricavando, ovvero nel concentrato di gusto e aromi, oltre che nella complessa serie di sostanze pregiate presenti in una soluzione equilibrata e perfetta, perfino funzionale al generale stato di benessere di chi ne fruisce abitualmente.
E così, in appena venti centimetri cubi di volume, la tazzina può accogliere la misura ideale del gusto. Il punto di forza dell’espresso d’altra parte sta tutto nell’elevata pressione esercitata dall’acqua, pronta ad agire nello spazio di circa trenta secondi.
E’ questione di poco, ma, in quel breve lasso di tempo, la gran parte delle sostanze solubili presenti nel chicco finemente macinato potranno esprimere alla perfezione l’essenza più appagante e godibile del caffè. E’ sufficiente provare per crederci.

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