Gastronomia

Il Natale a tavola: dal pollo fritto in Giappone fino al ponche navideño del Messico

Il Natale a tavola: dal pollo fritto in Giappone fino al ponche navideño del Messico

Oltre alla tradizione puramente religiosa, il Natale ha saputo adattarsi a varie culture, con uno spirito e un significato interculturale: stare insieme, condividere il cibo e celebrare l’identità culturale attraverso i sapori

16 dicembre 2025 | 11:00 | T N

Vi sono tradizioni esotiche e distanti dalla nostra cultura anche quando si parla di Natale.

Le tradizioni gastronomiche natalizie, in particolare, raccontano storie di incontri tra culture, climi, religioni e risorse locali, dando vita a piatti che possono apparire esotici agli occhi occidentali ma che rappresentano il cuore della festa per intere comunità.

In Giappone, ad esempio, il Natale non è una festività religiosa, eppure è diventato celebre per una tradizione gastronomica unica: mangiare pollo fritto. Dagli anni Settanta, una campagna pubblicitaria di una nota catena di fast food ha trasformato il pollo fritto in un vero e proprio simbolo del Natale giapponese. Le famiglie prenotano con settimane di anticipo il loro “Christmas bucket”, accompagnato spesso da torta alla panna e fragole, creando un rituale moderno che unisce marketing e convivialità.

Spostandosi nelle Filippine, dove il Natale è una delle feste più sentite e più lunghe al mondo, la tavola si riempie di piatti ricchi e profumati. Tra questi spicca il lechón, un maialino intero arrostito lentamente fino a ottenere una pelle croccante e una carne succosa. Accanto al lechón troviamo dolci a base di riso glutinoso come il bibingka e il puto bumbong, cotti tradizionalmente in contenitori di bambù e consumati dopo la messa notturna.

In Messico, le celebrazioni natalizie sono legate alle posadas, rievocazioni del viaggio di Maria e Giuseppe. Il cibo ha un ruolo centrale e assume sapori intensi e speziati. I tamales, involtini di mais ripieni di carne o verdure e cotti al vapore nelle foglie, sono immancabili. Non manca il ponche navideño, una bevanda calda a base di frutta tropicale come guava e tejocote, arricchita da cannella e canna da zucchero.

Ancora più a sud, in Venezuela, il piatto simbolo del Natale è la hallaca. Si tratta di una preparazione complessa che coinvolge l’intera famiglia: una pasta di mais farcita con un ripieno di carne, olive, uvetta e capperi, avvolta in foglie di banana e bollita. La hallaca rappresenta l’incontro di culture indigene, europee e africane, riassumendo la storia del paese in un solo piatto.

In Etiopia, dove il Natale ortodosso si celebra il 7 gennaio, il pasto festivo arriva dopo un lungo periodo di digiuno. Il protagonista è il doro wat, uno stufato di pollo piccante preparato con berberè e servito su injera, il tipico pane spugnoso. Mangiare dallo stesso piatto, usando le mani, rafforza il senso di comunità e condivisione.

Queste tradizioni gastronomiche, così diverse tra loro, dimostrano come il Natale sappia adattarsi a contesti lontani. Oltre alla tradizione puramente religiosa, il Natale ha saputo adattarsi a varie culture, con uno spirito e un significato interculturale: stare insieme, condividere il cibo e celebrare l’identità culturale attraverso i sapori. L’esotico, a tavola, diventa così un ponte tra mondi diversi, un invito a scoprire l’altro partendo dal gusto.

Potrebbero interessarti

Gastronomia

Lo stoccafisso, re della tavola: la Festa del Bacalà 2026 celebra il tema dell'anno per l'Accademia Italiana

A Sandrigo (Vicenza), dal 17 al 20 e dal 24 al 28 settembre, riflettori puntati sul bacalà alla vicentina. La Via Querinissima diventa Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa

30 maggio 2026 | 15:00

Gastronomia

Un pieno di aziende vitivinicole per Cantine Aperte d'Abruzzo

Per due giorni le aziende aderenti apriranno le porte a visitatori, appassionati e turisti con degustazioni, visite guidate, passeggiate tra i vigneti, esperienze gastronomiche, musica, eventi culturali e attività pensate per far conoscere da vicino il mondo del vino abruzzese

29 maggio 2026 | 18:00

Gastronomia

Presentato a Treviso il primo concorso dell'olio extravergine di oliva Strada Vino Asolo Montello

A Villa di Maser esperti, produttori e istituzioni a confronto sulle prospettive dell’olio extravergine del territorio. In programma anche la premiazione del concorso dedicato alle produzioni olivicole dei Comuni della Strada del Vino Asolo e Montello

28 maggio 2026 | 18:00

Gastronomia

Il 29 e il 30 maggio, Brescia sarà la capitale della birra artigianale

Presentazione della Guida alle birre d’Italia 2027, il sussidiario della birra artigianale di Slow Food Editore, e poi Laboratori del Gusto con esperti e produttori e degustazioni libere delle birre premiate in 4 locali cittadini

28 maggio 2026 | 17:00

Gastronomia

A Sutrio la Festa dei Cjarsòns, un tempo il piatto della festa, oggi simbolo della cucina carnica

Week end del 6 e 7 giugno 2026 fra i monti del Friuli Venezia Giulia: 10 ricette, 10 associazioni del territorio, 10 modi di interpretare questo gustosissimo piatto antispreco

27 maggio 2026 | 18:00

Gastronomia

L'olio degli chef: l'olio extravergine di oliva in cucina

Tre commissioni da cinque chef ciascuna, ognuna dedicata a una specifica categoria di piatti: per quelli di pesce ci saranno Nicola Bramante, Vincenzo Denittis, Domenico Cilenti, Donato Notarangelo e Leonardo Vescera; per i piatti di carne Leonardo del Viscio, Luigi De Vita, Vincenzo Bua, Mindo e Mario Falco; Martina Russi, Simone Conte, Luigi Centra, Daniele Pizzarelli e Alessandro Calzolaro comporranno la giuria per i piatti di verdura

26 maggio 2026 | 18:00