Gastronomia
LE CUCINE DEL MONDO SOTTO LA LENTE
I percorsi gastronomadi di Vittorio Castellani, meglio noto come Chef Kumalé, in una guida ai cento migliori ristoranti in Italia. Una utile traccia per conoscere le pietanze principali e apprezzare al meglio le molteplici espressioni di una magia di sapori che non conosce confini
07 febbraio 2004 | Maria Carla Squeo
Vittorio Castellani, meglio noto con lâappellativo di Chef Kumalé, svolge da anni una intensa attività di âgastronomadeâ e di scrittore intorno alle molteplici espressioni delle cucine di ogni angolo del pianeta. Per lâEditoriale Domus ha pubblicato la Guida alle cucine del mondo in Italia. Ovvero, come recita il sottotitolo: I cento migliori ristoranti. Bene, dalla stampa di questa utile guida allâapertura del primo ristorante cinese nel nostro Paese sono passati più di trentâanni, ammette lâautore. Eâ solo âcon lâarrivo degli anni Novanta che il fenomeno dellâesotizzazione dellâofferta gastronomica, con lâapertura di sempre nuovi locali arabi, messicani, giapponesi o indiani, ha segnato il boomâ.
Ad aprire lâelenco delle varie proposte, ci pensa il fondatore di Slow Food Carlo Petrini. âIdentità e scambio sono due elementi âcaldiâ che entrano in gioco in un tal periodo di globalizzazioneâ, scrive. âSe da un lato i detrattori di questa mondializzazione della cultura criticano il rischio di omologazione e di riduzione delle diversità , dallâaltro è è pur vero che i punti di contatto fra differenti culture, le contaminazioni o il semplice allargamento delle conoscenze possono generare fenomeni interessanti di crescita collettiva nel rispetto delle diverse specificità â. Così dunque Petrini, che ben individua, in queste righe, e nelle altre della presentazione del volume, lo spirito che ha animato il prezioso e puntuale lavoro di Castellani.
Si inizia con lâAfrica e un elenco di tante ghiotte specialità , che sarebbe proprio il caso di conoscerle e apprezzarle dietro una tavola bandita. Ma chi ha mai sentito parlare di âAlichaâ, un misto di verdure stufate al curry? O di âFoutouâ, un purée di banane platano o igname? O della âInjeraâ, una piadina spugnosa?
Bene, è sufficiente recarsi in quei ristoranti opportunamente indicati in guida. Non si può sbagliare, perché non câè la semplice segnalazione, ma lâaccurata recensione dei locali. Si illustra con attenzione di particolari lâambiente, la cucina, la qualità di bevande e servizio, ma con un occhio anche al prezzo.
Si ama tanto il Brasile? Ecco accontento il lettore, con le dovute segnalazioni. Ma ciò che importa è soprattutto la prima parte introduttiva, con i dovuti chiarimenti per far comprendere il filo conduttore di ciascuna cucina. Che sia brasiliana o cubana o cinese o indiana o giapponese o magrebina. Eâ il mondo intero ad essere rappresentato. Il Medio Oriente con il pane egiziano âAishâ o le pizzette libanesi âArayessâ o il curioso âHummusâ (con due emme), che corrisponde a un purée di ceci in salsa di sesamo.
La cucina messicana? Viene anche denominata cucina delle âtre sorelleâ, ovvero del mais, del peperoncino e dei fagioli. Ma da noi questi elementi trainanti in realtà diventano gli ingredienti della cucina dei tre fratelli. Le curiosità in ogni caso sono tante, a leggere e consultare la guida. E farsi un poâ di cultura culinaria in un ambito planetario non è affatto disdicevole, anzi. Solo in tal modo si possono scoprire e valutare i sapori di un sapere millenario che si esprime attraverso le magie evocative del cibo. Non câè che augurarsi âbuon appetitoâ.
Vittorio Castellani aka Chef Kumalé, Guida alle cucine del mondo in Italia. I cento ristoranti, Editoriale Domus, Rozzano 2003; pp. 172
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