Gastronomia

SPUMANTE O CHAMPAGNE? E' CON LE BOLLICINE CHE SI ATTENDE IL NUOVO ANNO. ECCO ALCUNI INSOLITI E CURIOSI ABBINAMENTI

Gli italiani preferiscono lo spumante, ma sono in crescita anche le spedizioni di Champagne verso l’Italia, che si conferma un mercato di conoscitori. Presentiamo le testimonianze dal mondo del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene e dal Comité interprofessionnel du vin de Champagne

27 dicembre 2003 | Francesca Racalmuto

L’abitudine di ricorrere alle bollicine per festeggiare eventi è ormai consolidata, anche se in realtà oggi si tende a promuoverne il ricorso anche al di fuori di feste e momenti particolari. Sarà giusto? Sarà un’idea sbagliata che alla lunga può allontanare il consumatore? Vedremo, ne scriveremo comunque più avanti, riferendoci anche al consumo delle bollicine a tutto tondo, per accompagnare ogni pietanza. Intanto, visto anche il periodo, cogliamo l’occasione per riferire di spumante e Champagne.
Il Natale appena trascorso, e ora pure la festività per eccellenza ch’è il Capodanno, ci portano inevitabilmente a scriverne, perché è inevitabile. Chi, infatti, non ha mai atteso il passaggio al nuovo anno con un buon calice di vino spumante?

La ricerca Eurisko
Intanto, restando alle bollicine italiane, da quanto emerge da una ricerca Eurisko, 74 italiani su 100 hanno brindato negli ultimi dodici mesi con lo spumante, per una media di 8,4 volte all’anno. Sono dati da ritenersi più che confortanti, ammettono i responsabili dell’azienda veneta Carpenè Malvolti. “La ricerca - afferma Antonio Motteran, vicedirettore generale di Carpenè Malvolti – evidenzia che il potenziale del Prosecco Doc ha già dimostrato la propria internazionalità e un buon numero di marche stanno portando il prodotto in oltre 50 Paesi esteri”. Secondo Antonio Motteran i risultati della ricerca Eurisko, ma anche il primo rapporto annuale dell’Osservatorio nazionale degli spumanti a cura del Censis, presentato di recente alla Mostra nazionale degli spumanti, lasciano intravedere ulteriori possibilità per progredire. “Il mondo degli spumanti - afferma Motteran - si trova di fronte a un’occasione unica. Nella proiezione dei prossimi dieci anni, per gli spumanti è aperta l’opportunità di ridefinire, per circa il 40% della produzione, la propria posizione sul mercato. Se lo Champagne è forte per la qualità, il Cava per il prezzo, gli spumanti italiani possono essere forti per la varietà che offrono. Il Prosecco è una di queste varietà e nel mondo degli spumanti ha le caratteristiche più forti al fine di valorizzare al meglio l’offerta che risente ancora di una tradizione con forti connotazioni di localismo”. La ricerca Eurisko della Carpenè Malvolti rafforza queste prospettive di sviluppo, facendo chiarezza sulle scelte dei consumatori. Gli intervistati, rappresentativi per area geografica, ampiezza dei centri, sesso, età, titolo di studio e professione, preferiscono lo spumante dolce per il 55% e la tipologia secco per il 51%. A confermare le abitudini degli italiani che legano il consumo delle bollicine agli eventi speciali c’è la conferma della ricerca dell’Osservatorio Nazionale degli Spumanti a cura del Censis Servizi, e anche Eurisko evidenzia i consumi fuoricasa con il 47% soprattutto nelle città fino a 100 mila abitanti per il secco e 48% il dolce. Il 53% delle donne preferiscono il dolce, mentre il 54% dei maschi consuma il secco, preferiscono Carpenè Malvolti quelli che hanno età tra i 45 e i 54 anni, i più istruiti lo consumano fuoricasa quelli con la scuola media inferiore a casa. Ed è proprio in questo segmento di mercato che si intravedono ulteriori possibilità di sviluppo. La scelta, soprattutto se l’occasione è importante, cade, come afferma anche il primo rapporto annuale dell’Osservatorio, sulla “marca”. Dove acquistano gli italiani lo spumante? Il 36% al supermercato, mentre solo il 5% in enoteca, per consumarlo a casa con amici il 50%, nei locali il 32%, al ristorante il 29%, al bar l’11% .

Il Prosecco incontra le cucine del mondo
Il Consorzio per la tutela del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene è tra gli organismi più attivi nel promuovere le bollicine d’Italia. In occasione del Salone del Vino di Torino ha organizzato la degustazione World Food e Prosecco doc. L’idea da cui è partita l’iniziativa è la presentazione del volume Le cucine del mondo in Italia: i 100 migliori ristoranti, la prima guida alla cucina multietnica di Chef Kumalè, pseudonimo di Vittorio Castellani - “aka”, per restare nel fascinoso mondo dell’esotico. La riuscita dell’iniziativa ha sorpreso i presenti e l’occasione è stata tra le più interessanti, vista l’abile illustrazione effettuata dagli esperti del Consozio in merito agli abbinamenti ideali del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene con le cucine del Mondo. Durante l’evento torinese, i migliori spumanti di Conegliano Valdobbiadene sono stati presentati e degustati in abbinamento alle specialità proposte in esclusiva dall’Arcadia Sushi Bar, locale di Piero Chiambretti, e alle cucina indiana del ristorante Gandhi. “Abbiamo pensato ad un evento Sushi, Tandori & Prosecco di Conegliano Valdobbiadene per dimostrare la versatilità di questo vino, che grazie alle sue caratteristiche di moderata aromaticità e piacevolezza si è rivelato un partner perfetto anche per la cucina dei Paesi lontani” ha affermato Giancarlo Vettorello, direttore del Consorzio per la Tutela del Prosecco Doc.

La cucina regionale italiana incontra lo Champagne
Non solo spumante. I grandi piatti della tradizione regionale italiana ora incontrano per le feste lo Champagne, con un “gioco” degli abbinamenti elaborato dal Centro informazioni Champagne per l’Italia che per l’occasione ha accostato 56 Champagne ad altrettanti piatti provenienti da tutte le regioni italiane. Così, dal cotechino ai tortellini in brodo, dal capitone agli struffoli, dalle cozze gratinate alla cassata siciliana, la diversità degli Champagne ha consentito di individuare l’abbinamento più appropriato per ogni specialità regionale. La proposta ci è giunta direttamente da Epernay, la capitale dello Champagne, e da Delphine Géraud, enologa del Comité interprofessionnel du vin de champagne. Sono i brut a fare la parte del leone, spesso strutturati e dal gusto pieno per gli abbinamenti più audaci. Ma anche i rosé, ideali per accompagnare gli spaghetti con le vongole della tradizione campana o i demi-sec, Champagne dal gusto più morbido e con maggior contenuto zuccherino, che si sposano perfettamente ai dessert più elaborati. “Salmone, ostriche, caviale e paté sono gli abbinamenti classici degli Champagne, ma non gli unici. La straordinaria diversità degli Champagne si presta al gioco degli abbinamenti, in cui ciascuno può esprimere la propria creatività. L’invito, dunque, è quello di imparare a pasteggiare a Champagne”, osserva Domenico Avolio, responsabile del Centro informazioni Champagne.
“In Italia gli Champagne sono molto apprezzati come aperitivo o per accompagnare il dessert. In realtà l’abbinamento con il dolce è tra i più difficili: in generale infatti sarebbero da privilegiare i demi-sec. L’Italia è un mercato di grande valore per gli Champagne e il consumatore italiano dimostra di saper apprezzare le Cuvée speciali, millesimate e non, ma sta crescendo anche l’attenzione verso gli Champagne rosé. I dati sulle spedizioni di Champagne verso l’Italia a fine settembre 2003 indicano una crescita del 14,87%. Nel 2002 l’Italia si è posizionata al quinto posto con 7.951.166 bottiglie spedite dopo Regno Unito, Stati Uniti, Germania e Belgio. Il Centro Informazioni Champagne rappresenta ufficialmente in Italia il Comité interprofessionnel du vin de Champagne che, con sede ad Epernay, riunisce e rappresenta tutti i viticoltori e le Maison della Champagne. La missione fondamentale del Centro Informazioni Champagne in Italia, che compie nel 2003 vent’anni di attività in Italia, si focalizza prevalentemente sulla promozione e la difesa della denominazione Champagne sul mercato italiano.









Fonti: per la ricerca Eurisko, Marzia Morganti Tempestini; per le informazioni sul Consorzio del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, Silvia Baratta; per lo Champagne, Laura Mazza e Antonella Nasini.

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