Gastronomia
Troppe fake news sul tonno in scatola
Le linee guida del Ministero della Salute consigliano di consumare pesce fresco o surgelato 2-3 volte alla settimana, come parte di una dieta varia
14 novembre 2019 | C. S.
Il tonno in scatola si conferma uno degli alimenti più amati dagli italiani, che ne apprezzano la bontà, il sapore, la praticità e la velocità di preparazione. Un prodotto che, nonostante sia consumato nel 55% dei casi almeno una volta alla settimana e nel 19% addirittura più volte a settimana, è però protagonista di alcune fake news che possono disorientare e influenzare i consumatori.
Secondo quanto rilevato dall’Istituto Ixè per l’Osservatorio Nutrizione e Benessere promosso da Nostromo in collaborazione con ANDID, Associazione Nazionale Dietisti, per una parte del campione intervistato il tonno in scatola sarebbe:
• vietato nelle diete delle donne in gravidanza (12%)
• non adatto all’alimentazione dei bambini in età prescolare (21%)
• oggetto di notizie critiche (29% degli intervistati, di cui solo il 13% ricorda l’argomento) come la contaminazione da metalli pesanti/mercurio, la presenza di altre varietà di pesci o fibre non animali in confezione, dubbi sulla provenienza del prodotto.
In riferimento a queste convinzioni, ANDID sottolinea che:
• come riportato dal Ministero della Salute, per le donne in età fertile, in gravidanza e allattamento e i bambini è consigliato il consumo di una porzione di 100 grammi alla settimana di pesce spada, squaloidi e luccio e 1-2 porzioni di tonno fresco;
• il tonno in scatola, è considerato un prodotto sicuro, perché giunge sulle nostre tavole al termine di un lungo e accurato iter di controlli e di selezione degli esemplari più idonei alla conservazione;
• è importante scegliere prodotti di qualità e marchi affidabili che abbiano una politica produttiva trasparente, certificata e sostenibile. Anche un’etichetta ben visibile denota trasparenza. Delle 13 specie di tonno esistenti, sono, infatti, solo tre quelle che possiamo trovare in scatola: il tonnetto striato (Katsuwonuspelamis), il tonno pinna gialla (Thunnusalbacares) e il tonno obeso (Thunnusobesus). Queste sono considerate specie altamente migratorie e si trovano nelle acque tropicali dei tre oceani, soprattutto nelle seguenti zone FAO: Oceano Atlantico 31, 34, 41 e 47; Oceano Indiano: 51 e 57; Oceano Pacifico: 71, 77, 81 e 87.
“È opportuno rassicurare e informare i consumatori italiani - spiega ANDID - in merito all’esistenza, in Italia e in Europa, di un sistema di garanzia della sicurezza alimentare efficace e diffuso capillarmente lungo tutta la filiera produttiva, che minimizza i rischi chimici, fisici e microbiologici degli alimenti che portiamo in tavola.
Sul versante nutrizionale, le linee guida del Ministero della Salute consigliano di consumare pesce fresco e/o surgelato 2-3 volte alla settimana, come parte di una dieta varia in abbinamento ad altri alimenti. Il pesce è sempre una buona alternativa al consumo di carne – continua ANDID - perché ricco di proteine ad alto valore biologico, iodio, acidi grassi insaturi e omega-3. Questi ultimi hanno un elevato potere antinfiammatorio, utili per tutti gli individui (anche per gli atleti), e di protezione nella prevenzione di numerose patologie cronico-degenerative. Inoltre, iodio e omega-3 sono importanti per lo sviluppo prenatale.
Per quanto riguarda il tonno in scatola - conclude ANDID - è preferibile scegliere quello in olio extravergine di oliva (EVO) che aggiunge le caratteristiche salutari degli acidi grassi monoinsaturi (oleico), polifenoli e vitamina E. Inoltre lo stesso olio, essendo un olio di ottima qualità, può essere utilizzato come condimento della pietanza che si prepara, evitando così spreco di prodotto e contenendo il valore energetico del pasto. Si potrà, inoltre, optare per un tonno “basso in sale” con un contenuto di sale pari al 20% del sale contenuto nel comune tonno in scatola".
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