Gastronomia
Vino e musica, ora un'app li accoppia per avere le migliori percezioni
Adattare la propria playlist musicale al vino in degustazione, in maniera semplice e automatica, perchè la musica può accentuare le note positive o, al contrario, evidenziare le spigolature e le asperità
08 ottobre 2019 | C. S.
Abbinare vino e musica, un binomio da sempre utilizzato, specie in occasione di serate rilassanti o romantiche.
Ora però la start-up Wine Listening ha creato un'app dedicata all'abbinamento vino-musica.Il progetto utilizza algoritmi di Intelligenza Artificiale e analisi dei Big Data.
L'applicazione censisce più di 2,5 milioni di vini e cataloga oltre 1600 vitigni per acidità, struttura e sentori. Per farla funzionare basterà fotografare l'etichetta del vino e accendere gli amplificatori audio. I due fondatori sono Gabriele Cedrone e Marco Iacobelli, nella vita rispettivamente sommelier e mobile Engineer e anche Dj e Producer.
L'app sarà presentata il 12 ottobre all'Internet Festival-Forme di Futuro di Pisa. Il sistema di funzionamento si basa sulle ricerche effettuate dal Crossmodal Research Laboratory di Oxford, dipartimento capitanato dallo psicologo sperimentale Charles Spence. Il team ha dimostrato come, una frequenza audio o un brano musicale, se ascoltata durante la degustazione di un piatto o di un vino, possa alterarne i parametri di valutazione, quindi può accentuare la percezione di buono o, al contrario, influire in maniera negativa sulle caratteristiche olfattive-gustative.
Wine Listening ha digitalizzato il "metodo Spence" realizzando un algoritmo in grado di associare il giusto sound al vino che si sta bevendo. Durante la fase di matching, il sistema analizza più di 20 parametri derivanti dall'analisi organolettica del vino e interroga una base dati contenente milioni di brani musicali, analizzati e catalogati a loro volta per Bpm, tonalità, frequenze, genere musicale. Come metodo di accesso ai servizi, l'app richiede l'associazione di un account Spotify.
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