Gastronomia

L'olio extra vergine di oliva di alta qualità tutti i giorni, missione impossibile?

Mettere a confronto l'extra vergine oggi utilizzato quotidianamente con un olio di alta qualità: non si torna indietro, perchè si vorrà trasmettere anche a parenti e amici l’emozione e lo stupore vissuto in quei cinque minuti di assaggio

30 giugno 2017 | Fausto Borella

Facciamo un esperimento, banale, ma al tempo stesso impegnativo. I nostri interlocutori saranno bambini di dieci anni, ma anche i loro genitori. Prendiamo due piatti con due fior di latte. Nel primo piatto mettiamo un bocconcino di una mozzarella impacchettata da un po’, aperta e lasciata in frigorifero uno o due giorni. La consistenza della mozzarella sarà dura e poco elastica. Il colore non sarà più bianco brillante, ma tendente al giallognolo. Una volta aperta non scenderanno gocce di latte fresche e succulenti, che faranno iniziare nella nostra bocca la deglutizione sperata. In bocca saranno completamente insipide e senza sapore.

Nell’altro piatto, il fior di latte appena uscito dal caseificio sarà splendente e cremoso. Non faremo a tempo a tagliare il bocconcino in due, meglio se con una forchetta, che il piatto sarà invaso dalla sua acqua, fresca, profumata e sapida. In bocca sentiremo la cremosità, la sapidità e il perfetto connubio tra tendenza acida e sapidità. I sensi ci faranno socchiudere gli occhi e, forse, riusciremo a raggiungere quasi la soglia della sensazione dell’umami.

Spero di aver scelto un esempio calzante. Adesso, però, la domanda è d’obbligo per le due tipologie di lettori che ci stanno seguendo. Ma vi hanno mai fatto questo esperimento con l’olio extravergine? È qui la chiave della trasformazione, dell’iniziazione all’assaggio, della comprensione e dell’acquisto finale di un olio evo di altissima qualità. Chi ancora non sa nulla di questo mondo deve pregare anche una sola volta un amico o un conoscente per farglielo conoscere. Confrontare, a questo punto, un olio difettoso, da uno amaro e piccante. Un blend comunitario industriale da pochi euro rispetto a una monocultivar di qualsiasi tipologia fatta come Dio comanda. Ed ecco che allora, per forza, il nostro conoscente entrerà in quel famoso tunnel, da cui non si torna più indietro.

Cocciuti, caparbi e forse anche innamorati di questo mestiere, anche quest’anno ci metteremo alla prova a Lucca per tutto il mese di luglio con extraLucca Summer Edition, #else per gli amici. Anche quest’anno 25 aziende provenienti da 10 regioni italiane presenteranno il loro mondo fatto di olive, monocultivar, frantoi e campagne olivetate. Hanno lottato per un anno intero salvaguardando il frutto da qualsiasi intemperia e malattia possibile. Hanno passato notti insonni, aspettando il proprio turno al frantoio e, soprattutto, hanno imbottigliato il loro nettare con la speranza che potesse piacere l’olio da accostare ai piatti e agli ingredienti più buoni e genuini della nostra cucina. È un nostro dovere far conoscere le differenze, come faremo noi a Lucca per un mese alle migliaia di turisti e visitatori, soprattutto stranieri, mettendo effettivamente a confronto l’olio cui sono abituati con gli oli di eccellente qualità. Solo a questo punto, come succede sempre, acquistano qualsiasi tipologia e formato di olio da riportare a casa, per trasmettere a parenti e amici l’emozione e lo stupore che hanno vissuto loro in quei cinque minuti di assaggio.

Adesso terminiamo l’esperimento. Pensate se a quel piatto con la mozzarella appena plasmata a bocconcino si abbinasse un olio extravergine di eccellenza, con tendenza amara e un retrogusto speziato, senza ulteriori condimenti. Pensate, poi, a quanta magia tutta insieme potreste procurarvi. E il gioco è fatto.

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