Gastronomia
Intelligenza artificiale in cucina: la usa il 60% dgli italiani
Per il 95% i pasti sono un’occasione sociale importante. Sebbene ci sia ancora molto scetticismo rispetto alla qualità dei contenuti prodotti dall’intelligenza artificiale, il 64% la usa spesso come supporto
28 ottobre 2025 | 13:00 | C. S.
Conviviali, casalinghi e “lenti” ai fornelli. Si lasciano ispirare in cucina sui social, specialmente Instagram, apprendono dai blog e quando mangiano fuori casa in cerca di sapori esotici prediligono i ristoranti asiatici. Il 64% utilizza l’AI per trovare idee e imparare nuove tecniche, anche se uno su due non si fida ancora appieno della qualità dei contenuti generati. E’ la fotografia del rapporto tra italiani e cucina nel 2025 restituita da un’indagine della piattaforma Acadèmia.tv, che ha indagato le abitudini ai fornelli e al ristorante, ma soprattutto il rapporto con la tecnologia. La presenza capillare di quest’ultima nella quotidianità degli amanti del mondo food ha spinto il sito di video corsi di cucina a dare vita a “ChefCPT” (Culinary, Pre-trained, Transformer), un assistente AI che attinge al sapere di 207 maestri di cucina per dare supporto personalizzato tanto nel processo creativo quanto negli aspetti tecnici.
Dall’indagine, realizzata intervistando appassionati di cucina provenienti da tutta Italia e di età compresa in prevalenza tra i 25 e i 45 anni, emerge che solo il 17,6% è solito cucinare per se stesso, mentre oltre 8 italiani su 10 amano mettersi ai fornelli per famiglia o amici. Per la quasi totalità, il 95%, i pasti sono un’occasione sociale importante, e per il 65% è prassi dedicare il giusto tempo alla preparazione del pasto casalingo, ovvero almeno 30 minuti ai fornelli. Sono le stesse persone che affermano di impegnarsi di più quando cucinano per gli altri, mossi dal desiderio di far star bene i commensali attraverso il cibo.
Complici l’aumento dei prezzi fuori casa e un debole potere d’acquisto medio, l’82% delle persone mangia fuori casa non più di una volta a settimana e quando esce predilige i ristoranti italiani o le pizzerie (74% dei casi), seguiti dai ristoranti etnici (13,5%) e dalle esperienze di alta cucina (10%). Solo il 2,5% sceglie il fast food. L’aspetto ritenuto più importante al ristorante è il servizio, poi l’offerta culinaria e infine la location. Rispetto alla cucina etnica, molto più diffusa e ricercata nei grandi centri urbani, il 55% sceglie l’asiatica (cinese in testa, seguita da giapponese e indiana a pari merito con la thailandese), il 14% la mediorientale (con la libanese ad accordarsi il 73% delle preferenze, distaccando nettamente quella turca), il 12% la cucina europea (guidata dalla greca e seguita a stretto giro dalla spagnola). Appena sotto al podio si posizionano la messicana e le sudamericane, rispettivamente con il 9% e l’8% delle scelte. Oltre all’intramontabile passaparola, una persona su due dichiara di scegliere il ristorante attraverso le suggestioni che provengono dai social.
Quando si parla di cibo, infatti, non è possibile non fare i conti con i social media, che hanno reso ricette e tecniche più accessibili alle masse con una massiccia offerta di contenuti gratuiti e orientati all’intrattenimento oltre che alla divulgazione e che hanno contribuito a creare una cultura del cibo più consapevole e radicata. Il social che regna indiscusso nello stimolare fantasia e appetito degli italiani è Instagram, che, con il suo 68% di utilizzo, stacca nettamente YouTube e Facebook appaiati al 13%. Per imparare trucchi e segreti oltre che nuove ricette, nove appassionati su dieci seguono blog di cucina e i creator preferiti sono, in ordine di menzione: Giallo Zafferano, Benedetta Rossi, Cucina Botanica e Chef in Camicia. Mentre il 63% dichiara di replicare le ricette che trova online, solo il 28% le condivide a sua volta.
Sebbene ci sia ancora molto scetticismo rispetto alla qualità dei contenuti prodotti dall’AI, il 64% la usa spesso come supporto, ritenendo che possa migliorare l’esperienza in ambito culinario. I principali utilizzi dell’intelligenza artificiale sono: la composizione di ricette o menu in base agli ingredienti disponibili in casa o a un’occasione specifica; la richiesta di suggerimenti per venire incontro ad intolleranze alimentari; le ricerche su strumenti e tecniche specifiche per trattare o cuocere determinate materie prime.
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