Gastronomia

La forza di un olio extra vergine d'oliva fatto come si deve non sta solo nella bottiglia

Solo stringendo una mano e ascoltando i mille dialetti di olivicoltori e frantoiani il consumatore può comprendere la reale differenza tra un olio di altissima qualità e gli altri oli anonimi con etichette e nomi di fantasia che hanno la pretesa di costare solo pochi euro, raccontando lontanamente la qualità

05 febbraio 2016 | Fausto Borella

Immancabilmente oramai con una frequenza annuale, subito dopo la frangitura, in Italia arriva uno scandalo dell’olio. Che siano industrie olearie scoperte a falsificare bollette o registri spagnoli che diventano miracolosamente italiani, oramai siamo abituati. In più in queste ultime settimane la Comunità Europea offre un assist irrifiutabile ai vicini di casa del Mediterraneo, che posso continuare a invadere il nostro territorio con oli che non hanno nulla di assomigliante a quello dei seri produttori artigianali italiani. Per distinguere un olio di qualità da un altro sullo scaffale del supermercato, devo sempre inserire nuovi aggettivi per far capire qual è la vera qualità. Perché non basta più dire sono un produttore di olio extravergine. Ma soprattutto non è più sufficiente e il consumatore non può capire esattamente che differenza si cela, tra un extravergine rispetto a un altro.

Da anni con la nostra accademia Maestrod’olio ci battiamo per far comprendere a tutti gli appassionati, neofiti o esperti, come si riconosce un olio difettoso, quali sono le vere peculiarità di decine di cultivar sparse in tutto lo stivale e soprattutto come si può accostare una Casaliva dei laghi Lombardi o un’ Ogliarola salentina a un determinato piatto o a un semplice ingrediente.

Mai come quest’anno siamo fieri di presentare la quarta edizione di extraLucca il 13 e 14 febbraio, che quest’anno si preannuncia davvero il luogo dove incontrare oltre 50 produttori italiani di olio extravergine di eccellenza. Dal Trentino alla Sicilia, dalla Toscana all’Abruzzo passando per il Lazio, la Calabria, la Puglia e tante altre regioni.

La forza di un olio fatto come si deve, non sta solo nella bottiglia o in quello che cerca di raccontare l’etichetta. Il segreto è soprattutto stringere la mano e guardare negli occhi il produttore e la sua famiglia. Ascoltare le loro parole e riconoscere i vari dialetti che compongono la lingua del Paese più bello de mondo e solo dopo ci possiamo emozionare e percepire l’atmosfera che si vive nei due giorni dell’evento.

E’ in questo contesto che il consumatore può comprendere la reale differenza tra un olio di altissima qualità e gli altri oli anonimi con etichette e nomi di fantasia che hanno la pretesa di costare solo pochi euro raccontando lontanamente la qualità. Nei mille metri quadrati di palazzo Ducale, nella nuova location che ospiterà extraLucca, troveranno dimora 15 artigiani del gusto provenienti da diverse regioni italiane che presenteranno i loro prodotti in abbinamento con l’olio delle aziende aderenti all’evento.

Nella sala Ademollo interamente affrescata con racconti di gesta eroiche dell’impero romano, duecentocinquanta ospiti potranno assistere alle manifestazioni di cucina dei personaggi di cucina tra cui Cristina Bowerman, stella Michelin di Glass Hostaria in Roma, Leonardo Di Carlo celebre pasticciere de “Il più grande pasticciere” di Rai Due e Giorgione Barchiesi della trasmissione “Giorgione Orto e Cucina” di Gambero Rosso Channel.

Durante la manifestazione verrà presentato il nuovo libro/guida Terred’Olio 2016 in cui si racconteranno i territori e gli oli di 136 aziende diffuse in 18 regioni italiane.

 Non poteva certo mancare un momento di riflessione, sabato 13 febbraio alle ore 18 con un incontro in cui si parlerà di olio Toscano, olio Itsaliano o olio Tunisino... Tutti sono chiamati a intervenire per dipanare una matassa inestricabile in cui cercheranno di fare luce l'assessore all'agricoltura della Regione Toscana, Marco Remaschi, il presidente dell'Igp Toscano, Fabrizio Filippi, il giornalista e comunicatore Maurizio Pescari e il direttore di Teatro Naturale Alberto Grimelli.

Siamo convinti che il claim di extraLucca “Cibo Olio e Cultura” si allargherà a “macchia d’olio” in Italia e nel mondo, perché senza la conoscenza approfondita e culturale di un alimento come il buon extravergine, non si potrebbe capire la reale differenza di prezzo e soprattutto di qualità. E senza l’aiuto del cibo, l’olio non avrebbe la sua giusta esaltazione. Noi ci saremo sempre, per far conoscere queste eccellenze, voi sarete i benvenuti.

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