Gastronomia

Da dove viene il tonno in scatola che consumiamo tutti i giorni?

La maggior parte del tonno che finisce nelle scatolette è pinna gialla, di minor pregio rispetto al tonno rosso, e proviene da Filippine, Papua Nuova Guinea, Indonesia e Australia del nord. Infondati i timori di tonno radioattivo in scatola proveniente dal mar del Giappone

16 gennaio 2014 | Ernesto Vania

Ogni tanto certi scandali alimentari, veri o presunti, appaiono sul web, per poi scomparire per qualche tempo e ricomparire ancor più allarmistici di prima.

E' il caso anche del tonno. Ad ogni notizia riguardo a Fukushima e al disastro nucleare giapponese torna l'allarme per il tonno e per le scatolette di cui in Italia facciamo gran uso.

Si tratta di timori infondati, smentibili attraverso una disamina piuttosto complicata di mercati, zone di pesca e indicazioni in etichetta. Per comprendere, dunque, perchè non dovete aver paura di mangiare il tonno in scatoletta, occorre seguire bene alcuni passaggi chiave.

Il tonno che fisce in scatola è del tipo pinne gialle (Thunnus albacaresche) troviamo soprattutto nelle Filippine, Papua Nuova Guinea, Indonesia e Australia del nord. Da qui proviene il 60% circa di tutto il tonno pinne gialle mondiale. Quest'area di pesca è distante qualche migliaio di chilometri dalla zona di Fukushima e non vi è quindi alcun rischio di contaminazione.

Ma l'Italia non è un paese "produttore" di tonno? Effettivamente il Mediterraneo è ricco di tonno e noi ne peschiamo in quantità ma il nostro tonno è soprattutto quello rosso (Thunnus thynnus), di pregio e di qualità, esportato in Giappone dove lo utilizzano per sushi e sashimi. Insomma, il tonno italiano non finisce in scatola ma a fette. E' raro che qualche tonno pinna gialla penetri nel Mediterraneo, di solito dallo stretto di Gibilterra.

Ma come faccio a essere sicuro che il tonno non venga dalla zona di Fukushima? La Fao ha diviso i nostri mari e oceani in aree, ciascuna contrassegnata da un numero. L'area del Pacifico Nord Ovest, dove c'è il mar del Giappone, è la 61, diversa quindi dalla zona del Pacifico occidentale centrale (Filippine, Papua Nuova Guinea, Indonesia e Australia del nord) contrassegnata dal numero 71.

Da dove altro può provenire il tonno pinne gialle? Un'altra zona di pesca abbondante è l'Oceano indiano, con zone Fao indicate con 51 e 57.

Il tonno pinne gialle ama le acque calde tropicali, mentre quelle giapponesi, specie nell'area di Sendai e Fukushima, sono fredde. Considerando il consumo di pesce in Giappone è quindi ipotizzabile che non vi imbetterete mai in pescato della zona Fao 61, quella a più alto rischio radioattivo.

Non è comunque semplice esserne sicuri poichè non è obbligatorio, per i produttori di tonno in scatola, l'indicazione dell'origine del tonno, neanche sotto forma di zona di pesca Fao. Vi sono però delle aziende che, per trasparenza nei confronti dei consumatori, indicano in etichetta la provenienza del tonno come zona Fao.

Se volete, fate pure una breve indagine di fronte allo scaffale, noterete che gran parte delle scatolette che forniscono l'origine del tonno vi indicheranno zona Fao 71. Mangiatele dunque tranquilli. Ogni allarme è ingiustificato.

 

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