Gastronomia
Una tavola imbandita e alta gastronomia a regola d'arte, grazie al Personal Chef
Una figura professionale nuova, almeno per l'Italia, ma ben conosciuta nel mondo anglosassone dove spopola già da qualche anno
30 marzo 2013 | Gianluigi Pagano
Più che mai, in occasione delle feste si avverte il desiderio di trovarsi con amici e parenti attorno ad un’invitante tavola imbandita.
Il ristorante però sembra un po’anonimo ed impersonale e così pure le organizzazioni di catering che portano a casa le vivande già pronte. D’altra parte sobbarcarsi la responsabilità,oltre che la fatica di organizzare tutto a casa fa paura anche alla più navigata padrona di casa.
Quale può essere dunque la soluzione?
La più recente proposta è quella del Personal Chef, una figura di gran moda negli Stati Uniti, ma anche in Canada, in Inghilterra dove farsi preparare un pranzo o una cena a domicilio è di moda Questa figura si colloca a metà strada tra un cuoco stellato e un servizio di catering, solo che, a differenza di quest’ultimo, prepara la sua cena, colazione di lavoro o evento (che può essere di varia portata per genere e numero di invitati), direttamente a casa del cliente, preoccupandosi, oltre che della spesa, anche della mise en place, degli abbinamenti cibo-vino, della corretta disposizione degli ospiti a tavola, insomma della completa regia dell’evento, concordando naturalmente il menù e tutti i particolari organizzativi direttamente con committente, che avrà parte attiva nella creazione dell’evento, recitando un ruolo di protagonista e non di semplice spettatore.
A volte la preparazione della cena si trasforma in un cooking show assai gradito alle ospiti che assistono alla preparazione dei piatti, arricchendo così anche le proprie conoscenze culinarie come se assistessero ad un vero e proprio mini-corso.
Questo servizio sta prendendo piede in Italia catturando l’attenzione del pubblico sia perché la mancanza di tempo non permette spesso di potersi occupare in prima persona di pranzi e cene a cui si vorrebbe conferire l’elemento dell’originalità per imprimerne un ricordo nella mente dell’ospite, sia perché c’è spesso il desiderio che questo tipo di incontri si svolga in un contesto caldo e riservato come la propria abitazione, piuttosto che in strutture ristorative aperte al pubblico che non potrebbero garantire certamente, discrezione e personalizzazione del servizio.
A questo si aggiunga la professionalità dello chef, che terrà conto dei principi e i valori nutrizionali, offrendo una la varietà di cucina che può spaziare da quella tradizionale a quella vegetariana, a quella etnica ecc.
I clienti a cui si rivolge il Personal Chef non sono però solo i privati, ma anche Aziende e Istituzioni che vogliano creare un evento richiedendo un servizio particolarmente scenografico che possa rispondere ad esigenze particolari.
Il Personal Chef riesce così, partendo da un bisogno di socializzazione del cliente, a costruire un percorso esperienziale insieme a lui, dove la degustazione finale rimane uno dei tanti aspetti.
Certo una funzione così delicata richiede un elevato livello di preparazione, che escluda tassativamente improvvisazione ed approssimazione, mentre, come spesso accade, quando una proposta come questa ha successo, tutti si spacciano per Personal Chef, anche non avendo minimamente le competenze necessarie.
E’ proprio per tutelare la clientela da un lato ed anche i professionisti seri dall’altro, che è nata recentemente la FIPPC: Federazione Italiana Professional Personal Chef, un’associazione che ha proprio la funzione di raccogliere i più preparati Personal Chef, favorendone la formazione e l’aggiornamento professionale con corsi appositi e quindi potendone poi garantire l’assoluta preparazione professionale.
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