Economia
Il prezzo dell’olio di oliva al 24 ottobre: a Foggia l’extravergine scende sotto i 9 euro/kg mentre in Spagna sfiora i 4,4 euro/kg
Grande rimbalzo delle quotazioni dell’olio extravergine di oliva in Spagna che guadagnano quasi 20 centesimi in meno di dieci giorni. Situazione delicata in Italia dove iniziano i primi movimenti di mercato: tiene Bari ma scivola Foggia
24 ottobre 2025 | 13:00 | T N
Si entra, sia in Spagna sia in Italia, in una situazione di mercato contraddistinta dall’incertezza, con movimenti che saranno contrastanti e che, probabilmente, si stabilizzeranno solo nelle prossime settimane quando anche i dati produttivi saranno più certi.
In Italia è ormai cominciato il solito valzer tra commercianti e industriali, che vorrebbero che i prezzi scendessero, e i produttori e le cooperative che invece vogliono mantenerli sui livelli attuali. Sono dinamiche ben note, come è noto che alcune aree della Puglia e della Calabria sono quelle più sensibili per capire come si orienta la contesa tra gli operatori.
Dopo lo scivolone di Brindisi, Taranto e Lecce, con il prezzo calato del 6,3% in una settimana, ora tocca a Foggia vedere un arretramento del 5,5% in una settimana, come registrato da IsmeaMercati, a 8,6 euro/kg. E’ la prima volta da un anno che il prezzo dell’olio in Puglia scivola sotto la soglia psicologica dei 9 euro/kg.

Tutto questo mentre la Borsa Merci della CCIAA di Bari segnala mercato invariato a 9,3-9,5 euro/kg, IsmeaMercati 9,43 euro/kg e il Borsino dell’Olio di Teatro Naturale 8,9 euro/kg. Sappiamo anche di cisterne su Bari vendute a 9,2 euro/kg proprio in questi giorni, segnale evidente di un mercato che mantiene un orientamento alla stabilità dei prezzi.
Tutto questo mentre la Sicilia, regina dell’olio nuovo, conferma i trend in salita dei prezzi: 9,65 euro/kg per l’extravergine a Palermo e 9,9 euro/kg per l’extravergine a Trapani, mentre le quotazioni salgono a 9,9 euro/kg per la Dop Valli Trapanesi e a 14,85 euro/kg per la Dop Monti Iblei.
Contemporaneamente abbiamo assistito al forte rimbalzo delle quotazioni dell’olio extravergine di oliva in Spagna, anche alla luce delle nuove prospettive di raccolto diramate dalle cooperative, con una produzione stimata sotto le 1,3 milioni di tonnellate. Un dato che tiene conto anche dei primi raccolti di olive verdi e delle relative rese in frantoio, con una revisione al ribasso del 20% rispetto alle aspettative. Se non si fermerà l’ondata di caldo e siccità in Spagna, e in particolare in Andalusia, confermando il dato tendenziale del -20% rispetto alle stime di settembre, potremmo vedere una produzione spagnola anche a 1,1-1,2 milioni di tonnellate, cambiando completamente lo scenario di mercato. Questo anche perché le prima frangiture in Portogallo confermano le difficoltà.
Ecco allora che il mercato spagnolo si sta riposizionando, con un rimbalzo delle quotazioni dell’olio extravergine di oliva rispetto al trend di netta discesa del 15 ottobre (sotto 4,2 euro/kg) guadagnando quasi venti centesimi in una settimana (+5%) a 4,35 euro/kg secondo PoolRed al 24 ottobre.

Si tratta di un dato significativo perché, contemporaneamente all’extravergine, anche l’olio vergine e il lampante hanno avuto significativi rialzi, anche se meno importanti dell’extravergine.
L’olio vergine di oliva torna ad avvicinarsi a 3,7 euro/kg al 24 ottobre, dopo essere giunto a 3,6 euro/kg al 15 ottobre.
L’olio lampante, che è benchmark di mercato per la Spagna dell’olio, risale a 3,455 euro/kg, ovvero 0,5 centesimi in più rispetto al 15 ottobre. Si tratta di movimenti in apparenza insignificanti ma che, quando toccano contemporaneamente tutte le categorie merceologiche, segnalano, se non altro, un certo nervosismo di mercato.
La raccolta non è entrata realmente nel vivo in nessun paese olivicolo. Gli scambi in volume probabilmente si vedranno non prima della metà di novembre quando, probabilmente, inizierà anche a giungere sulle coste europee la prima produzione tunisina.
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